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mercoledì 28 giugno 2023

54 - Volatilità nelle Opzioni: Guida completa alla Volatilità Storica ed Implicita

La volatilità è un concetto chiave nel mondo delle opzioni e uno dei fattori più importanti da considerare per i trader. Essa rappresenta la misura delle fluttuazioni dei prezzi degli strumenti finanziari nel tempo. La volatilità può essere suddivisa in due categorie principali: volatilità storica e volatilità implicita. In questo articolo, esploreremo la differenza tra le due e spiegheremo come calcolare entrambe per prendere decisioni informate nel trading di opzioni.

Volatilità Storica

Come abbiamo visto in un a volatilità storica è una misura retrospettiva delle fluttuazioni dei prezzi di un asset finanziario nel corso del tempo. Per calcolare la volatilità storica, è necessario disporre di un set di dati storici dei prezzi. Il calcolo della volatilità storica coinvolge diversi passaggi, ma una delle formule più comuni utilizzate è la deviazione standard dei rendimenti giornalieri. La deviazione standard misura quanto i prezzi degli asset si discostano dalla loro media. Maggiore è la deviazione standard, maggiore è la volatilità storica dell'asset.

Volatilità Implicita

La volatilità implicita è una misura delle aspettative future del mercato riguardo alla volatilità di un asset sottostante. Essa viene spesso espressa come una percentuale e rappresenta la volatilità "imposta" dal mercato sul prezzo delle opzioni. La volatilità implicita può essere influenzata da diversi fattori, come eventi economici, notizie di mercato o annunci societari. Per calcolare la volatilità implicita, vengono utilizzati i prezzi delle opzioni negoziate sul mercato. Esistono modelli matematici complessi, come il modello Black-Scholes, che consentono di stimare la volatilità implicita.

Calcolo della Volatilità Storica:

Per calcolare la volatilità storica, segui questi passaggi:

  1. Raccogli un set di dati storici dei prezzi dell'asset.
  2. Calcola i rendimenti giornalieri sottraendo il prezzo di chiusura del giorno precedente dal prezzo di chiusura del giorno corrente e dividendo il risultato per il prezzo di chiusura del giorno precedente.
  3. Calcola la deviazione standard dei rendimenti giornalieri per l'intero periodo di osservazione.
  4. Moltiplica la deviazione standard per la radice quadrata del numero di giorni di trading in un anno per ottenere la volatilità storica annuale.

Calcolo della Volatilità Implicita:

Calcolare la volatilità implicita è un processo più complesso che coinvolge l'utilizzo di modelli matematici come il modello Black-Scholes. Tuttavia, esistono diverse piattaforme di trading che forniscono la volatilità implicita stimata per le opzioni negoziate sul mercato. Queste stime sono spesso disponibili come "greeks" nelle opzioni, come ad esempio la gamma, la delta e la vega.

La volatilità implicita può essere calcolata inversamente utilizzando il modello Black-Scholes. Invece di stimare il prezzo delle opzioni sulla base di una volatilità implicita data, è possibile utilizzare il prezzo delle opzioni e retrocedere per ottenere una stima della volatilità implicita. Ciò può essere fatto mediante l'uso di metodi di approssimazione numerica come il metodo di Newton-Raphson o l'uso di fogli di calcolo con funzioni specifiche per il calcolo della volatilità implicita.

L'importanza della volatilità nelle opzioni è dovuta al fatto che le opzioni sono influenzate dalla variazione dei prezzi dell'asset sottostante. Una maggiore volatilità aumenta la probabilità che l'opzione raggiunga il suo prezzo di esercizio e, quindi, può aumentare il suo valore. Al contrario, una volatilità ridotta può ridurre il valore delle opzioni. Comprendere e monitorare sia la volatilità storica che quella implicita può aiutare i trader a prendere decisioni informate sul trading di opzioni.

In conclusione, la volatilità nelle opzioni è un fattore cruciale da considerare per i trader. La volatilità storica rappresenta le fluttuazioni passate dei prezzi dell'asset, mentre la volatilità implicita riflette le aspettative future del mercato. Il calcolo di entrambe le volatilità richiede l'utilizzo di formule e metodi specifici. Monitorare e comprendere la volatilità può fornire agli operatori una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità legate alle opzioni e può aiutare a prendere decisioni di trading più informate.

mercoledì 31 maggio 2023

53 - Covered Call e titoli a Dividendi: una strategia per aumentare i rendimenti

Se possiedi delle azioni che pagano dei dividendi e vuoi incrementare il tuo flusso di cassa, una strategia che puoi utilizzare è quella delle covered call. Si tratta di vendere delle opzioni call sulle azioni che hai in portafoglio, ricevendo un premio che si aggiunge ai dividendi. In questo modo, puoi ottenere un rendimento maggiore rispetto al solo possesso delle azioni, ma devi anche essere consapevole dei rischi e delle meccaniche di questa operazione.

Cos'è una covered call?

Una covered call è una strategia che consiste nel vendere una opzione call su un'azione che si possiede già. Un'opzione call è un contratto che dà il diritto (ma non l'obbligo) all'acquirente di comprare l'azione sottostante a un prezzo prestabilito (detto strike) entro una data di scadenza. Il venditore dell'opzione, invece, ha l'obbligo di consegnare l'azione se l'acquirente esercita il suo diritto. In cambio, il venditore riceve un premio, che è il prezzo dell'opzione.

La strategia della covered call si chiama così perché il venditore dell'opzione ha già le azioni in portafoglio, quindi è "coperto" nel caso in cui debba consegnarle. Se non avesse le azioni, si troverebbe in una situazione di rischio illimitato, perché dovrebbe comprare le azioni sul mercato a un prezzo potenzialmente molto più alto dello strike.

Perché vendere una covered call?

Il motivo principale per vendere una covered call è quello di aumentare il rendimento del proprio portafoglio. Infatti, il premio ricevuto dalla vendita dell'opzione si aggiunge al dividendo pagato dall'azione sottostante, generando un flusso di cassa extra. Inoltre, la vendita dell'opzione riduce il costo medio delle azioni possedute, aumentando il margine di profitto in caso di vendita.

Un altro motivo per vendere una covered call è quello di proteggere il proprio portafoglio da eventuali ribassi del mercato. Infatti, il premio ricevuto dalla vendita dell'opzione funge da cuscinetto contro le perdite potenziali derivanti da una diminuzione del prezzo dell'azione sottostante. In altre parole, la vendita dell'opzione abbassa il punto di pareggio del portafoglio.

Quali sono i rischi di una covered call?

La vendita di una covered call comporta anche dei rischi che devono essere valutati attentamente prima di applicare questa strategia. Il primo rischio è quello di limitare il potenziale di guadagno del portafoglio. Infatti, se il prezzo dell'azione sottostante sale sopra lo strike dell'opzione, il venditore sarà obbligato a consegnare le azioni all'acquirente, perdendo la possibilità di beneficiare dell'aumento del prezzo. In altre parole, la vendita dell'opzione impone un tetto al profitto del portafoglio.

Un altro rischio è quello di dover pagare delle commissioni per la vendita dell'opzione e per la consegna delle azioni. Queste commissioni possono erodere il premio ricevuto e ridurre il rendimento effettivo della strategia. Inoltre, la vendita dell'opzione può avere delle implicazioni fiscali, a seconda della legislazione vigente nel paese in cui si opera.

Come scegliere lo strike e la scadenza di una covered call?

Per applicare efficacemente la strategia della covered call, bisogna scegliere con cura lo strike e la scadenza dell'opzione da vendere. Questi due parametri influenzano infatti il premio ricevuto e il rischio assunto dal venditore.

In generale, uno strike più alto corrisponde a un premio più basso e a un maggior potenziale di guadagno dal rialzo del prezzo dell'azione sottostante. Al contrario, uno strike più basso corrisponde a un premio più alto e a un minor potenziale di guadagno dal rialzo del prezzo dell'azione sottostante.

Per quanto riguarda la scadenza, in generale una scadenza più lunga corrisponde a un premio più alto e a un maggior rischio di dover consegnare le azioni. Al contrario, una scadenza più breve corrisponde a un premio più basso e a un minor rischio di dover consegnare le azioni.

La scelta dello strike e della scadenza dipende quindi dalle aspettative e dalla tolleranza al rischio del venditore. Se si vuole ottenere un rendimento elevato e si è disposti a cedere le azioni in caso di forte rialzo del prezzo, si può optare per uno strike basso e una scadenza lunga. Se invece si vuole mantenere la possibilità di beneficiare del rialzo del prezzo e si è disposti a ricevere un rendimento inferiore, si può optare per uno strike alto e una scadenza breve.

Esempio pratico di covered call

Per illustrare meglio il funzionamento della strategia della covered call, facciamo un esempio pratico. 

Supponiamo che tu abbia in portafoglio 100 azioni Globalx Nasdaq100 Covered Call Ucits Etf (QYLD), un ETF che replica l'indice Nasdaq 100 e che applica la strategia della covered call sulle sue componenti. Questo ETF paga dei dividendi mensili con una cedola annua attorno al 10%. Al momento della scrittura (30 maggio 2023), l'ETF ha un prezzo di 14,944 euro per azione.

Supponiamo che tu voglia aumentare il tuo rendimento vendendo delle opzioni call sull'ETF con scadenza giugno 2023 e strike 15 euro. Il premio per queste opzioni è di 0,15 euro per azione. Vendendo quindi 1 contratto (che corrisponde a 100 azioni), riceverai 15 euro (0,15 x 100) come premio.

A questo punto ci sono tre possibili scenari alla scadenza dell'opzione:

  • Scenario 1: il prezzo dell'ETF rimane sotto lo strike (15 euro). In questo caso l'opzione scade senza valore e tu mantieni le tue 100 azioni QYLD e i relativi dividendi. Il tuo rendimento sarà dato dal premio ricevuto (15 euro) più i dividendi incassati (circa 12 euro) diviso per il costo delle azioni (1494 euro), ovvero circa l'1,8% in un mese.
  • Scenario 2: il prezzo dell'ETF sale sopra lo strike (15 euro). In questo caso l'acquirente dell'opzione eserciterà il suo diritto e tu dovrai consegnargli le tue 100 azioni QYLD al prezzo di 15 euro per azione. Il tuo rendimento sarà dato dalla differenza tra lo strike e il costo delle azioni (15 - 14,944 = 0,056 euro per azione) più il premio ricevuto (0,15 euro per azione) più i dividendi incassati (circa 0,12 euro per azione), ovvero circa il 2% in un mese.
  • Scenario 3: il prezzo dell'ETF sale molto sopra lo strike (ad esempio 16 euro). In questo caso l'esito è lo stesso dello scenario 2: dovrai consegnare le tue 100 azioni QYLD al prezzo di 15 euro per azione. Tuttavia, in questo scenario avrai perso la possibilità di beneficiare del forte rialzo del prezzo dell'ETF. Il tuo rendimento sarà dato dalla differenza tra lo strike e il costo delle azioni (15 - 14,944 = 0,056 euro per azione) più il premio ricevuto (0,15 euro per azione) più i dividendi incassati (circa 0,12 euro per azione), ovvero circa il 2% in un mese.
È importante notare che questo esempio è puramente illustrativo e i risultati possono variare in base alle condizioni di mercato effettive. La strategia della covered call può offrire un'opportunità interessante per aumentare i rendimenti, ma è necessario valutare attentamente i rischi e adattare la strategia alle proprie esigenze e aspettative.

