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venerdì 19 maggio 2023

48 - Titoli italiani ad alto rendimento - 101

Se sei un "cassettista" italiano, o d un investitore interessato a costruire un portafoglio di azioni italiane a lungo termine, ci sono diverse azioni che potrebbero attirare la tua attenzione e che potrebbero aiutarti a migliorare la tua situazione finanziaria. Gli investimenti in titoli azionari italiani ad alto rendimento, infatti, potrebbero essere un'opzione interessante da considerare. In questo breve post, esploreremo i motivi per cui può essere vantaggioso investire in titoli italiani, le potenziali opportunità e i rischi associati, nonché le azioni italiane a maggiore capitalizzazione che offrono dividendi stabili nel corso degli anni.

Vantaggi per investire in titoli italiani ad alto dividendo

Investire in titoli italiani offre diversi vantaggi per i cittadini italiani. 

  1. Uno dei principali vantaggi riguarda la tassazione dei dividendi. Attualmente, i dividendi ricevuti da società italiane sono soggetti a una tassazione agevolata rispetto ad altre forme di reddito. L'aliquota è fissa al 26% per i dividendi distribuiti da società italiane, a differenza delle imposte sul reddito ordinario che possono raggiungere aliquote superiori. 
  2. Un altro dei vantaggi degli investimenti in titoli italiani è la mancanza di rischio di cambio. Quando si investe in azioni italiane, soprattutto per i cittadini italiani, non ci si espone al rischio di fluttuazioni dei tassi di cambio tra diverse valute. Questo può essere particolarmente vantaggioso per coloro che desiderano evitare l'incertezza associata alle variazioni dei tassi di cambio e preferiscono mantenere i propri investimenti in valuta nazionale. Investire in titoli italiani consente quindi di concentrarsi maggiormente sui fondamentali delle società e sui fattori specifici del mercato italiano, senza preoccuparsi dei movimenti valutari. 

Questi aspetti, specie se considerati congiuntamente, possono rappresentare un elemento di stabilità e sicurezza per gli investitori interessati al mercato azionario italiano.

Svantaggi per investire in titoli italiani ad alto dividendo

Tuttavia, investire in titoli italiani ad alto rendimento comporta anche alcuni rischi che è importante prendere in considerazione. 

  1. Volatilità dei prezzi delle azioni: Come per tutti gli investimenti azionari, le azioni italiane possono essere soggette a fluttuazioni dei prezzi. Le variazioni di prezzo possono essere influenzate da molteplici fattori, come i risultati finanziari delle società, gli sviluppi del settore di riferimento, le notizie di mercato e i cambiamenti delle condizioni economiche. La volatilità può portare a perdite temporanee o permanenti per gli investitori, pertanto è importante essere preparati a gestire questo rischio.
  2. Andamento del mercato azionario italiano: L'andamento del mercato azionario italiano può essere influenzato da fattori specifici del paese, come la politica interna, le politiche fiscali, le condizioni macroeconomiche e gli eventi geopolitici. Questi fattori possono avere un impatto significativo sui prezzi delle azioni italiane. È importante monitorare attentamente il contesto di mercato e valutare come questi fattori possono influenzare gli investimenti.
  3. Condizioni economiche globali: Le condizioni economiche globali, come le fluttuazioni dei tassi di interesse, le tensioni commerciali internazionali e le crisi finanziarie, possono avere un impatto sugli investimenti in azioni italiane. Poiché l'economia italiana è collegata all'economia globale, le condizioni economiche esterne possono influenzare la crescita e la redditività delle società italiane. Gli investitori dovrebbero considerare attentamente questi fattori globali nel prendere decisioni di investimento.
È importante notare che questi rischi non sono esclusivi degli investimenti in azioni italiane, ma possono applicarsi a qualsiasi investimento azionario. Tuttavia, nel contesto specifico delle azioni italiane, è essenziale valutare attentamente questi rischi e diversificare il proprio portafoglio per mitigare gli impatti negativi potenziali

Capitalismo di Stato e dividendi

È importante menzionare che in alcune industrie chiave in Italia, vi è una presenza significativa del capitalismo di stato. Questo significa che lo Stato italiano detiene una partecipazione di controllo o una forte influenza in determinate società. 

Questo può offrire alcuni vantaggi, come:

  • Stabilità e sostegno finanziario: Le società controllate dallo Stato possono beneficiare di una maggiore stabilità finanziaria e di un sostegno diretto del governo italiano. Ciò può fornire una protezione aggiuntiva in periodi di instabilità economica o crisi finanziarie.
  • Accesso a risorse strategiche: Le società controllate dallo Stato possono avere accesso a risorse strategiche di importanza nazionale, come infrastrutture critiche o risorse naturali. Questo può offrire loro un vantaggio competitivo nel settore e contribuire alla loro sostenibilità a lungo termine.
  • Regolamentazione favorevole: Le società controllate dallo Stato possono beneficiare di una regolamentazione favorevole o di incentivi specifici dal governo italiano. Questo può includere agevolazioni fiscali, sovvenzioni o politiche di protezione del mercato.

Tuttavia, è importante essere consapevoli che il coinvolgimento del governo può anche comportare alcuni svantaggi o sfide. 