In conclusione, la strategia della covered call può essere una scelta appropriata per gli investitori che desiderano incrementare il flusso di cassa generato dalle azioni con dividendi. Vendere opzioni call sulle azioni in portafoglio può generare un premio aggiuntivo che si somma ai dividendi, offrendo un rendimento complessivo più elevato. Tuttavia, è fondamentale comprendere i rischi associati a questa strategia e scegliere con cura lo strike e la scadenza delle opzioni per adattarli alle proprie aspettative e tolleranza al rischio.

lunedì 29 maggio 2023

52 - Il Processo Strategico

Nella gestione della nostra finanza personale, possiamo imparare molto dall'organizzazione militare. La strategia, intesa come il piano di azione complessivo per raggiungere un obiettivo, è fondamentale per ottenere il successo finanziario a lungo termine. In questo articolo, esploreremo le analogie tra la strategia militare e la finanza personale, evidenziando l'importanza della vision, della strategia e della tattica in relazione ai differenti timeframe. Inoltre, approfondiremo le fasi del processo strategico e i punti chiave da considerare per creare una solida strategia finanziaria.

La Strategia Militare come Modello per la Finanza Personale:

Quando si parla di strategia, è essenziale distinguere tra vision, strategia e tattica. La vision è l'obiettivo finale che vogliamo raggiungere, la nostra destinazione finale. La strategia rappresenta il percorso che seguiremo per raggiungere la vision, mentre la tattica si concentra sui dettagli delle azioni da intraprendere a breve termine. Questi concetti sono altrettanto applicabili alla finanza personale.

I Timeframe nella Finanza Personale:

Come nell'organizzazione militare, anche nella finanza personale dobbiamo considerare differenti timeframe. 

Ad esempio, la vision potrebbe essere il raggiungimento di una situazione finanziaria confortevole e sicura a lungo termine, come la pensione o la libertà finanziaria. La strategia può essere vista come il piano generale che ci aiuterà a raggiungere la nostra vision nel corso degli anni, mentre la tattica riguarda le azioni quotidiane che intraprendiamo per gestire il nostro denaro.

Infatti è senz'altro vero che ogni fase del processo strategico richiede una prospettiva temporale specifica per prendere decisioni informate e pianificare adeguatamente. E quindi:

  • La vision finanziaria a lungo termine rappresenta il nostro obiettivo finale, che potrebbe includere la creazione di un patrimonio duraturo, il raggiungimento della libertà finanziaria o la sicurezza economica durante la pensione. Questa vision ci fornisce una bussola per orientarci e definisce il punto di arrivo desiderato. È importante considerare il timeframe di anni o addirittura decenni per perseguire una vision finanziaria significativa.
  • La strategia finanziaria si concentra sul percorso che seguiremo per realizzare la nostra vision a lungo termine. Questo piano generale può avere un timeframe di medio termine, che potrebbe essere di 5-10 anni. Durante questa fase, definiremo le strategie di investimento, l'allocazione delle risorse, la gestione del debito e le azioni per costruire un solido fondamento finanziario. Ad esempio, potremmo stabilire obiettivi intermedi, come accumulare un certo importo di risparmio, pagare un debito specifico o investire in un'attività imprenditoriale.
  • La tattica finanziaria riguarda infine le azioni quotidiane che intraprendiamo per gestire il nostro denaro. Questo timeframe è a breve termine e può riguardare il budgeting, il risparmio, il monitoraggio delle spese e la gestione delle entrate. La tattica è strettamente legata all'implementazione del piano di azione e richiede una visione immediata delle nostre finanze. Ad esempio, potremmo pianificare un budget mensile, cercare modi per risparmiare sui costi ricorrenti o adottare strategie di riduzione delle spese.

È fondamentale comprendere e bilanciare questi timeframe nella finanza personale. Sebbene la vision a lungo termine sia l'obiettivo finale, non possiamo trascurare la strategia a medio termine e la tattica a breve termine. Ogni fase richiede attenzione e pianificazione, poiché le azioni che intraprendiamo oggi avranno un impatto sul nostro futuro finanziario.

Inoltre, è importante adattare la nostra strategia e tattica in base ai cambiamenti nella situazione finanziaria e nelle circostanze personali. Periodicamente, dovremmo rivedere la nostra vision, ricalibrare la strategia e apportare aggiustamenti alla tattica per mantenere l'allineamento con i nostri obiettivi e le condizioni di mercato.

Le 5 Fasi del Processo Strategico nella Finanza Personale:

  1. Definizione della direzione: Questa fase coinvolge l'identificazione chiara della nostra vision finanziaria. Dobbiamo capire cosa vogliamo ottenere e quali obiettivi a lungo termine vogliamo raggiungere.
  2. Analisi della situazione: In questa fase, valutiamo la nostra situazione finanziaria attuale, valutando entrate, spese, asset e passività. Un'analisi accurata ci permette di comprendere la nostra posizione finanziaria e le sfide che potremmo affrontare nel raggiungimento della nostra vision.
  3. Processo decisionale: Una volta compresa la nostra situazione finanziaria, dobbiamo prendere decisioni informate. Definiamo gli obiettivi di lungo termine, identifichiamo le possibili strategie e valutiamo i rischi e le opportunità.
  4. Implementazione: Questa fase riguarda l'esecuzione del piano di azione. Creiamo una strategia dettagliata, definiamo un piano finanziario personale e mettiamo in pratica le azioni necessarie per perseguire i nostri obiettivi.
  5. Controllo: Monitoriamo e valutiamo regolarmente i progressi fatti verso i nostri obiettivi. Effettuiamo aggiustamenti se e quando necessario e rimaniamo flessibili adattandoci alla realtà.

Punti Chiave della Strategia Finanziaria:

  • Vision: La vision rappresenta la nostra meta finanziaria a lungo termine. È importante avere una chiara comprensione di cosa vogliamo ottenere, che si tratti di una pensione confortevole, la creazione di un'azienda o la realizzazione di un grande progetto personale. La vision ci fornisce una direzione chiara e un motivo per impegnarci nella pianificazione finanziaria.
  • Obiettivi di Lungo Termine: Definire obiettivi finanziari specifici e di lungo termine è essenziale per stabilire una strategia efficace. Gli obiettivi dovrebbero essere realistici, misurabili e temporalmente definiti. Ad esempio, potremmo fissare l'obiettivo di risparmiare una certa somma entro un determinato periodo di tempo o di investire in un'attività immobiliare entro un dato numero di anni.
  • Strategia (Percorso): La strategia finanziaria rappresenta il percorso che seguiremo per raggiungere i nostri obiettivi di lungo termine. Questa potrebbe includere l'allocazione degli investimenti, la diversificazione del portafoglio, la gestione del debito o l'acquisizione di competenze finanziarie. La strategia dovrebbe essere personalizzata in base alle nostre esigenze, alla nostra situazione finanziaria e ai nostri obiettivi.
  • Piano di Azione Dettagliato: Una volta definita la strategia, è fondamentale creare un piano di azione dettagliato per metterla in pratica. Questo piano dovrebbe includere azioni specifiche, come il risparmio di una percentuale fissa del reddito, l'investimento in fondi indicizzati o la riduzione delle spese superflue. Il piano di azione ci aiuta a tradurre la strategia in azioni concrete e ci permette di monitorare i progressi nel tempo.

Pericoli di Muoversi Senza Strategia e Affidarsi Solo alla Tattica:

Muoversi senza una strategia solida può comportare rischi finanziari significativi. Senza una vision chiara e obiettivi definiti, siamo più inclini a prendere decisioni impulsive, a seguire le mode finanziarie del momento o a lasciarci influenzare dalle emozioni. Ciò può portare a cattive scelte di investimento, a un accumulo di debiti e a una mancanza di progressi significativi verso i nostri obiettivi finanziari.

Inoltre, affidarsi esclusivamente alla tattica senza una strategia di fondo può portare a una mancanza di coerenza e direzione nel gestire le nostre finanze. Potremmo essere bravi a risparmiare qui e là, ma senza una strategia a lungo termine, rischiamo di perdere di vista l'obiettivo finale e di non massimizzare il nostro potenziale finanziario.

Possiamo concludere questo paragrafo dicendo che, certamente, La finanza personale richiede una mentalità strategica. Apprendere dall'organizzazione militare può fornirci una prospettiva utile per gestire le nostre finanze in modo efficace. Definendo una vision chiara e stabilendo obiettivi di lungo termine, possiamo creare una solida strategia finanziaria. Questa strategia ci guiderà nel prendere decisioni finanziarie informate e nel pianificare azioni concrete per raggiungere i nostri obiettivi.

La gestione dei differenti timeframe nella finanza personale è un elemento chiave per il successo finanziario a lungo termine. Dalla vision a lungo termine alla strategia a medio termine e alla tattica a breve termine, ogni fase richiede attenzione e pianificazione accurata. Bilanciare queste prospettive temporali ci permette di creare una strategia finanziaria solida e coerente, prendere decisioni informate e mantenere la direzione verso i nostri obiettivi finanziari desiderati.

Avere strategia finanziaria ci aiuterà ad evitare i pericoli di muoverci senza una direzione chiara. Senza una strategia, rischiamo di cadere preda delle tentazioni e delle emozioni del momento, compromettendo il nostro benessere finanziario a lungo termine. Inoltre, affidarsi solo alla tattica senza una strategia di fondo può portare a una gestione finanziaria disorganizzata e incoerente.

Pertanto, prendiamoci il tempo necessario per definire la nostra vision finanziaria, stabilire obiettivi di lungo termine e creare una strategia finanziaria ben ponderata. Pianifichiamo le nostre azioni, adottiamo un approccio disciplinato e monitoriamo regolarmente i nostri progressi. Solo così potremo raggiungere il successo finanziario desiderato e ottenere una solida base per il nostro futuro.

Ricordiamoci che nella finanza personale, come nell'organizzazione militare, la strategia è l'arma segreta per conquistare il successo.

mercoledì 24 maggio 2023

50 - La Volatilità di portafoglio

Nel mondo degli investimenti, la volatilità di portafoglio svolge un ruolo cruciale nella gestione del rischio. Mentre nel post precedente abbiamo esplorato la volatilità e la varianza riferiti a singole azioni, a questo punto, però, come investitori è altrettanto importante comprendere come la volatilità si estenda al livello del portafoglio. In questo articolo, esamineremo la volatilità di portafoglio, il suo significato e come può essere gestita per ottenere un bilancio appropriato tra rischio e rendimento. Scopriremo anche alcune strategie per diversificare il portafoglio e ridurre la volatilità complessiva.

La volatilità di portafoglio

La volatilità di portafoglio si riferisce alla misura della variazione dei rendimenti complessivi di un portafoglio di investimenti nel tempo. A differenza della volatilità delle singole azioni, che misura la variazione dei prezzi di un singolo titolo, la volatilità di portafoglio tiene conto delle correlazioni e delle interazioni tra gli strumenti finanziari all'interno di un portafoglio. Questo fornisce una valutazione più accurata del rischio complessivo dell'intero portafoglio.

Supponiamo ad esempio di avere un portafoglio che comprende azioni di diverse società, obbligazioni e un fondo comune di investimento immobiliare. Ogni componente del portafoglio ha la propria volatilità individuale. Tuttavia, quando vengono combinati, le correlazioni tra gli strumenti possono influenzare la volatilità complessiva del portafoglio.