Ad esempio:

  • Interferenza politica: Le decisioni aziendali delle società controllate dallo Stato potrebbero essere influenzate da considerazioni politiche, che potrebbero non essere sempre allineate agli interessi degli azionisti o alla massimizzazione del valore per gli investitori.
  • Mancanza di flessibilità: Le società controllate dallo Stato potrebbero essere soggette a una maggiore burocrazia e a procedure decisionali più complesse rispetto alle società private. Ciò potrebbe limitare la loro agilità nel rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato o alle opportunità di crescita.

In conclusione, investire in titoli italiani ad alto rendimento, come quelli con una storia di dividendi stabili nel corso degli anni, può offrire opportunità interessanti per i cittadini italiani. Tuttavia, è importante valutare attentamente i rischi, diversificare il portafoglio e prendere decisioni informate basate sull'analisi fondamentale delle società. 

mercoledì 17 maggio 2023

47 - ETF per dividendi aristocratici: Un modo intelligente per aumentare i tuoi redditi passivi

Introduzione

Quando si tratta di investimenti, il desiderio di creare una fonte stabile di reddito passivo è una priorità per molte persone. Mentre ci sono molte opzioni disponibili, gli ETF (Exchange-Traded Fund) per dividendi aristocratici spiccano come una scelta intelligente per gli investitori che cercano un flusso di reddito affidabile nel lungo termine.

In questo breve post esploreremo chi sono i Dividend Aristocrats, vedremo i principali esponenti di lunga data, scopriremo anche l'esistenza dei Dividend Aristocrats europei e spiegheremo come gli ETF possono offrire una soluzione semplice ed efficace per raggiungere i tuoi obiettivi finanziari. Scopriamo insieme come questi leader dei dividendi possono fornire un reddito affidabile e come puoi sfruttarli al meglio per raggiungere i tuoi obiettivi finanziari.

Chi sono i Dividend Aristocrats 

I componenti dell'indice Dividend Aristocrats sono aziende che hanno dimostrato un track record straordinario nel distribuire dividendi crescenti anno dopo anno. Queste aziende, generalmente quotate in importanti indici di mercato come l'S&P 500, sono considerate pilastri di stabilità e affidabilità. Gli investitori sono attratti dai Dividend Aristocrats perché rappresentano società finanziariamente solide, con un flusso di cassa prevedibile ed una storia consolidata di distribuzione di utili, che possono sostenere e aumentare i pagamenti dei dividendi anche in tempi di incertezza economica. Avere una posizione in società che possono sostenere e incrementare i propri dividendi nel tempo offre agli investitori l'opportunità di beneficiare di redditi passivi in continua crescita.

I componenti di lunga data dei Dividend Aristocrats

I Dividend Aristocrats rappresentano un gruppo di aziende di fiducia che offrono dividendi crescenti nel tempo. Sia negli Stati Uniti che in Europa, i Dividend Aristocrats sono ammirati dagli investitori per la loro capacità di fornire un flusso di reddito affidabile.

Tra i Dividend Aristocrats, ci sono alcune aziende che hanno mantenuto la loro posizione nel gruppo di élite per un lungo periodo di tempo. Queste aziende dimostrano un impegno costante nel fornire rendimenti ai propri azionisti attraverso dividendi crescenti. Alcuni dei componenti di lunga data dei Dividend Aristocrats includono aziende rinomate come Procter & Gamble, con una storia di distribuzione dei dividendi per oltre 65 anni, Coca-Cola, con una storia di distribuzione dei dividendi per oltre 55 anni, e Johnson & Johnson, con una storia di distribuzione dei dividendi per oltre 55 anni. La loro persistenza nel gruppo dei Dividend Aristocrats testimonia la loro solidità finanziaria e l'impegno a ricompensare gli azionisti nel lungo termine.

Mentre i Dividend Aristocrats sono spesso associati al mercato statunitense, esistono anche i Dividend Aristocrats europei. Queste sono aziende europee che mantengono gli stessi criteri dei Dividend Aristocrats americani, cioè un track record di aumenti dei dividendi nel corso del tempo. I Dividend Aristocrats europei offrono agli investitori europei un'opportunità simile di beneficiare di un flusso di reddito affidabile e crescente. Alcuni dei Dividend Aristocrats europei includono Siemens (Germania), con una storia di distribuzione dei dividendi per oltre 50 anni, L'Oréal (Francia), con una storia di distribuzione dei dividendi per oltre 35 anni, Unilever (Olanda), con una storia di distribuzione dei dividendi per oltre 30 anni, e British American Tobacco (Regno Unito), con una storia di distribuzione dei dividendi per oltre 30 anni. Queste aziende sono considerate leader nel fornire reddito ai loro azionisti anche nel contesto europeo.

Come funzionano gli ETF per dividendi aristocratici?

Se desideri, o stai anche solo valutando la possibilità di investire in titoli facenti parte dell'indice Dividend Aristocrats, puoi considerare di investire attraverso alcuni ETF. Gli ETF per dividendi aristocratici sono progettati per offrire agli investitori una soluzione semplice per accedere a un paniere diversificato di azioni che soddisfano i criteri dei dividendi aristocratici. Questi fondi negoziano in borsa come azioni, ma rappresentano una partecipazione in diverse società che soddisfano i requisiti dei dividendi aristocratici. Gli ETF per dividendi aristocratici tendono a selezionare aziende con una lunga storia di incremento dei dividendi e una solida posizione finanziaria.

Ecco alcuni esempi di ETF che includono società con un track record di dividendi aristocratici:

  • iShares STOXX Global Select Dividend 100 UCITS ETF (DE) (EXX1): Questo ETF segue l'indice STOXX Global Select Dividend 100, che comprende società globali con dividendi elevati e sostenibili. L'ETF offre una diversificazione geografica e settoriale, consentendo agli investitori di beneficiare di un flusso di reddito stabile.
  • SPDR S&P Euro Dividend Aristocrats UCITS ETF (SPYW): Questo ETF replica l'indice S&P Euro Dividend Aristocrats, che include società europee con una storia di almeno 10 anni di distribuzione dei dividendi. L'ETF offre esposizione a società di alta qualità che mantengono una politica di dividendi affidabile.
  • Xtrackers MSCI World Quality Dividend UCITS ETF (XDWD): Questo ETF segue l'indice MSCI World Quality Dividend, che seleziona società globali con elevati rendimenti dei dividendi e una solida posizione finanziaria. L'ETF offre esposizione a società di qualità provenienti da diverse regioni del mondo.
  • Amundi ETF MSCI Europe High Dividend UCITS ETF (MHDE): Questo ETF replica l'indice MSCI Europe High Dividend Yield, che include società europee con una politica di dividendi attraente. L'ETF offre una diversificazione tra settori e paesi europei, consentendo agli investitori di beneficiare di un flusso di reddito stabile.

Scegliendo l'ETF UCITS più adatto alle tue esigenze e obiettivi finanziari, puoi ottenere esposizione ai Dividend Aristocrats europei e globali e beneficiare di un flusso di reddito stabile nel lungo termine.

I vantaggi degli ETF Dividend Aristocrats

Tra i vantaggi più forti di investire in ETF composti da azioni di società Dividend Aristocrats annoveriamo:

  • Reddito stabile e crescente: Investire in ETF per dividendi aristocratici può fornire un flusso di reddito passivo stabile e in aumento nel tempo. Questo può essere particolarmente attraente per gli investitori che cercano una fonte di reddito aggiuntiva o che mirano a finanziare la propria pensione.
  • Diversificazione: Gli ETF per dividendi aristocratici offrono un'esposizione a una vasta gamma di aziende che soddisfano i criteri dei dividendi aristocratici. Questa diversificazione riduce il rischio associato all'investimento in singole azioni e aumenta la resilienza del portafoglio agli eventi di mercato.
  • Accessibilità e liquidità: Gli ETF per dividendi aristocratici sono negoziati in borsa, il che significa che puoi acquistarli e venderli facilmente come azioni. Questa liquidità offre flessibilità agli investitori che desiderano adattare il proprio portafoglio alle mutevoli condizioni di mercato.
  • Beta, volatilità e performance: Gli ETF che seguono l'approccio dei Dividend Aristocrats offrono diversi vantaggi in termini di beta, volatilità e performance. Essendo costituiti da aziende stabili e finanziariamente solide, questi ETF tendono a presentare una volatilità inferiore rispetto ad altri titoli azionari. Ciò significa che gli investitori possono beneficiare di una maggiore stabilità nel valore del loro investimento. Inoltre, gli ETF con Dividendi Aristocratici tendono a registrare una performance solida nel lungo termine, grazie al flusso di reddito costante e alla possibilità di beneficiare dei potenziali aumenti dei dividendi delle società incluse nel paniere.
Questi fattori contribuiscono senza dubbio ad una migliore esperienza di investimento per gli investitori alla ricerca di una combinazione di reddito stabile e potenziale crescita del capitale.

Gli svantaggi degli ETF Dividend Aristocrats

Sebbene gli ETF Dividend Aristocrats offrano diversi vantaggi, è importante considerare anche gli svantaggi e le opportunità che potrebbero derivare da questo tipo di investimento.