Ad esempio, se le azioni di società A e società B sono altamente correlate, il loro prezzo può muoversi in modo simile. Ciò potrebbe aumentare la volatilità del portafoglio se entrambe le azioni subiscono fluttuazioni significative. D'altra parte, se le obbligazioni nel portafoglio hanno una bassa correlazione con le azioni, possono offrire una certa stabilità e ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.

La Correlazione

La correlazione tra le diverse asset class svolge un ruolo fondamentale nella gestione della volatilità di portafoglio. La correlazione misura la relazione statistica tra due asset class e può variare da -1 a +1.

  • Correlazione positiva: Se due asset class hanno una correlazione positiva, significa che tendono a muoversi nella stessa direzione. Ad esempio, le azioni e i titoli ad alto rendimento possono avere una correlazione positiva perché entrambi sono influenzati dagli stessi fattori di mercato, come le condizioni economiche generali. Quando le azioni salgono, è probabile che anche i titoli ad alto rendimento si apprezzino, aumentando la volatilità complessiva del portafoglio.
  • Correlazione negativa: Se due asset class hanno una correlazione negativa, significa che tendono a muoversi in direzioni opposte. Ad esempio, le obbligazioni di qualità elevata e gli asset rifugio, come l'oro, possono avere una correlazione negativa con le azioni. Durante periodi di turbolenza dei mercati azionari, gli investitori spesso cercano sicurezza nelle obbligazioni o nell'oro, che possono agire come un'assicurazione contro la volatilità del mercato.
  • Correlazione neutra o scarsa: Alcune asset class possono avere una correlazione neutra o scarsa tra loro, il che significa che non vi è una relazione significativa tra i loro movimenti di prezzo. Ad esempio, le obbligazioni di qualità elevata possono avere una correlazione neutra con i mercati azionari. Questo può essere utile per la riduzione della volatilità di portafoglio, poiché l'inclusione di asset con correlazione neutra può contribuire a mitigare il rischio complessivo.

L'utilizzo di asset class con correlazione negativa o neutra può essere una strategia efficace per diversificare il portafoglio e ridurre la volatilità. In questo modo, quando una parte del portafoglio subisce una performance negativa, l'altra parte può compensare le perdite o mantenere una certa stabilità.

Ad esempio, un investitore potrebbe allocare parte del suo portafoglio in azioni e parte in obbligazioni di qualità elevata. Durante periodi di forti cali dei mercati azionari, le obbligazioni possono agire come un'ammortizzatore per le perdite, riducendo la volatilità complessiva del portafoglio. D'altra parte, quando i mercati azionari sono in crescita, le azioni possono fornire un'opportunità di rendimento più elevato, bilanciando il portafoglio.

La comprensione della correlazione tra le varie asset class è essenziale per costruire un portafoglio ben diversificato e gestire la volatilità complessiva. Effettuare un'analisi approfondita della correlazione storica e monitorare regolarmente le dinamiche di correlazione può aiutare gli investitori a prendere decisioni più informate nella gestione del rischio del portafoglio.

Gestione della volatilità di portafoglio

La gestione della volatilità di portafoglio è essenziale per creare un portafoglio bilanciato che offra un'adeguata combinazione di rischio e rendimento e non può prescindere da una adeguata comprensione del grado di correlazione tra i vari elementi presenti nel portafoglio. Ecco alcune strategie comuni utilizzate per gestire la volatilità di portafoglio:

  • Diversificazione: Una delle principali strategie per ridurre la volatilità di portafoglio è la diversificazione. Investire in una varietà di asset classes, settori e geografie può aiutare a ridurre il rischio complessivo del portafoglio. Quando un'area del mercato è sotto pressione, altre aree possono compensare le perdite.
  • Asset allocation: L'allocazione degli asset è un processo di bilanciamento degli investimenti tra azioni, obbligazioni, liquidità e altri strumenti finanziari che tiene conto degli obiettivi di rischio e rendimento dell'investitore. Una corretta allocazione degli asset può aiutare a ridurre la volatilità di portafoglio distribuendo il capitale in modo equilibrato tra diverse classi di attività che hanno diversi profili di rischio e rendimento.
  • Uso di strumenti di copertura (hedging): Gli strumenti di copertura, come i contratti futures o le opzioni, possono essere utilizzati per mitigare il rischio di fluttuazione dei prezzi. Ad esempio, un investitore può acquistare contratti futures per proteggere il proprio portafoglio dalle perdite in caso di una significativa correzione di mercato.
  • Riequilibrio periodico: È importante monitorare regolarmente il portafoglio e riequilibrarlo se necessario. Ciò implica vendere o acquistare determinati asset per riportare l'allocazione agli obiettivi prefissati. Il riequilibrio periodico può aiutare a mantenere una volatilità di portafoglio controllata nel tempo.

Effetti della volatilità sui rendimenti

La volatilità può avere effetti significativi sui rendimenti degli investimenti a breve, medio e lungo termine. Vediamo come la volatilità può influenzare i diversi orizzonti temporali:

  • Rendimenti a breve termine: A breve termine, la volatilità può causare fluttuazioni significative dei prezzi degli asset. I movimenti di mercato improvvisi e la volatilità possono creare opportunità per i trader a breve termine di trarre profitto dalle oscillazioni dei prezzi. Tuttavia, la volatilità può anche portare a perdite se le previsioni di mercato sono errate. Gli investitori a breve termine devono monitorare attentamente la volatilità e adottare strategie che si adattino alle condizioni di mercato.
  • Rendimenti a medio termine: A medio termine, la volatilità può avere un impatto sia positivo che negativo sui rendimenti degli investimenti. Se la volatilità è elevata, potrebbe esserci una maggiore probabilità di fluttuazioni significative dei prezzi, che potrebbero portare a perdite. Tuttavia, la volatilità può anche creare opportunità di acquisto per gli investitori che cercano di capitalizzare su azioni o asset sottostanti che sono sopravvalutati o sottovalutati. Gli investitori a medio termine dovrebbero adottare un approccio bilanciato, considerando sia i rischi che le opportunità che la volatilità può presentare.
  • Rendimenti a lungo termine: A lungo termine, la volatilità può essere attenuata e i rendimenti tendono a essere meno influenzati dalle fluttuazioni di breve periodo. Nel corso di molti anni, i mercati finanziari tendono a mostrare una tendenza al rialzo generale nonostante la volatilità a breve termine. Gli investitori a lungo termine possono trarre vantaggio dalla volatilità attraverso l'effetto della mediazione: l'acquisto di asset a prezzi più bassi durante periodi di volatilità può portare a rendimenti superiori nel lungo periodo quando i prezzi si riprendono. La chiave è avere una visione a lungo termine e una strategia di investimento solida che tenga conto della volatilità come parte integrante del processo di investimento.
È importante comunque sottolineare che gli effetti della volatilità possono variare a seconda del tipo di asset o classe di attività considerata, nonché delle condizioni specifiche di mercato. Gli investitori devono valutare attentamente i propri obiettivi, la tolleranza al rischio e l'orizzonte temporale per adottare una strategia di investimento appropriata che tenga conto degli effetti della volatilità sui rendimenti.

venerdì 19 maggio 2023

48 - Titoli italiani ad alto rendimento - 101

Se sei un "cassettista" italiano, o d un investitore interessato a costruire un portafoglio di azioni italiane a lungo termine, ci sono diverse azioni che potrebbero attirare la tua attenzione e che potrebbero aiutarti a migliorare la tua situazione finanziaria. Gli investimenti in titoli azionari italiani ad alto rendimento, infatti, potrebbero essere un'opzione interessante da considerare. In questo breve post, esploreremo i motivi per cui può essere vantaggioso investire in titoli italiani, le potenziali opportunità e i rischi associati, nonché le azioni italiane a maggiore capitalizzazione che offrono dividendi stabili nel corso degli anni.

Vantaggi per investire in titoli italiani ad alto dividendo

Investire in titoli italiani offre diversi vantaggi per i cittadini italiani. 

  1. Uno dei principali vantaggi riguarda la tassazione dei dividendi. Attualmente, i dividendi ricevuti da società italiane sono soggetti a una tassazione agevolata rispetto ad altre forme di reddito. L'aliquota è fissa al 26% per i dividendi distribuiti da società italiane, a differenza delle imposte sul reddito ordinario che possono raggiungere aliquote superiori. 
  2. Un altro dei vantaggi degli investimenti in titoli italiani è la mancanza di rischio di cambio. Quando si investe in azioni italiane, soprattutto per i cittadini italiani, non ci si espone al rischio di fluttuazioni dei tassi di cambio tra diverse valute. Questo può essere particolarmente vantaggioso per coloro che desiderano evitare l'incertezza associata alle variazioni dei tassi di cambio e preferiscono mantenere i propri investimenti in valuta nazionale. Investire in titoli italiani consente quindi di concentrarsi maggiormente sui fondamentali delle società e sui fattori specifici del mercato italiano, senza preoccuparsi dei movimenti valutari. 

Questi aspetti, specie se considerati congiuntamente, possono rappresentare un elemento di stabilità e sicurezza per gli investitori interessati al mercato azionario italiano.

Svantaggi per investire in titoli italiani ad alto dividendo

Tuttavia, investire in titoli italiani ad alto rendimento comporta anche alcuni rischi che è importante prendere in considerazione. 

  1. Volatilità dei prezzi delle azioni: Come per tutti gli investimenti azionari, le azioni italiane possono essere soggette a fluttuazioni dei prezzi. Le variazioni di prezzo possono essere influenzate da molteplici fattori, come i risultati finanziari delle società, gli sviluppi del settore di riferimento, le notizie di mercato e i cambiamenti delle condizioni economiche. La volatilità può portare a perdite temporanee o permanenti per gli investitori, pertanto è importante essere preparati a gestire questo rischio.
  2. Andamento del mercato azionario italiano: L'andamento del mercato azionario italiano può essere influenzato da fattori specifici del paese, come la politica interna, le politiche fiscali, le condizioni macroeconomiche e gli eventi geopolitici. Questi fattori possono avere un impatto significativo sui prezzi delle azioni italiane. È importante monitorare attentamente il contesto di mercato e valutare come questi fattori possono influenzare gli investimenti.
  3. Condizioni economiche globali: Le condizioni economiche globali, come le fluttuazioni dei tassi di interesse, le tensioni commerciali internazionali e le crisi finanziarie, possono avere un impatto sugli investimenti in azioni italiane. Poiché l'economia italiana è collegata all'economia globale, le condizioni economiche esterne possono influenzare la crescita e la redditività delle società italiane. Gli investitori dovrebbero considerare attentamente questi fattori globali nel prendere decisioni di investimento.
È importante notare che questi rischi non sono esclusivi degli investimenti in azioni italiane, ma possono applicarsi a qualsiasi investimento azionario. Tuttavia, nel contesto specifico delle azioni italiane, è essenziale valutare attentamente questi rischi e diversificare il proprio portafoglio per mitigare gli impatti negativi potenziali

Capitalismo di Stato e dividendi

È importante menzionare che in alcune industrie chiave in Italia, vi è una presenza significativa del capitalismo di stato. Questo significa che lo Stato italiano detiene una partecipazione di controllo o una forte influenza in determinate società. 