  • Limitata esposizione a settori in crescita: Gli ETF Dividend Aristocrats tendono a concentrarsi su settori tradizionali e aziende consolidate con un track record di dividendi crescenti nel tempo. Questo potrebbe significare una mancanza di esposizione a settori emergenti o ad aziende innovative che potrebbero offrire opportunità di crescita significative. Gli investitori potrebbero perdere l'opportunità di beneficiare dei rendimenti di società in rapida espansione.
  • Performance limitata in periodi di mercato rialzista: Gli ETF Dividend Aristocrats sono progettati per offrire un flusso di reddito stabile attraverso dividendi crescenti. Tuttavia, durante periodi di mercato rialzista, potrebbero non essere in grado di tenere il passo con l'andamento generale del mercato azionario. Poiché questi ETF si concentrano su società mature e più conservatrici, potrebbero mancare l'opportunità di ottenere rendimenti superiori rispetto ad altri strumenti di investimento.
  • Esposizione al rischio di tagli dei dividendi: Nonostante il track record di dividendi crescenti, le società incluse negli ETF Dividend Aristocrats non sono immuni dal rischio di tagli dei dividendi. Le condizioni economiche, le performance aziendali o i cambiamenti di politica aziendale potrebbero influenzare la capacità di queste società di mantenere o aumentare i loro dividendi nel tempo. Gli investitori devono essere consapevoli del rischio associato a potenziali tagli dei dividendi che potrebbero influire sul reddito generato dagli ETF.
  • Potenziale sovrapposizione di azioni: Gli ETF Dividend Aristocrats tendono ad avere un numero limitato di azioni in portafoglio, con le società che soddisfano i criteri specifici dei dividendi aristocratici. Questa sovrapposizione potrebbe portare a una mancanza di diversificazione adeguata all'interno del portafoglio dell'ETF. Inoltre, potrebbe esserci una sovrapposizione significativa tra diversi ETF Dividend Aristocrats disponibili sul mercato, riducendo ulteriormente l'opportunità di diversificazione tra prodotti simili.
  • Dipendenza dalle performance delle società incluse: Gli ETF Dividend Aristocrats sono fortemente influenzati dalle performance delle società incluse nel loro indice di riferimento. Se una o più società sperimentano un calo delle performance o affrontano difficoltà finanziarie, potrebbe avere un impatto significativo sul rendimento complessivo dell'ETF. Gli investitori devono monitorare attentamente le performance delle società incluse nell'ETF e considerare la possibilità di adeguamenti o ri-bilanciamenti del portafoglio.

Considerando questi svantaggi e opportunità, è importante valutare attentamente se gli ETF Dividend Aristocrats sono adatti alle tue esigenze di investimento. Se sei un investitore che cerca stabilità e flusso di reddito affidabile nel lungo termine, questi ETF potrebbero offrire una solida opzione. Tuttavia, se sei alla ricerca di opportunità di crescita più elevate o una maggiore diversificazione del portafoglio, potresti dover esplorare altre alternative di investimento.

Considerazioni importanti sugli ETF Dividend Aristocrats

Alcune ulteriori considerazioni da fare sugli ETF Dividend Aristocrats

  • Rendimento storico dei dividendi: Prima di investire in un ETF per dividendi aristocratici, è essenziale valutare il rendimento storico dei dividendi dell'ETF e delle aziende che lo compongono. Esamina attentamente la costanza e la crescita dei dividendi nel corso degli anni per valutare la solidità e la capacità delle società di mantenere e aumentare i pagamenti dei dividendi nel tempo.
  • Diversificazione e bilanciamento del portafoglio: Anche se gli ETF per dividendi aristocratici offrono una diversificazione all'interno del fondo, è importante considerare l'allocazione del tuo portafoglio complessivo. Assicurati di bilanciare il tuo portafoglio con una combinazione di asset diversi, come azioni, obbligazioni e altre classi di attività, per mitigare il rischio e massimizzare i rendimenti.
  • Costi e spese: Prima di investire in un ETF, valuta attentamente i costi e le spese associati. Controlla le commissioni di gestione dell'ETF e assicurati di comprendere le eventuali spese aggiuntive, come spese di negoziazione o costi di custodia. Considera anche l'effetto composto dei costi nel tempo e cerca di minimizzarli senza compromettere la qualità del fondo.
  • Obiettivi di investimento a lungo termine: Gli ETF per dividendi aristocratici sono più adatti agli investitori con una prospettiva di lungo termine. Questi fondi sono progettati per fornire un flusso di reddito stabile e in crescita nel tempo, pertanto è consigliabile mantenerli nel portafoglio per beneficiare dei dividendi accumulati e delle opportunità di crescita.


In conclusione, gli ETF per dividendi aristocratici offrono agli investitori un modo intelligente per aumentare i redditi passivi e creare una fonte di reddito stabile nel lungo termine. Grazie alla diversificazione, all'accessibilità e alla gestione fiscale efficiente, gli ETF per dividendi aristocratici possono essere una componente preziosa di un portafoglio di finanza personale ben strutturato. Tuttavia, è importante fare la dovuta due diligence e valutare attentamente le caratteristiche dell'ETF, i suoi costi e le tue esigenze finanziarie prima di prendere una decisione di investimento.



lunedì 23 gennaio 2023

26. Rainy Day funds

Il presente blog si concentra sulle tematiche degli investimenti in opzioni e dividendi, con l'obiettivo di aiutare i lettori a costruire un cash-flow positivo per raggiungere l'indipendenza finanziaria. Il concetto alla base del blog è che un vero investimento non può essere raggiunto senza prima aver costruito una stabilità finanziaria attraverso un flusso di cassa positivo che possa sostenere gli investitori anche durante i momenti di difficoltà.

Per raggiungere questo obiettivo, il blog offre consigli e strategie per investire in opzioni e dividendi in modo efficace, utilizzando tecniche come l'accantonamento di una parte del proprio reddito per costruire una riserva di liquidità e l'utilizzo di strategie di diversificazione degli investimenti. Inoltre, il blog esplora la relazione tra il cash-flow positivo e la pratica FIRE (Financial Independence, Retire Early), evidenziando come la costruzione di un flusso di cassa positivo sia un passo fondamentale per raggiungere l'indipendenza finanziaria.