Questo può offrire alcuni vantaggi, come:

  • Stabilità e sostegno finanziario: Le società controllate dallo Stato possono beneficiare di una maggiore stabilità finanziaria e di un sostegno diretto del governo italiano. Ciò può fornire una protezione aggiuntiva in periodi di instabilità economica o crisi finanziarie.
  • Accesso a risorse strategiche: Le società controllate dallo Stato possono avere accesso a risorse strategiche di importanza nazionale, come infrastrutture critiche o risorse naturali. Questo può offrire loro un vantaggio competitivo nel settore e contribuire alla loro sostenibilità a lungo termine.
  • Regolamentazione favorevole: Le società controllate dallo Stato possono beneficiare di una regolamentazione favorevole o di incentivi specifici dal governo italiano. Questo può includere agevolazioni fiscali, sovvenzioni o politiche di protezione del mercato.

Tuttavia, è importante essere consapevoli che il coinvolgimento del governo può anche comportare alcuni svantaggi o sfide. 

Ad esempio:

  • Interferenza politica: Le decisioni aziendali delle società controllate dallo Stato potrebbero essere influenzate da considerazioni politiche, che potrebbero non essere sempre allineate agli interessi degli azionisti o alla massimizzazione del valore per gli investitori.
  • Mancanza di flessibilità: Le società controllate dallo Stato potrebbero essere soggette a una maggiore burocrazia e a procedure decisionali più complesse rispetto alle società private. Ciò potrebbe limitare la loro agilità nel rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato o alle opportunità di crescita.

In conclusione, investire in titoli italiani ad alto rendimento, come quelli con una storia di dividendi stabili nel corso degli anni, può offrire opportunità interessanti per i cittadini italiani. Tuttavia, è importante valutare attentamente i rischi, diversificare il portafoglio e prendere decisioni informate basate sull'analisi fondamentale delle società. 

lunedì 15 maggio 2023

46 - Opzioni su titoli che pagano dividendi

Nell'affrontare la valutazione di opzioni emesse su titoli azionari, è fondamentale considerare l'impatto dei dividendi.

Back to Basic - Che cos'è un dividendo e come funziona?

Certamente sappiamo già che i dividendi sono una porzione dei profitti che vengono regolarmente distribuiti ai possessori di titoli azionari. Ma come funziona?

Durante la fase di dichiarazione, che precede di solito di alcuni giorni o settimane il pagamento effettivo, le società annunciano:

  1. la loro intenzione di distribuire i dividendi
  2. l'importo del dividendo che intendono distribuire
  3. la data ex-dividendo, che indica il momento a partire dal quale il titolo azionario comincerà ad essere negoziato senza il diritto al dividendo. 
  4. la data effettiva di pagamento che, di norma, segue di alcuni giorni la data ex-dividendo.
Tra la data ex-dividendo e la data di pagamento vi è la fare di registrazione, durante la quale vengono ufficialmente identificati i possessori di titoli che avranno diritto al dividendo. Solo i proprietari dei titoli registrati hanno il diritto di incassare il dividendo. 

In Italia, i dividendi vengono distribuiti per lo più una volta all'anno, mentre in altri paesi possono essere distribuiti più volte durante l'anno; alcuni titoli distribuiscono dividendi mensilmente.

Che effetto hanno i dividendi sulle opzioni?

Cosa succede se acquistiamo o vendiamo opzioni su titoli che, prima della data di esercizio, hanno in programma di pagare uno (o più) dividendi? Mentre le opzioni sono protette da eventi come stock split, che rappresentano la suddivisione proporzionale dei titoli azionari (ad esempio da un titolo del valore di 160 vengono creati due titoli del valore di 80 ciascuno), e dagli stock dividend, che prevedono la concessione di nuove azioni ai possessori di azioni esistenti. In altre parole, qualora ciò avvenisse, intervengono meccanismi automatici a tutela del possessori delle opzioni.  Tuttavia, le opzioni non sono protette dai dividendi in denaro, il che significa che il pagamento di un dividendo in denaro non influisce sui termini contrattuali delle opzioni. 

Quindi, qualora una Società deciderà di pagare un dividendo è evidente che ciò influenzerà il prezzo dell'azione sottostante e, conseguentemente, il valore dell'opzione corrispondente. Spesso, ma non sempre, questo è già considerato nel prezzo di acquisto o vendita, il che significa che sia il pagamento effettivo del dividendo che le aspettative ad esso legate possono influire sul valore del premio di un'opzione. Tuttavia, se è vero che il dividendo è già incluso nel valore del premio, è altrettanto vero che una sorpresa in termini di taglio o aumento del dividendo rispetto alla politica dei dividendi esistente può determinare una variazione nel prezzo.

Ma andiamo con ordine.

Note operative conseguenti all'effetto della dichiarazione del dividendo sulle opzioni

Anzitutto è importante considerare che il pagamento dei dividendi può influire sul prezzo delle azioni sottostanti e quindi sull'andamento del prezzo delle opzioni corrispondenti. Infatti spesso si osserva che alla data ex-dividendo il prezzo del titolo azionario diminuisce all'incirca dell'importo del dividendo. È importante notare che, per evitare opportunità di arbitraggio, la riduzione del prezzo del titolo azionario dopo lo stacco del dividendo dovrebbe corrispondere all'ammontare netto del dividendo.

Inoltre, strategicamente:

Opzioni americane: Le opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento prima della data di scadenza. Se detieni un'opzione call americana su un'azione che paga dividendi, potresti decidere di esercitarla prima della data di pagamento del dividendo per beneficiare del flusso di cassa. Al contrario, se detieni un'opzione put americana su un'azione che paga dividendi, potresti scegliere di esercitarla prima del pagamento del dividendo per evitare di incorrere nella perdita dovuta alla diminuzione del prezzo dell'azione causata dal pagamento del dividendo.

Opzioni europee: Le opzioni europee possono essere esercitate solo alla data di scadenza. Ciò significa che non puoi esercitare l'opzione prima del pagamento del dividendo. Tuttavia, anche in questo caso il prezzo dell'opzione potrebbe essere influenzato dalle aspettative di pagamento del dividendo, poiché il mercato tiene conto di tali informazioni nel determinare il prezzo dell'opzione.

Di norma, le opzioni sugli indici azionari sono di tipo europeo; quelle sui singoli titoli azionari sono di norma di tipo americano. 

Effetto dei Dividendi sulle Opzioni CALL

Anzitutto nel caso di un’opzione CALL lo stacco di un dividendo comporta una diminuzione del valore dell’opzione. È quindi evidente che non e mai conveniente esercitare anticipatamente un’opzione CALL emessa su un titolo azionario che non paga dividendi

Nel caso invece di un'opzione CALL emessa su un titolo azionario che paga dividendi durante la vita dell’opzione, l’esercizio anticipato di una call americana può essere conveniente solo immediatamente prima di una data di stacco dei dividendi e solo se

  • l'opzione è ITM (in the money) ed il valore del portafoglio che si ottiene in seguito all’incasso del dividendo supera il valore dell’opzione non esercitata

e se

  • l’ammontare del dividendo è superiore all’interesse che si percepisce sulle somme necessarie per l'acquisto del sottostante

Infatti con l’esercizio anticipato dell'opzione call incasseremo il dividendo ma dovremo versare il controvalore per l'acquisto andando a perdere gli interessi che sarebbero maturati da quel momento fino alla scadenza.

Effetto dei Dividendi sulle Opzioni PUT

Anzitutto nel caso di un’opzione PUT si deve invece considerare che lo stacco di un dividendo comporta un incremento del valore dell’opzione.
Relativamente alla facoltà di esercizio anticipato di un’opzione PUT, il possessore si trova quindi di fronte alla situazione di dover scegliere tra:
  • non esercita l’opzione e quindi perde l’interesse derivante dall’esercizio
  • esercita l'opzione e quindi non trae profitto dal fatto che la put si incrementa di valore in seguito allo stacco di un dividendo
La scelta tra uno e l'altro scenario deriverà dalla condizione in cui si trova il detentore. 
Ad esempio se avesse acquistato l'opzione PUT per proteggere una posizione, potrebbe decidere di non esercitare l'opzione PUT per incassare il dividendo.

sabato 13 maggio 2023

44 - Le differenze tra opzioni PUT e CALL

Se sei nuovo al mondo delle opzioni, può sembrare complicato capire le differenze tra le opzioni call e put. Ma non preoccuparti, in questo post ti spiegherò tutto ciò che devi sapere per capire queste due tipologie di opzioni.

Un'altra differenza importante da considerare quando si investe in opzioni è la differenza tra opzioni europee e americane. Le opzioni europee possono essere esercitate solo alla scadenza dell'opzione, mentre le opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento prima della scadenza. Questo significa che le opzioni americane offrono una maggiore flessibilità per l'acquirente, ma di solito hanno un premio più elevato rispetto alle opzioni europee. Tuttavia, la scelta tra opzioni europee e americane dipende dal tuo obiettivo di investimento e dalla tua strategia.

Le opzioni call e put sono entrambe contratti tra acquirente e venditore che danno all'acquirente il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere un'azione ad un prezzo stabilito (il prezzo di esercizio o "strike price") entro una data prestabilita. Le opzioni call e put sono le due tipologie principali di opzioni e ogni opzione può essere utilizzata in modo diverso a seconda delle strategie di investimento.

L'opzione call dà all'acquirente il diritto di acquistare un'azione al prezzo di esercizio, mentre l'opzione put dà all'acquirente il diritto di vendere un'azione al prezzo di esercizio. Ecco alcune differenze chiave tra le due tipologie di opzioni:

Opzioni Call

Un'opzione call dà al proprietario il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare un'azione sottostante ad un prezzo stabilito (noto come prezzo di esercizio o strike price) entro una data specifica (nota come data di scadenza). Il titolare di un'opzione call ha il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare l'asset sottostante, il che significa che può scegliere di esercitare l'opzione se il prezzo dell'asset sottostante è superiore al prezzo di esercizio al momento della scadenza dell'opzione. In altre parole, quando acquisti un'opzione call, sei fondamentalmente scommettendo sull'aumento del prezzo dell'azione sottostante.

Ad esempio, supponiamo che l'azione di Apple sia attualmente a $ 100. Puoi acquistare un'opzione call per Apple ad un prezzo di esercizio di $ 110 e una data di scadenza di tre mesi. Ciò significa che hai il diritto di acquistare l'azione di Apple a $ 110 entro la data di scadenza. Se l'azione di Apple sale a $ 120 entro la data di scadenza, puoi esercitare il tuo diritto e acquistare l'azione a $ 110. In questo caso, avresti realizzato un profitto di $ 10 per azione.

In caso contrario, se l'azione di Apple rimane a $ 100 o scende entro la data di scadenza, la tua opzione call diventa inutile e perdi il costo dell'opzione.

Opzioni Put

Un'opzione put dà al proprietario il diritto, ma non l'obbligo, di vendere un'azione sottostante ad un prezzo stabilito entro una data specifica. Il titolare di un'opzione put ha il diritto, ma non l'obbligo, di vendere l'asset sottostante, il che significa che può scegliere di esercitare l'opzione se il prezzo dell'asset sottostante è inferiore al prezzo di esercizio al momento della scadenza dell'opzione. In altre parole, quando acquisti un'opzione put, sei fondamentalmente scommettendo sulla diminuzione del prezzo dell'azione sottostante.