Il passaggio dalla concezione statica di risparmio (accantonamento di una somma di denaro) a quella dinamica di sviluppo di un cash-flow positivo comporta un cambiamento sostanziale nell'approccio all'investimento e alla gestione del denaro.

In primo luogo, una concezione dinamica di cash-flow positivo si pone in continuità con la strategia FIRE, poiché consente di mettere il denaro "a lavoro" sin dall'inizio, destinando la totalità della capacità di risparmio alla raccolta di capitale necessario per raggiungere l'indipendenza finanziaria.

In secondo luogo, un cash-flow positivo consente di generare entrate da fonti come premi, cedole e dividendi, che possono essere utilizzate per finanziare la vita quotidiana e aumentare il capitale disponibile per ulteriori investimenti. In questo modo, il cash-flow positivo diventa un'importante fonte di reddito passivo, consentendo di vivere di rendita invece di dipendere dalle entrate lavorative.

Ancora, in aggiunta alla maggiore stabilità finanziaria e alla possibilità di generare reddito passivo, adottare una concezione dinamica di cash-flow positivo consente anche di beneficiare dell'effetto dell'interesse composto sull'investimento. L'interesse composto è il processo in cui gli interessi generati da un investimento vengono reinvestiti, generando ulteriori interessi che si accumulano nel tempo. Questo effetto consente di generare un rendimento crescente dell'investimento, senza dover adeguare il proprio denaro all'inflazione. In questo modo, è possibile generare un rendimento doppiamente maggiore rispetto a quello ottenibile con un approccio statico di risparmio.

In generale, l'adozione di una concezione dinamica di cash-flow positivo consente di creare una maggiore stabilità finanziaria e di raggiungere i propri obiettivi di investimento in modo più efficiente e veloce rispetto all'approccio statico.

Per dare un esempio concreto, immaginiamo di trovarsi nella situazione di avere 100.000 euro cash e dover decidere se come rainy day fund (e dunque accantonarli) oppure se investirli per ottenere un flusso di cassa positivo. Se decidiamo di tenere questi soldi accantonati in un conto corrente, potremmo guadagnare un interesse che al più sarà modesto, ma certamente non saremmo in grado di far crescere significativamente il nostro denaro.

Invece, se decidiamo di investirli in dividend aristocrats, potremmo generare entrate regolari dalle azioni che abbiamo acquistato. Ad esempio, se compriamo azioni di società che hanno un storico di aumento costante dei dividendi e attualmente pagano un dividendo annuale del 3%, potremmo guadagnare 3.000 euro all'anno solo da questa fonte. Inoltre, se scegliamo di investire in opzioni, potremmo generare ulteriori entrate dalle opzioni stesse.

Se proiettiamo questi investimenti a 30 anni, pur accontentandoci di un modesto rendimento del 3% potremmo generare circa 90.000 euro in più rispetto a quelli che avremmo ottenuto tenendo i soldi accantonati in un conto corrente. Inoltre, avremmo la possibilità di godere dell'effetto dell'interesse composto per l'apprezzamento della somma conferita in conto capitale dell'investimento, generando un ulteriore "rendimento" crescente nel tempo.

È importante notare che questi sono solo esempi e i risultati effettivi possono variare a seconda delle scelte di investimento effettuate e delle condizioni di mercato. Tuttavia, questo esempio dimostra come gli investimenti in opzioni e dividendi possono essere un modo efficace per generare un flusso di cassa positivo e raggiungere l'indipendenza finanziaria nel lungo periodo.

domenica 29 marzo 2020

22. Come trovare i migliori titoli da dividendi - Step 2 (parte 3)

Let's Zoom!










Dopo
aver visto come investire in azioni di Società con dividendi crescenti abbia un
vantaggio importante sul lungo periodo, abbiamo imparato come riuscire a
crearsi una watchlist personale e iniziato a vedere come, per poter
avvantaggiarsi fino in fondo dell’interesse composto, sia necessario scremarla
utilizzando diversi vari criteri. Abbiamo quindi iniziato a vedere come sia
importante concentrarsi su titoli che:





1.     Paghino dividendi in maniera costante e crescenti nel tempo (dividend
arisctocrats
)


2.     Abbiano un dividendo attuale ed un tasso di crescita dello stesso idonei a
garantirci il raggiungimento dei nostri obbiettivi,


3.     Abbiano un dividend pay out inferiore 65%.


4.     Abbiano un ROE intorno al 13% e comunque superiore alla media di settore).





Rimangono
ora da analizzare gli ultimi due indicatori utili a scremare i titoli che
entreranno nel nostro portafoglio di lungo periodo: il debt to equity ratio ovvero
il rapporto tra capitale di terzi e capitale proprio e la current ratio ovvero
l’indice di liquidità corrente.





C.    DEBT TO EQUITY: questo indicatore ci è utile per comprendere se la
Società si trova in una situazione di equilibrio tra l’utilizzo di mezzi propri
ed il ricorso al capitale di terzi ed evitare quelle realtà che sono in
una situazione di sovra indebitamento (misura in rischio finanziario
dell’impresa).