Ad esempio, supponiamo che l'azione di Tesla sia attualmente a $ 800. Puoi acquistare un'opzione put per Tesla ad un prezzo di esercizio di $ 750 e una data di scadenza di tre mesi. Ciò significa che hai il diritto di vendere l'azione di Tesla a $ 750 entro la data di scadenza. Se l'azione di Tesla scende a $ 700 entro la data di scadenza, puoi esercitare il tuo diritto e vendere l'azione a $ 750. In questo caso, avresti realizzato un profitto di $ 50 per azione.

In caso contrario, se l'azione di Tesla rimane a $ 800 o aumenta entro la data di scadenza, la tua opzione put diventa inutile e perdi il costo dell'opzione.

In entrambi i casi, comunque ed a prescindere dall’esito, il venditore dell'opzione (detto anche "scrittore" o “writer” in inglese) incassa il premio dell'opzione, ovvero il prezzo pagato dall'acquirente per acquistare il diritto di esercitare l'opzione.

Scegliere tra un'opzione call e un'opzione put

Ma come scegliere tra un'opzione call e un'opzione put? Dipende dalla tua previsione sul prezzo dell'azione sottostante. Infatti, se pensi che il prezzo dell'azione aumenterà, potresti considerare l'acquisto di un'opzione call. Se invece pensi che il prezzo dell'azione diminuirà, potresti considerare l'acquisto di un'opzione put. Infatti, riepilogando:

  • Opzioni call: l'acquirente di un'opzione call spera che il prezzo dell'azione sottostante aumenti in modo significativo. Infatti in questo caso l'acquirente può acquistare l'azione al prezzo di esercizio e venderla a un prezzo più elevato, guadagnando la differenza tra il prezzo di esercizio e il prezzo di vendita. Se il prezzo dell'azione sottostante non aumenta, l'acquirente può scegliere di non esercitare l'opzione e perdere solo il costo dell'opzione stessa.
  • Opzioni put: l'acquirente di un'opzione put spera che il prezzo dell'azione sottostante diminuisca. In questo caso, l'acquirente può vendere l'azione al prezzo di esercizio e acquistarla a un prezzo più basso, guadagnando la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto. Se il prezzo dell'azione sottostante non diminuisce, l'acquirente può scegliere di non esercitare l'opzione e perdere solo il costo dell'opzione stessa.

Quali sono le principali differenze tra le opzioni call e le opzioni put?

La principale differenza tra le opzioni call e le opzioni put è che le opzioni call forniscono all'acquirente il diritto di acquistare l'azione sottostante a un prezzo prestabilito, mentre le opzioni put forniscono all'acquirente il diritto di vendere l'azione sottostante a un prezzo prestabilito. In altre parole, le opzioni call offrono la possibilità di acquistare l'azione in un momento futuro ad un prezzo previsto come conveniente, mentre le opzioni put offrono la possibilità di vendere l'azione in un momento futuro ad un prezzo previsto come conveniente.

In conclusione, la comprensione delle differenze tra le opzioni call e le opzioni put è essenziale per investire nel mercato delle opzioni in modo efficace. Ora abbiamo appena iniziato e gettato le basi per quella che, si spera, si rivelerà una base solida per capire come funzionano queste due tipologie di opzioni e perché gli investitori le utilizzano. È importante comunque ricordare che le opzioni sono strumenti complessi e potenzialmente rischiosi. Prima di investire in opzioni, è essenziale capire i rischi associati e valutare attentamente la tua strategia di investimento. La determinazione di un prezzo profittevole, chiave di ogni strategia, per le opzioni call e put richiede un'analisi approfondita che sarà trattata in post futuri. Quindi, continua a seguirci per maggiori approfondimenti su come fare trading di opzioni in modo efficace.

venerdì 12 maggio 2023

43 - REIT: Investire in Immobili e Dividendi

Introduzione:

Quando si tratta di investire nel settore immobiliare senza dover affrontare le complessità e le spese di una proprietà diretta, i Real Estate Investment Trusts (REIT) rappresentano una soluzione interessante. In questo articolo, esploreremo cosa sono i REIT, le differenze rispetto ad altri strumenti affini, i rischi e i vantaggi di questo tipo di investimento, nonché alcuni aspetti da considerare attentamente.

Cosa è un REIT:

Un Real Estate Investment Trust (REIT) è una società che investe in immobili al fine di generare reddito per i suoi investitori. I REIT consentono agli investitori di partecipare al mercato immobiliare senza dover acquistare o gestire direttamente proprietà. Per ottenere lo status di REIT, una società deve distribuire almeno il 90% del suo reddito imponibile come dividendi agli azionisti.

Differenze con REIT ed altri strumenti affini:

Esistono diverse varianti di REIT che vale la pena esaminare. I REIT settoriali sono focalizzati su settori specifici, come uffici, alloggi, centri commerciali o sanità. Questa specializzazione consente agli investitori di concentrarsi su un particolare settore immobiliare e beneficiare delle sue specifiche dinamiche di mercato. Gli mREIT (mortgage REIT) investono in mutui ipotecari anziché in proprietà fisiche, generando reddito dai pagamenti degli interessi sui mutui.

Rischi particolari di questo strumento di investimento:

Come ogni investimento, i REIT comportano alcuni rischi. La volatilità dei prezzi delle azioni dei REIT può essere influenzata da fattori come i tassi di interesse, la situazione economica generale e le tendenze del mercato immobiliare. Inoltre, le prestazioni dei REIT possono essere dipendenti dalla gestione e dalla qualità degli immobili nel loro portafoglio. Un'altra considerazione importante riguarda i rischi specifici del settore in cui opera il REIT. Ad esempio, un REIT orientato verso il settore alberghiero potrebbe essere influenzato da fluttuazioni nel turismo o in eventi imprevisti.

Vantaggi particolari di questo strumento di investimento:

I REIT offrono diversi vantaggi ai loro investitori. In primo luogo, permettono di diversificare il portafoglio, poiché consentono di investire in immobili senza dover acquistare proprietà individuali. Inoltre, i REIT offrono una fonte regolare di reddito attraverso i dividendi distribuiti, che possono essere particolarmente interessanti per gli investitori in cerca di flussi di cassa costanti. Inoltre, i REIT sono solitamente altamente regolamentati e devono soddisfare determinati criteri per mantenere il loro status fiscale privilegiato.

Alcuni aspetti da attenzionare:

Prima di investire in un REIT, è importante considerare alcuni aspetti chiave. 

Innanzitutto, devono essere valutate attentamente la strategia e l'approccio del REIT in cui stai considerando di investire. Analizza la qualità degli immobili nel loro portafoglio, la solidità della gestione e la reputazione del REIT sul mercato. Inoltre, considera attentamente i rendimenti passati e le prospettive future del REIT, tenendo conto dei fattori di rischio specifici del settore in cui opera.

Inoltre, tieni presente che i dividendi dei REIT sono soggetti a tassazione. Verifica le normative fiscali nel tuo paese e comprendi come i dividendi dei REIT saranno trattati dal punto di vista fiscale. In alcuni casi, i dividendi dei REIT possono essere tassati come reddito ordinario, mentre in altri possono beneficiare di tassi di imposta agevolati.

Infine, è importante tenere presente che gli investimenti in REIT sono a lungo termine. La performance dei REIT può variare nel breve periodo, ma nel lungo periodo tendono a fornire rendimenti interessanti. Pertanto, è consigliabile considerare gli investimenti in REIT come una componente a lungo termine del tuo portafoglio di investimenti.

Differenze tra REIT ed immobili reali:

Investire in REIT rispetto all'acquisto diretto di immobili presenta diverse differenze, vantaggi e svantaggi 

Differenze dei REIT rispetto ad immobili reali

  • Maggiore facilità nell'accesso al mercato immobiliare: Investire in REIT offre un accesso immediato al mercato immobiliare senza dover affrontare l'acquisto diretto di proprietà fisiche e senza dover effettuare grandi investimenti in proprietà fisiche.
  • Liquidità: I REIT sono negoziati in borsa, consentendo agli investitori di comprare e vendere azioni in modo rapido e semplice.
  • Diversificazione: Investendo in REIT, gli investitori possono diversificare il proprio portafoglio, poiché possono possedere azioni di diverse proprietà e settori immobiliari.

Vantaggi dei REIT rispetto ad immobili reali

  • Reddito regolare: I REIT distribuiscono solitamente una percentuale significativa del loro reddito come dividendi, offrendo agli investitori una fonte regolare di reddito.
  • Accesso a settori specifici: I REIT settoriali consentono agli investitori di concentrarsi su settori immobiliari specifici, come uffici, alloggi o centri commerciali, sfruttando le opportunità di crescita in tali settori.

Svantaggi dei REIT rispetto ad immobili reali

  • Volatilità del prezzo delle azioni: Le azioni dei REIT possono essere soggette a fluttuazioni di prezzo a causa di fattori come i tassi di interesse e le tendenze del mercato immobiliare.
  • Dipendenza dalla gestione: Le prestazioni dei REIT possono essere influenzate dalla qualità della gestione e dalla selezione degli immobili nel loro portafoglio
  • Tassazione: La tassazione dei dividendi dei REIT può variare da paese a paese. È importante comprendere le normative fiscali locali e considerare gli effetti fiscali degli investimenti in REIT.

In generale, investire in REIT offre diversi vantaggi, come l'accesso al mercato immobiliare, la diversificazione del portafoglio e un reddito regolare sotto forma di dividendi. Tuttavia, è essenziale valutare attentamente i rischi specifici del settore, la qualità della gestione e le normative fiscali locali prima di prendere decisioni di investimento.

Conclusione

I Real Estate Investment Trusts (REIT) offrono agli investitori l'opportunità di partecipare al mercato immobiliare senza la necessità di acquistare proprietà fisiche. Attraverso i dividendi distribuiti, i REIT offrono una fonte regolare di reddito per gli investitori, rendendoli attraenti per coloro che cercano flussi di cassa costanti. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente i rischi specifici del settore e considerare la reputazione e la gestione del REIT prima di investire. Tenendo presente questi aspetti, i REIT possono essere un'aggiunta interessante a un portafoglio di investimenti ben diversificato, consentendo agli investitori di beneficiare delle opportunità del settore immobiliare e dei dividendi generati dai loro investimenti.

giovedì 11 maggio 2023

42 - CEF - Una guida completa agli investimenti nei Fondi Comuni di Investimento a Capitali Chiusi

I Closed-End Funds (CEF) sono uno strumento di investimento popolare tra gli investitori che cercano una fonte stabile di rendimenti. In questo articolo, esploreremo cosa sono i CEF, le loro differenze rispetto ad altri strumenti di investimento, i loro rischi e vantaggi particolari. Inoltre, spiegheremo come i CEF possono essere una scelta intelligente per gli investitori che cercano dividendi.

Cosa sono i CEF?

Un Closed-End Fund (CEF) è un fondo comune di investimento che raccoglie denaro da più investitori e lo investe in un portafoglio di azioni, obbligazioni o altri strumenti finanziari. A differenza degli Exchange-Traded Funds (ETF), i CEF hanno un numero limitato di azioni in circolazione e non creano nuove azioni per rispondere alla domanda degli investitori. Ciò significa che i CEF possono essere scambiati solo sui mercati azionari come qualsiasi altra azione, ed il prezzo di mercato delle azioni di un CEF può essere superiore o inferiore al valore patrimoniale netto (NAV) del fondo.