Esso può
essere calcolato secondo la seguente formula:










Per
essere più prudenti posiamo anche calcolarlo utilizzando un'altra formula:










Dove:










Mentre:












Con
l’evidente differenza che mentre se utilizziamo la PFN andiamo a ricomprendere
le attività, queste rimangono escluse laddove consideriamo la PFN. Se questo ad
alcuni potrebbe sembrare un eccesso di prudenza, dobbiamo sempre ricordare come
mentre la cassa si fa presto a bruciarla, i debiti vanno onorati comunque. È
dunque preferibile utilizzare la performance finanziaria lorda nella
valutazione del debt to equity ratio per tutti coloro che, come me, hanno
un’avversione al rischio più alta e vuole dormire sonni tranquilli.







Qual è un buon debt to equity ratio?




Come
sempre, pur non esistendo misure assolute valide per ogni business e settore,
possiamo trovare delle linee guida abbastanza generali e quindi ritenere relativamente
sicure quelle aziende che hanno un debt to equity inferiore a 2,5.
Mentre valori superiori sono da essere presi in considerazione solo dietra
attenta analisi. Infatti, come buon senso vuole, maggiore è il livello di
indebitamento più elevato è il rischio finanziario.










Come
tutti gli indicatori anche questo, deve essere abbinato ad un analisi
settoriale, ben potendo esistere settori dove è fisiologicamente più alto (come
quelli caratterizzati da costanti e stabili flussi di liquidità in entrata) o dove
anche se più basso siamo di fronte a delle possibili difficoltà finanziarie.
Ricordiamoci infatti che anche se nei momenti di difficoltà alcuni costi di
gestione possono essere ridotti per mantenere un certo livello di profitti ed
il livello di liquidità necessario, gli interessi passivi pagati sui debiti difficilmente
riescono ad essere ridotti (anzi, percependo un rischio maggiore il debitore
tende a richiedere interessi più elevati in caso di rifinanziamento) ed anzi
devono essere pagati anche quando le entrate subiscono un forte calo andando ad
aumentare il rischio di insolvenza.





C.    CURRENT RATIO: l’indice di liquidità corrente è il rapporto tra
attività correnti e passività correnti e serve a misurare la capacità di un’azienda
di ripagare i debiti a breve termine.




Esso si
calcola utilizzando la seguente formula:









E’
quindi un indice che indica la liquidità corrente della Società misurandone la
capacità di far fronte agli impegni a breve termine. Come noi, anche le
Società dispongono di un tempo limitato per estinguere i debiti a breve
termine, quindi il current ratio è utile per stabilire la posizione di
liquidità di una Società.







Qual è un buon current ratio?


Come
spesso accade non vi sono valori buoni a priori ed anche qui è opportuno
compiere un’analisi settoriale. Quello che è certo è che il current ratio non
dovrebbe mai essere inferiore a 1 ed anzi è buona norma , che sia superiore a
1,3
. Ciò indica che l’impresa è in grado di coprire le proprie passività con i
propri asset. Se il current ratio è inferiore a uno, ciò potrebbe significare
che l’impresa ha troppe passività a breve termine da coprire con i soli le
attività correnti e potrebbe ritrovarsi costretta a dover contrarre ulteriori
prestiti in urgenza, magari non alle migliori condizioni, una situazione  sicuramente da evitare.





Se
quindi le azioni di Società con un current ratio inferiore ad 1 sono da
evitare, anche un current ratio troppo elevato può rappresentare un campanello
di allarme. La spiegazione più semplice, infatti, è che la Società non utilizza
in modo efficiente i propri asset e il proprio capitale. Infine, anche un current
ratio instabile e con frequenti variazioni non è ottimale: la ragione, infatti,
potrebbe essere che la società non è in grado di mantenere un flusso di cassa
costante. 




















venerdì 27 marzo 2020

20. Come trovare i migliori titoli da dividendi - Step 2 (parte 1)




Step 2 – La tana del Bianconiglio





Abbiamo
visto come un buon metodo per individuare i migliori titoli da dividendi sia
quello di partire dall’osservazione della realtà e del mondo che ci circonda
andando a vedere quali sono i prodotti, i brand, le Aziende ed in ultima
analisi le Società che più incontriamo nella vita di tutti i giorni e poi scegliere
quelle tra queste sono più adatte al raggiungimento degli obiettivi.





A questo
punto dell’esercizio dovremo essere riusciti a scremare la lista iniziale, ma
dovrebbero residuare comunque diverse decine di Società che conosciamo e che,
almeno potenzialmente, possono essere prese in considerazione come investimento.
Un numero sempre troppo grande da analizzare. È necessario quindi ricorrere ad
un secondo criterio di screening, in un approccio quali-quantitativo rivolto a
saggiare non solo l’idoneità in astratto di una determinata società ma anche la
sua concreta capacità di mantenere determinati standard per il lungo periodo.





Ricordiamoci
infatti che investire in una società per i dividendi è un qualcosa di più simile
all’iniziare una relazione di lungo periodo, un matrimonio, che ad una cosa occasionale.
Prima di sposarci quindi, dobbiamo quindi essere sicuri di selezionare solo quei
titoli che mantengano la promessa di dividendo crescente in eterno necessaria a
tenerci soddisfatti (ed innamorati) per un periodo di tempo quanto più lungo
possibile.





Dovranno essere quindi presi in considerazione alcuni valori
quali:


A.    DIVIDEND PAYOUT RATIO:


è uno degli indici più importanti per valutare la
sostenibilità del dividendo di una determinata Società nel medio/breve periodo.


Il Pay Out Ratio, rappresentando la percentuale di
utili distribuita agli azionisti sotto forma di dividendi,  può essere facilmente calcolato secondo una
delle seguenti due formule:




oppure






 Il Pay Out Ratio è un indicatore di distribuzione,
e serve a dirci quanto, fatti 100 i profitti, viene distribuito agli azionisti
sotto forma di dividendi.


Generalmente esso ha pertanto un valore inferiore a 100
% in quanto una parte di utili viene fisiologicamente reinvestita nel processo
produttivo per finanziare la crescita futura; talvolta però può assumere anche
valori superiori a 100% quando, in presenza di bassi utili, la Società decide
di attingere alle riserve di utili accantonate per il pagamento dei dividendi
onde evitare di tagliare o non distribuire il dividendo. Va da se che quest’ultimo
caso è quanto di più lontano possiamo immaginare dalla sostenibilità che
andiamo a ricercare, un pay out superiore al 100% significa distribuire soldi
che, nell’anno, non si sono guadagnati.


Ai nostri fini pertanto è importante che il pay out
di distribuzione sia compreso tra il 55% ed il 65%
. Tassi di pay out più
elevati sono via via più rischiosi e devono essere presi come segnali di
pericolo per degli azionisti di lungo periodo soprattutto se il trend di medio
termine è ascendente. Le uniche eccezioni alla regola di cui sopra sono le
utilities e i REIT che, per modello di business caratterizzato da una crescita
molto lenta e da investimenti molto pesanti ma di lunghissimo periodo, hanno
fisiologicamente pay out superiori anche all’85%.





Il rapporto tra dividendi distribuiti e utili è anche un
parametro indicativo della politica societaria: tanto più è elevato
quanto più viene perseguita una politica di remunerazione degli azionisti; tanto
più è ridotto quanto più si persegue una politica rivolta all’autofinanziamento.





Dall’analisi del Pay Out Ratio vediamo infatti che, generalmente, le
società più giovani e ad elevato tasso di crescita hanno un pay out più basso, poiché
per finanziare la crescita sono costrette ad investire una parte di utile maggiore
per evitare un eccessivo ricorso all'apporto di nuovo capitale a titolo di
debito (comportando un aumento del grado di leverage) o a titolo di capitale
rischio. Viceversa, società operanti in settori considerati "maturi"
presentano un più alto valore di Pay Out Ratio e possono permettersi di distribuire
come dividendi una quota maggiore di dividendi.


19. Come trovare i migliori titoli da dividendi - Step 1







Step 1 – Pillola Rossa o Pillola Blu?





Mentre l’altra
sera riguardavo Matrix e mentre il protagonista si trovava faccia a faccia con
Morpheus, che li faceva la proposta che avrebbe per sempre cambiato la sua
vita, "pillola azzurra : fine della storia , domani ti risveglierai
in camera tua e crederai a quello che vorrai, pillola rossa: resti nel
paese delle meraviglie e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio
",
riflettevo come anche nel mondo della finanza personale tutto possa essere
ridotto ad una questione di scelte: fare trading o investire per il lungo
periodo? Puntare sul Chevron o preferirvi la sorella Exxon?





Ecco perché
essere in grado di ricercare da soli i titoli su cui investire è qualcosa da
imparare bene subito perché copiare quello che fanno gli altri è sempre
rischioso. In fondo come facciamo a giudicare la bontà dei nostri mentori se
non siamo in grado di giudicarne l’operato?


Stiamo
parlando dei nostri soldi, dei titoli dove investiamo i nostri risparmi e che
dovremo tenere per un lungo periodo di tempo, attraversando periodo buoni dove
non ci penseremo e periodi meno buoni dove dovremo avere i nervi saldi per non
vanificare, vendendo, quanto costruito fino allora.





Anche se
ci piace pensare che il nostro portafoglio (ed ogni tiolo in esso ovviamente!)
sarà sempre di un verde brillante, dobbiamo abituarci all’idea che, salvo
fortune insperate (ed eventi molto difficili da prevedere) periodi verdi si
alterneranno ad almeno altrettanto lunghi periodi rossi. Almeno questo è quello
che ci hanno insegnato gli ultimi cento anni di storia della finanza.





Ecco perché
è importante avere una strategia di investimento chiara e costruire il proprio
portafoglio su basi, anche motivazionali, molto solide. E’ importante essere
convinti delle proprie scelte in materia di investimenti, conoscere intimamente
e per studio personale i titoli in cui andiamo ad investire i nostri risparmi,
altrimenti non saremo mai in grado di reggere le tempeste dei mercati basandoci
solo sulla fede in quello che Facebook o il nostro amico ci hanno detto. La
storia, e spesso l’esperienza, ci insegna che senza queste solide basi andremo
nel panico e venderemo proprio nel momento peggiore, indipendentemente da
quello che ci riproponiamo adesso.





Eccoci
quindi al punto importante, cosa dobbiamo fare? Come formarci un convincimento
autentico su cui lavorare per scegliere i nostri campioni?