Differenze tra CEF ed altri strumenti di investimento

A differenza degli ETF, i CEF non creano nuove azioni per soddisfare la domanda degli investitori, il che significa che il prezzo delle azioni di un CEF può essere influenzato da fattori come la domanda e l'offerta. Tuttavia, i CEF offrono una maggiore flessibilità di investimento rispetto agli ETF, in quanto non sono tenuti a replicare un indice specifico. Inoltre, i CEF possono utilizzare strategie di investimento più complesse, come l'uso di leva finanziaria, che consente ai fondi di generare rendimenti più elevati ma anche di aumentare i rischi.

Rischi particolari dei CEF

I CEF possono essere più rischiosi di altri strumenti di investimento a causa della loro struttura di finanziamento. I CEF spesso impiegano leve finanziarie, il che significa che i fondi possono prendere in prestito denaro per aumentare la dimensione del portafoglio e generare rendimenti più elevati. Tuttavia, ciò aumenta anche i rischi, poiché i CEF possono essere più esposti alle fluttuazioni del mercato. Inoltre, i CEF possono adottare una politica di distribuzione dei dividendi che supera il loro reddito ordinario, che potrebbe mettere in pericolo la sostenibilità dei rendimenti nel lungo periodo.

Vantaggi particolari dei CEF

I CEF possono essere un'ottima scelta per gli investitori che cercano un reddito stabile da dividendi. I CEF generano spesso rendimenti più elevati rispetto ad altri strumenti di investimento, come i fondi comuni di investimento e gli ETF. Inoltre, i CEF possono offrire la possibilità di investire in una vasta gamma di attività, compresi titoli di debito ad alto rendimento e azioni a dividendo elevato. Inoltre, i CEF spesso offrono sconti sul prezzo di mercato rispetto al valore patrimoniale netto (NBV), il che significa che gli investitori possono acquistare azioni di un CEF a un prezzo inferiore al valore reale degli asset sottostanti. Questo può offrire opportunità di valore agli investitori che cercano un potenziale apprezzamento del capitale.

Inoltre, i CEF possono fornire una gestione attiva del portafoglio. I gestori dei CEF hanno la flessibilità di cercare opportunità di investimento al di fuori degli indici di riferimento, cercando titoli che offrano rendimenti elevati o opportunità di crescita. Questa gestione attiva può consentire ai CEF di adattarsi meglio alle condizioni di mercato e di sfruttare le opportunità al momento giusto.

Aspetti degni di attenzione

Ecco alcuni esempi di aspetti da attenzionare associati ai Closed-End Funds (CEF):

  • Leva finanziaria: I CEF possono utilizzare la leva finanziaria per amplificare i rendimenti. Ciò significa che il fondo prende in prestito denaro per aumentare il valore del portafoglio. Tuttavia, la leva finanziaria comporta un rischio maggiore poiché può amplificare anche le perdite. Se i mercati si muovono contro il fondo, l'effetto della leva finanziaria può causare perdite significative agli investitori.
  • Sconto/premio rispetto al NAV: A differenza degli ETF, i CEF possono essere negoziati con uno sconto o un premio rispetto al loro valore patrimoniale netto (NAV). Uno sconto indica che il prezzo delle azioni del CEF è inferiore al valore degli asset sottostanti nel portafoglio. D'altro canto, un premio indica che il prezzo delle azioni del CEF è superiore al valore del portafoglio. Gli investitori devono considerare se l'acquisto di un CEF con uno sconto o un premio sia vantaggioso in base alle condizioni di mercato e alla strategia di investimento.
  • Distribuzione dei dividendi: I CEF spesso distribuiscono i dividendi ai propri investitori. Tuttavia, è importante notare che una politica di distribuzione dei dividendi che supera il reddito ordinario può essere insostenibile nel lungo periodo. Alcuni CEF potrebbero pagare dividendi elevati semplicemente restituendo il proprio capitale agli investitori, il che potrebbe influire negativamente sul valore del fondo nel tempo.
  • Gestione attiva del portafoglio: A differenza degli ETF che tendono a seguire un indice di riferimento, i CEF offrono una gestione attiva del portafoglio. Ciò significa che i gestori dei CEF hanno la flessibilità di selezionare e gestire gli investimenti in base alle loro prospettive di mercato. Questa gestione attiva può comportare decisioni di investimento più complesse e rischiose rispetto a un approccio passivo.
  • Liquidità limitata: A causa della loro struttura, i CEF possono avere una liquidità limitata. Poiché vengono negoziati come azioni sul mercato, la liquidità dipende dalla domanda e dall'offerta degli investitori. In periodi di mercato volatile o in situazioni di scarsa domanda, potrebbe essere difficile acquistare o vendere azioni di un CEF senza influenzare significativamente il prezzo di mercato.

 

È importante comprendere questi aspetti più complessi dei CEF per valutare se sono adatti al proprio profilo di rischio e agli obiettivi di investimento. Un'attenta analisi dei fondi specifici e una consulenza finanziaria qualificata possono aiutare gli investitori a prendere decisioni informate.

In conclusione, i Closed-End Funds offrono un'opzione interessante per gli investitori che cercano una fonte stabile di dividendi e sono disposti ad assumere una maggiore complessità e rischio rispetto ad altri strumenti di investimento. Tuttavia, è fondamentale svolgere una ricerca approfondita su ciascun CEF specifico prima di investire, valutando attentamente i rischi e i potenziali rendimenti. Inoltre, è sempre consigliabile consultare un consulente finanziario qualificato per valutare se i CEF sono adatti alle tue esigenze e obiettivi finanziari.

lunedì 6 marzo 2023

31. Investire in Dividendi - Rischi & Inflazione

L'investimento in azioni che corrispondono dividendi è una strategia di investimento popolare tra gli investitori. I dividendi sono una parte dei profitti che le aziende distribuiscono agli azionisti come remunerazione per il capitale investito e, nel lungo periodo, possono diventare una componente imoprtante del total return di un investimento azionario. In generale, infatti, i dividendi rappresentano una fonte di reddito passivo che può contribuire a compensare eventuali fluttuazioni del prezzo delle azioni. Uno studio condotto dalla società di gestione del risparmio Dimensional Fund Advisors ha rilevato che, negli ultimi 10 anni, i dividendi hanno rappresentato circa il 40% del rendimento totale degli investimenti azionari negli Stati Uniti. Ciò significa che se un investitore avesse investito in azioni a dividendo elevato, avrebbe potuto ottenere un rendimento complessivo maggiore rispetto a un investimento in azioni a dividendo più basso. E' importante notare che i dividendi non sono garantiti e possono essere modificati dalla società emittente in base alle sue esigenze, quindi non devono essere considerati come una fonte sicura di reddito sicura. Inoltre è importante considerare la tassazione applicata sui dividendi che, soprattutto quando si compra su mercati esteri (e dunque si è soggetti a doppia tassazione) può intaccare in modo anche molto rilevante il dividendo staccato.

Rischi della strategia

La strategia di cattura dei dividendi, sebbene possa sembrare attraente per gli investitori alla ricerca di una fonte di reddito passivo, presenta anche alcuni rischi certamente non trascurabili.

In primo luogo, è importante notare che il rendimento dei dividendi dipende dalla performance delle singole società emittenti le azioni scelte per la strategia. Infatti se l'azienda non è in grado di mantenere o aumentare i dividendi, gli investitori potrebbero vedere un calo del reddito passivo generato dalle loro azioni. Ancora peggio, l'emittente potrebbe trovarsi in difficoltà finanziarie da parte della società, per far fronte alle quali ben potrebbe decidere di ridurre o eliminare i dividendi per conservare liquidità. Questo infatti potrebbe causare non solo una riduzione della redditività dell'investimento per l'investitore, ma anche -ed ancor più rilevante - una perdita in conto capitale.
Infine, ricordiamoci che a differenza delle cedole di una obbligazione, le aziende possono decidere di interrompere o ridurre i dividendi in qualsiasi momento, il che può avere un impatto significativo sugli investitori che dipendono da questi pagamenti per il loro reddito.

Un altro rischio è quello di una scarsa crescita del dividendo. Se un'azienda non riesce a mantenere un tasso di crescita soddisfacente dei dividendi, gli investitori potrebbero essere delusi dalle aspettative di rendimento a lungo termine. Questo rischio è grandemente maggiore in tempi, come questi, di alta inflazione.

Inoltre, gli investitori che utilizzano questa strategia potrebbero anche essere esposti al rischio di concentrazione, poiché la loro attenzione è concentrata esclusivamente su azioni che pagano dividendi elevati, ignorando potenziali opportunità di investimento in altre aree del mercato.

Ancora, investire solo in azioni con un alto rendimento di dividendo può essere rischioso poiché queste azioni possono essere sottovalutate dal mercato e quindi non avere una performance futura soddisfacente.

Infine, se i mercati subiscono un calo generale, il prezzo delle azioni (come classe di investimento) potrebbe scendere, e ciò anche se la società continuasse a pagare i dividendi. Ciò significa che gli investitori, pur continuando a catturare l'intero importo del dividendo, potrebbero subire perdite sull'investimento.

Per gestire questi rischi, è opportuno che gli investitori diversifichino il loro portafoglio in modo da non essere troppo esposti a un singolo settore o azienda. Inoltre, è importante effettuare un'analisi fondamentale approfondita delle aziende prima di investire e tenere d'occhio i loro fondamentali finanziari, in modo da poter prevedere eventuali tagli o riduzioni dei dividendi. Inoltre, investire in fondi comuni di investimento.

Dividendi e inflazione

I dividendi hanno tendenzialmente performato bene rispetto all'inflazione. I dividendi delle azioni sono generalmente aumentati nel corso del tempo, superando l'inflazione. Ciò significa che gli investitori che hanno ricevuto dividendi hanno visto il loro potere d'acquisto aumentare nel tempo, poiché i dividendi sono aumentati più velocemente dei prezzi. Ciò non significa che i dividendi abbiano sempre superato l'inflazione, ci sono stati periodi in cui i dividendi hanno subito un calo o sono rimasti stabili, ma nel lungo periodo i dividendi tendono a crescere. Inoltre, gli investitori possono anche scegliere di reinvestire i loro dividendi, acquistando ulteriori azioni, generando così un effetto moltiplicativo sui rendimenti futuri.

Ad esempio, negli Stati Uniti, i dividendi delle azioni S&P 500 hanno superato l'inflazione annuale media del 2,5% dal 1871 al 2020. Nel Regno Unito, i dividendi delle azioni FTSE All Share hanno superato l'inflazione annuale media del 2,7% dal 1899 al 2020. In entrambi i casi, ciò significa che gli investitori che hanno acquistato azioni con una strategia di cattura dei dividendi hanno visto un aumento del loro potere d'acquisto nel lungo periodo.

Un esempio concreto di come un investitore può utilizzare efficacemente questa strategia per catturare i dividendi e ottenere un rendimento superiore rispetto al mercato è quello di investire in azioni di aziende con un solido track record di crescita dei dividendi. Ad esempio, un investitore che ha acquistato azioni di Johnson & Johnson (JNJ) nel 1972 avrebbe ottenuto un rendimento totale annualizzato del 10,5% dai dividendi e del 9,2% dalla crescita del prezzo delle azioni, superando il rendimento totale annualizzato del mercato S&P 500 del 9,8% nello stesso periodo.
Ancora, un altro esempio concreto può essere quello della società americana Coca-Cola. Negli ultimi 10 anni, i dividendi distribuiti dalla società sono aumentati del 9,7% all'anno in media, ma l'inflazione negli Stati Uniti è stata del 2,1% all'anno in media nello stesso periodo. Ciò significa che i dividendi hanno superato l'inflazione di circa il 7,6% all'anno in media, offrendo quindi un rendimento reale positivo agli azionisti.
Oppure la società britannica BP. Negli ultimi 10 anni, i dividendi distribuiti dalla società sono aumentati del 5,2% all'anno in media, mentre l'inflazione nel Regno Unito è stata del 2,2% all'anno in media nello stesso periodo. Tuttavia, a causa dell'incidente del Deepwater Horizon nel 2010, BP ha dovuto tagliare il suo dividendo nel 2011 e nel 2012. Nel 2013 ha ripreso a distribuire dividendi, ma a un tasso inferiore rispetto al periodo precedente all'incidente. In generale si può dire che i dividendi distribuiti da BP hanno avuto un andamento volubile, legato a fattori esterni all'azienda. Inoltre, guardando il caso dei dividendi distribuiti da BP e confrontandoli con l'inflazione, si può notare che i dividendi sono stati in grado di mantenere il loro valore rispetto all'inflazione solo in alcuni periodi.

lunedì 20 febbraio 2023

29 - Catturare i Dividendi con le Opzioni

Se è quello che vi state chiedendo, sì è possibile "catturare" i dividendi con opzioni la risposta è si, in vari modi. 

Covered Call

La strategia più semplice consiste nel possedere azioni di un'azienda e contemporaneamente vendere opzioni call su quelle stesse azioni. Quando si vende un'opzione call, si riceve un premio in denaro per concedere all'acquirente delle opzioni il diritto di acquistare le azioni al prezzo di esercizio (strike price) stabilito entro una data stabilita. Il diritto non è un obbligo per il compratore, ma se viene esercitato, il venditore dell'opzione call è obbligato a vendere le azioni al prezzo di esercizio. Tuttavia, se l'azione non viene esercitata, il venditore mantiene le azioni e il premio in denaro ricevuto per la vendita dell'opzione call. Inoltre, quando si possiedono azioni, si è in grado di percepire i dividendi pagati dalle società. Pertanto, utilizzando questa strategia con le opzioni call, è possibile catturare i dividendi e contemporaneamente generare reddito dalla vendita delle opzioni call.

Per esempio, immaginiamo di possedere 100 azioni di un'azienda XYZ che paga un dividendo annuale del 3%. Il valore delle azioni è di $50 al momento. Il prossimo pagamento dei dividendi è previsto tra 3 mesi. In questa situazione, potremmo decidere di utilizzare la strategia di copertura con le opzioni call vendendo opzioni call con strike price di $55 e scadenza tra 3 mesi. In questo caso, potremmo ricevere un premio in denaro per la vendita delle opzioni call, ad esempio $2 per azione. Questo significa che per 100 azioni avremmo ricevuto $200. Nel frattempo, continueremo a percepire i dividendi di $3 per azione, per un totale di $300. Se alla scadenza delle opzioni call, il prezzo delle azioni è rimasto sotto $55, le opzioni non verranno esercitate e noi manterremo le azioni e i premi in denaro ricevuti per la vendita delle opzioni call. In questo caso, avremmo guadagnato $200 dalle opzioni call e $300 dai dividendi, per un totale di $500.

Tuttavia, è importante notare che la copertura con le opzioni call possa anche limitare i potenziali guadagni in caso di aumento del prezzo delle azioni, poiché l'azione deve essere venduta al prezzo di esercizio stabilito nell'opzione call (effetto di selezione inversa sul portafoglio). Inoltre, la vendita di opzioni call comporta anche il rischio di perdere i dividendi in caso di esercizio dell'opzione call prima della data di pagamento dei dividendi.

Se invece il prezzo delle azioni è salito sopra $55 alla scadenza delle opzioni call, le opzioni verranno esercitate e noi saremo obbligati a vendere le azioni al prezzo di esercizio di $55. In questo caso, avremmo guadagnato $200 dalle opzioni call e $300 dai dividendi, per un totale di $500, ma non avremmo partecipato al rialzo del prezzo delle azioni.

È quindi importante notare che questa strategia non è priva di rischi e che la scelta dello strike price, del premio e della scadenza deve essere fatta in modo accurato e secondo una strategia ben precisa. Ad esempio per gestire il rischio nell'utilizzo della strategia di copertura con le opzioni call per catturare i dividendi, ci sono diverse accortezze che possono essere adottate:

  • Una delle principali è la diversificazione del portafoglio. Investire in diverse aziende e settori diversifica il rischio, riducendo contemporaneamente anche l'impatto di una eventuale perdita su una singola posizione.
  • Un'altra tecnica per gestire il rischio è quella di utilizzare le opzioni call con strike price più alto rispetto al prezzo attuale delle azioni. In questo modo, anche in caso di aumento del prezzo delle azioni, si avrà la possibilità di vendere le azioni al prezzo di esercizio delle opzioni.
  • Inoltre, è importante tenere sempre d'occhio la scadenza delle opzioni. Se la scadenza è troppo lontana, c'è il rischio che il prezzo delle azioni cambi in modo significativo prima della scadenza delle opzioni e quindi si potrebbe perdere l'opportunità di catturare i dividendi.

È importante sottolineare che nessuna di queste tecniche è priva di rischi e che la scelta deve essere fatta in base alle proprie esigenze e al proprio profilo di rischio. Inoltre, è sempre necessario tenere conto delle commissioni del broker e delle tasse sui profitti.

Straddle

La strategia di "straddle" è una diversa strategia di opzioni che, pur nascendo per proteggere il proprio portafoglio da determinati rischi, può essere utilizzata anche per catturare i dividendi mentre si protegge il proprio portafoglio dalle fluttuazioni del mercato. La straddle consiste nell'acquisto contemporaneo di un'opzione call e di un'opzione put con lo stesso strike price e scadenza di un titolo già in portafoglio.
Come avremo modo di vedere, la strategia consente di catturare in modo indiretto i dividendi giocando sul

Per utilizzare questa strategia per catturare i dividendi, un investitore acquisterebbe sia un'opzione call che un'opzione put sull'azione che si aspetta paghi un dividendo. In questo modo, l'investitore può catturare i dividendi sia se l'azione sale che se scende.

Se l'azione sale, l'investitore può esercitare l'opzione call e vendere le azioni al prezzo di esercizio, catturando il delta dovuto ai dividendi. Se l'azione scende, l'investitore può esercitare l'opzione put e vendere le azioni in suo portafoglio al prezzo di esercizio, catturando ancora il delta dovuto al pagamento dei dividendi.

Tuttavia, è importante notare che questa strategia comporta un costo maggiore rispetto ad altre, in quanto si acquistano entrambe le opzioni call e put, quindi è importante valutare se il guadagno previsto sui dividendi sia sufficiente a coprire i costi.



lunedì 6 febbraio 2023

28. Strategie con Dividendi

I dividendi rappresentano una fonte di reddito passivo per gli investitori e sono un importante fattore nella scelta delle azioni da acquistare. I dividendi sono pagamenti periodici effettuati dalle società ai loro azionisti, solitamente in contanti, sulla base dei profitti dell'azienda. Essi sono un modo per le società di remunerare gli azionisti distribuendo loro parte dei  profitti e possono essere utilizzati per generare entrate regolari, aiutando gli investitori a costruire un flusso di cassa positivo.

Esistono diverse tipologie di azioni che pagano dividendi, tra cui le azioni di società stabili e mature, come le utility e le aziende del settore immobiliare (REITs), che hanno una storia di pagamenti regolari e crescenti dei dividendi. Esiste anche il Dividend Aristocrats Index, ovvero un sotto indice del S&P500 composto da società che hanno distribuito ed aumentato i dividendi per almeno 25 anni consecutivi. Investire in queste società può offrire agli investitori un rendimento più stabile e prevedibile rispetto ad altre azioni perché, parlando in generale, si può ragionevolmente presumere dalle componenti dell'indice un maggiore grado di affidabilità rispetto al mercato. Tuttavia, è importante rimarcare che non tutte le società che pagano dividendi sono uguali e che gli investitori dovrebbero comunque prestare una particolare attenzione a fattori qualitativa quali alla crescita del dividendo, alla percentuale di pagamento rispetto al reddito e alla stabilità finanziaria della società.

Ci sono varie strategie per investire in azioni che pagano dividendi. Una delle più popolari è l'acquisto di azioni di società stabili e mature che hanno una storia di pagamenti regolari e crescenti dei dividendi (le famose Blue Chip). Queste società sono spesso società consolidate che operano in settori quali utility regolamentate, banche e aziende del settore immobiliare. Un altro modo per investire in azioni che pagano dividendi è attraverso l'acquisto di fondi comuni di investimento o ETF che si concentrano sulle azioni che pagano dividendi. Questi fondi e ETF sono un'ottima opzione per gli investitori che cercano un modo semplice per investire in azioni che pagano dividendi, poiché essi offrono una diversificazione automatica e una gestione professionale del portafoglio.

Un'altra strategia popolare per investire in azioni che pagano dividendi è quella di investire in Dividend Aristocrats. Queste sono società che hanno aumentato i dividendi per almeno 25 anni consecutivi e rappresentano un gruppo selezionato di aziende stabili e mature con una storia di pagamenti regolari e crescenti dei dividendi. Investire in Dividend Aristocrats può fornire agli investitori un rendimento più stabile e prevedibile rispetto ad altre azioni. Sempre di più sono gli studi che dimostrano come investire in Dividend Aristocrats possa portare a una sovra performance  rispetto al mercato azionario generale.

Ad esempio, Howard Silverblatt in un suo studio del 2012 ha confrontato i rendimenti del S&P 500 Dividend Aristocrats index con quelli dell'S&P 500 dal 1989 al 2011. Lo studio ha evidenziato come l'indice Dividend Aristocrats abbia generato un rendimento annualizzato del 9,2%, superiore al 7,7% dell'S&P 500, mentre in un altro studio del 2018 Blanchet e Kaplan hanno confrontato i rendimenti degli Aristocrats con quelli dell'S&P 500 dal 1972 al 2017 ed ha evidenziato come i Dividend Aristocrats abbiano generato un rendimento annualizzato del 9,9% contro il 9,1% dell'S&P 500.

Inoltre, gli Aristocrats hanno anche dimostrato di essere meno volatili rispetto all'S&P 500, con un indice di volatilità inferiore, questo fattore può essere molto importante per gli investitori che cercano stabilità e rendimenti più prevedibili.

Inoltre, l'investimento "lungo" in azioni che pagano dividendi si sposa molto bene con la vendita di opzioni call come strategia per generare ulteriore reddito dalle azioni che pagano dividendi. La vendita di opzioni call su azioni che pagano dividendi (covered call) può generare profitti se il prezzo dell'azione rimane stabile o decresce, poiché il trader può tenere l'azione e continuare ad incassare il dividendo mentre incassa un premio. Tuttavia, è importante notare che questa strategia comporti un certo livello di rischio: l'investitore deve sempre tenere a mente che, qualora il prezzo salisse troppo, potrebbe essere costretto a consegnare le azioni al prezzo pattuito.

In generale, investire in azioni che pagano dividendi può essere un'ottima scelta per gli investitori che cercano una fonte di reddito passivo e una maggiore stabilità nei loro investimenti. Tuttavia, è importante valutare attentamente ogni società e la propria tolleranza al rischio prima di investire in azioni che pagano dividendi. Con la giusta ricerca e pianificazione, gli investitori possono trarre vantaggio dall'investimento in azioni che pagano dividendi e costruire un portafoglio di investimenti stabile e redditizio nel lungo termine.


lunedì 30 gennaio 2023

27. Mitigare i rischi: strategie efficaci per generare rendimenti elevati - Parte 1 (Bear Put Spread)

Come già sappiamo, la vendita allo scoperto di opzioni put è una strategia di trading che può generare rendimenti elevati, ma comporta anche significativi rischi: un famoso studio sui rendimenti della vendita allo scoperto di opzioni put, infatti, ha mostrato un rendimento medio della strategia del 7,5% all'anno. Certo, a riguardo c'è da dire che il rendimento atteso può variare in base alle condizioni del mercato e alle scelte di investimento specifiche, ma sono sempre ottimi risultati a fronte di rischi che, tutto sommato, possono essere gestiti.

La buona notizia è, infatti, che ci sono diverse strategie efficaci per mitigare questi rischi ed ottenere un rendimento atteso positivo. Una delle principali strategie per mitigare i rischi è l'utilizzo dell'hedging. L'hedging consiste nell'acquisto di un'opzione put o di un'altra attività (ad esempio 50 azioni del sottostante) per coprire il rischio associato alla vendita allo scoperto di una o più opzioni put. In questo modo, in caso di perdita sulle opzione put vendute, il guadagno sull'hedge può compensare (o addirittura - in rari casi - superare) la perdita.

In generale, è importante utilizzare un adeguato rapporto di copertura per minimizzare il rischio. 

  • 2:1, dove per ogni 2 contratti di opzione put venduti, si acquista 1 contratto di opzione put di copertura.
  • 3:2, dove per ogni 3 contratti di opzione put venduti, si acquista 2 contratti di opzione put di copertura.
  • 1:1, dove per ogni contratto di opzione put venduto, si acquista un contratto di opzione put di copertura.

Il rapporto di copertura ideale dipende dalle tue preferenze di rischio e dalla tua situazione finanziaria. In generale, più alto è il rapporto di copertura, maggiore è la protezione contro le perdite potenziali, maggiore è la quantità di capitale necessaria per acquistare l'opzione put di copertura e minore sarà il profitto atteso dall'operazione. In generale, è importante valutare la tua situazione finanziaria e le tue preferenze di rischio per determinare il rapporto di copertura più appropriato per te.

Bear put spread

La strategia di "bear put spread" consiste nella vendita di opzioni put ad un determinato strike price e l'acquisto di una o più opzioni put sul medesimo sottostante ma ad uno strike price inferiore. In questo modo, il trader può limitare il potenziale profitto, ma allo stesso tempo ridurre il rischio associato alla vendita allo scoperto di opzioni put. Solitamente è una tecnica utilizzata per generare profitti in un mercato in rialzo o laterale.

La strategia funziona vendendo, ad esempio, una opzione put con strike a 50 e contemporaneamente comprando opzione put con strike a 47.  Il profitto atteso è limitato e sarà massimo se il prezzo dell'attività sottostante sale o si mantiene sopra il livello dello strike superiore (50) mentre al livello di strike inferiore (47) sarà dove registreremo la perdita massima pari alla differenza tra il premio incassato per l'opzione put venduta, il premio pagato per l'opzione put comprata e la differenza tra i due strike. È quindi chiaro come la differenza tra i due strike possa influire sul potenziale profitto e sul rischio associato alla strategia, in generale, un delta più stretto (ad esempio 50:47) offre meno potenziale profitto ma anche meno rischio, mentre un delta più ampio (ad esempio 50:40) offre più potenziale profitto ma anche maggiore rischio.


giovedì 26 gennaio 2023

40. Opzioni ed Earnings 101

Le opzioni sono strumenti finanziari che danno agli investitori la possibilità di acquistare o vendere un'azione a un prezzo prestabilito in una data futura. Ci sono due tipi principali di opzioni: opzioni call e opzioni put. Un'opzione call dà al proprietario il diritto di acquistare un'azione a un prezzo prestabilito, mentre un'opzione put dà al proprietario il diritto di vendere un'azione a un prezzo prestabilito.

Una earnings call è una conference call in cui la gestione di un'azienda presenta i risultati finanziari trimestrali agli analisti e agli investitori. Durante un earnings call, gli analisti hanno la possibilità di porre domande alla gestione sui risultati e sugli obiettivi futuri dell'azienda. Gli utili sono spesso considerati un indicatore chiave della performance di un'azienda e possono avere un impatto significativo sul prezzo delle azioni. Il periodo degli earnings è sempre un momento di incertezza per il mercato, pertanto è importante essere informati e preparati per gestire al meglio gli investimenti.

Durante il periodo degli earnings, le azioni di una società possono essere soggette a un aumento della volatilità, noto come "volatility spike". Questo può essere causato dall'incertezza riguardo ai risultati finanziari della società o dalla reazione del mercato alle notizie. La volatilità del mercato può però aumentare significativamente anche durante un earnings call, poiché gli investitori reagiscono ai risultati finanziari presentati ed alle prospettive della gestionein tempo reale. Ciò può creare opportunità per i trader che utilizzano le opzioni (che, ricordiamo, sono contratti finanziari che danno al possessore il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere un attivo sottostante a un certo prezzo entro un certo periodo di tempo).

Durante il periodo degli earnings gli investitori che utilizzano le opzioni per coprire il rischio potrebbero voler:

  1. acquistare opzioni call temendo un rialzo del prezzo del titolo mentre detengono una posizione short
  2. acquistare opzioni put  temendo invece un ribasso e proteggere una posizione già in portafoglio

mentre li investitori che utilizzano le opzioni per guadagnare puntando in modo direzionale potrebbero voler:

  1. acquistare opzioni call, questa può rivelarsi una strategia redditizia se il prezzo delle azioni aumenta dopo la pubblicazione dei risultati.
  2. acquistare opzioni put, questa può rivelarsi una strategia redditizia se il prezzo delle azioni diminuisce dopo la pubblicazione dei risultati.

Straddle

I trader più evoluti possono anche utilizzare una strategia nota come straddle, in cui acquistano sia un'opzione call che un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e la stessa data di scadenza. Questa strategia può essere redditizia se il prezzo delle azioni subisce una significativa volatilità in entrambe le direzioni dopo la pubblicazione dei risultati. Infatti la strategia di trading opzioni "straddle" nasce per essere utilizzata proprio per trarre profitto da questa volatilità. La straddle consiste nell'acquisto sia di un'opzione "call" che di un'opzione "put" sullo stesso titolo azionario, entrambe con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. In questo modo, il trader è in grado di trarre profitto sia dalla crescita del prezzo delle azioni che dalla loro diminuzione. 

Un esempio di come utilizzare la strategia di straddle durante il periodo degli earnings potrebbe essere il seguente: Supponiamo che un trader voglia investire in azioni di una società XYZ che sta per rilasciare i suoi risultati trimestrali. Il trader potrebbe acquistare contemporaneamente un'opzione call con un prezzo di esercizio di $50 e un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. Se i risultati trimestrali della società XYZ superano le aspettative e il prezzo delle azioni aumenta a $55, l'opzione call diventa in-the-money e il trader può esercitarla per farsi assegnare le azioni a $50 e rivenderle a $55, realizzando un profitto. Se i risultati trimestrali della società XYZ non soddisfano le aspettative e il prezzo delle azioni scende a $45, l'opzione put diventa in-the-money e il trader può esercitarla per vendere le azioni a $50 aprendo così una posizione short e ricomprarle subito dopo a $45 e lucrando la differenza.

Tuttavia, è importante notare che questa strategia comporta anche un maggiore rischio rispetto ad altre strategie di trading e deve essere utilizzata con cautela e dietro attenta valutazione. Il rischio principale delle strategie di straddle è che il prezzo delle azioni non si muova abbastanza in una direzione o nell'altra per generare un profitto, continuando l'esempio precedente:

I risultati trimestrali della società XYZ non superano né sottoperformano le aspettative e il prezzo delle azioni rimane stabile a $50. In questo caso, entrambe le opzioni call e put diventano fuori dal denaro e il trader non può esercitarle per generare un profitto. Inoltre, il trader perde l'importo investito nelle opzioni call e put.

In questo caso, il trader potrebbe perdere l'importo investito nelle opzioni call e put. 

Per ridurre il rischio, alcuni trader utilizzano tecniche come il "rolling" delle opzioni, che consiste nell'estendere la scadenza delle opzioni o nel modificare il prezzo di esercizio per adattarsi alle condizioni del mercato. 

Strangle

I trader più evoluti possono infine utilizzare una strategia di trading nota come "strangle" può essere utilizzata per trarre profitto dall'aumento della volatilità durante il periodo degli earnings. Una strangle consiste nell'acquisto sia di un'opzione "call" che di un'opzione "put" sullo stesso titolo azionario, ma con prezzi di esercizio differenti. In questo modo, il trader è in grado di trarre profitto sia dalla crescita del prezzo delle azioni che dalla loro diminuzione, anche se in misura minore rispetto al straddle.

Per esempio, un trader potrebbe acquistare un'opzione call con un prezzo di esercizio di $55 e un'opzione put con un prezzo di esercizio di $45 su un titolo azionario con un prezzo attuale di $50. Se il prezzo delle azioni aumenta a $60 durante il periodo degli earnings, l'opzione call diventa in-the-money e il trader può esercitarla per acquistare le azioni a $55 e rivenderle a $60, realizzando un profitto. Se invece il prezzo delle azioni scende a $40, l'opzione put diventa in-the-money e il trader può esercitarla per vendere le azioni a $45, evitando una perdita maggiore.

Pur non essendo direzionale, anche la strategia Straddle presenta dei rischi.
Continuando l'esempio precedente, un esempio di come la strategia di straddle possa non funzionare durante il periodo degli earnings potrebbe essere il seguente:

Supponiamo che un trader voglia investire in azioni di una società XYZ che sta per rilasciare i suoi risultati trimestrali. Il trader decide di utilizzare la strategia di straddle e acquista contemporaneamente un'opzione call con un prezzo di esercizio di $50 e un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. I risultati trimestrali della società XYZ non superano né sottoperformano le aspettative e il prezzo delle azioni rimane stabile a $50. In questo caso, entrambe le opzioni call e put diventano fuori dal denaro e il trader non può esercitarle per generare un profitto. Inoltre, il trader perde l'importo investito nelle opzioni call e put.

Questo esempio mostra come la strategia di straddle possa essere rischiosa, soprattutto se non si verificano gli attesi movimenti significativi del prezzo delle azioni. 

55 - Opzioni e Volatilità - 505 Scarsa Volatilità

Il problema di troppo poca volatilità, cosa c'è dietro La vendita di opzioni è una strategia di investimento che può essere molto reddit...