Sicuramente
vi sono un sacco di modi per farlo, probabilmente anche migliori del mio, ma
tutti cominciano dall’osservare il mondo che ci circonda. Che prodotti usiamo?
Quali sono le aziende che li producono?


Dove
facciamo benzina?





Costruiamoci
una watchlist personale, divisa per settore
, e
contiamo quanti e quali sono i titoli che incontriamo più spesso nella nostra
vita. Cosa ne pensiamo?


Non preoccupiamoci
se non investiremmo mai dei soldi nella nostra banca (o forse si), compiliamo
la lista in modo sincero e senza preconcetti. Scopo non è quello di comprare
domani, ma di sviluppare una consapevolezza e, soprattutto, generare idee.


Non
preoccupiamoci nemmeno, a maggior ragione, di fare analisi particolari ma solo
di compilare un elenco suddiviso per settori industriali e paesi (o anche solo
Italiane, EU e US).





A questo
punto andiamo a controllare quali di queste società hanno aumentato tutti gli
anni i dividendi almeno negli ultimi 15 anni (preferibilmente negli 20). Sul
sito delle società, o tramite il contatto dell’ investor relations
riusciremo facilmente ad apprendere questo dato.


A questo
punto, dopo aver inizialmente ridotto la lista, possiamo cominciare un’analisi
più approfondita dei singoli titoli concentrandoci sul rendimento da dividendo attuale
ed il tasso di crescita del dividendo degli ultimi 10 anni.





Avendo
in mente i nostri obbiettivi lanciamo un paio di simulazioni su Excel (o anche
con carta e penna per i meno tecnologici) per vedere la compatibilità dei
singoli titoli con i nostri obbiettivi (simulando tasso attuale e crescita
attesa possiamo prevedere con ragionevole precisione in quanto tempo ci
riescono a “garantire” -brutta parola- il rendimento che ci siamo
prefissati) e riduciamo ancora la lista.





Ancora
troppo lunga?


Procediamo per step.


domenica 22 marzo 2020

16. L’importanza di una strategia solida




Information Overload,
ovvero affogare in un mare di informazioni.



Viviamo in quella che molti scienziati sociali definiscono o “l’era
dell’informazione”, in qualunque momento, dovunque ci troviamo, qualunque cosa
stiamo facendo, abbiamo accesso ad una quantità di informazioni come mai prima
nella storia dell’umanità.


Se solo pensiamo ai nostri nonni, molti dei quali anche
analfabeti, vediamo come in poco più di mezzo secolo la trasformazione della
società sia stata enorme. Non solo il numero di analfabeti è calato in modo
drastico sino a sparire quasi completamente, ma oggi chiunque ha accesso ad
informazioni specialistiche in pochi minuti quando non in pochi secondi.


Paradossalmente questo, per chi, come noi, cerca di
risparmiare ed investire in maniera indipendente, è quanto di peggio possa
esservi perché, mettendoci davanti agli occhi ogni secondo il presente, ci
impedisce di pensare lucidamente al futuro.


Negli ultimi 15 anni questo trend è stato poi alimentato come
mai prima dai media, tradizionali e non, che, nell’ottica di fornire un
servizio sempre migliore, hanno lasciato ampi pubblicitari a banche, i broker,
i fondi comuni, accanto a pannolini ed alle conserve di pomodori. Il risultato
è che, nonostante oggi vi siano esperti ovunque e le informazioni siano
accessibili come non mai, facciamo fatica a reperire le informazioni necessarie
per poter operare tranquillamente in autonomia. Non sappiamo dove guardare,
cosa scegliere, come fare. Il troppo, la straripante abbondanza di scelte in
cui siamo immersi ci frastorna e paralizza da un lato e dall’altro ci rende più
inclini a compiere quelle attività che richiedono meno scelte (e riflessione)
possibile. “Se scegliere è estremamente complicato perché richiede uno
sforzo enorme di valutazione e rivalutazione di varie opinioni, allora agiamo d’impulso

“ dice il nostro cervello. Ancora, ogni giorno veniamo bombardati dai giornali,
sulle televisioni, o a lavoro, da dati finanziari sostanzialmente inutili se
presi individualmente, la performance giornaliera del DJIA, il S&P500 o il
FTSE MIB, se abbiamo fatto bene o siamo andati male se è l’indice è salito o è
sceso come la performance finanziaria giornaliera delle più importanti aziende
di un paese fosse di per se significativa.


Come può quindi un piccolo investitore retail, che per
definizione non è un esperto, non dico prendere decisioni consapevoli ma almeno
riuscire a scremare le notizie rilevanti da quelle irrilevanti (o prezzolate),
a discernere la verità dal falso tra esperti che litigano e notizie ufficiali che
si contraddicono in anche poche ore?


Che fare? Distillare una
Strategia.



La prima domanda che mi sono posto è stata se avesse senso
tutto questa complessità o se potesse essere distillata strategia semplice che,
se applicata, producesse risultati concreti, prevedibili e duraturi?


La risposta, ovviamente, è dipendente. Dipende dalle
aspettative che ci poniamo in termini di rendimenti ed in termini di tipologia
di rendimenti. Sicuramente è possibile ottenere una rendita costante dal
proprio patrimonio che vada inizialmente ad integrare e poi sostituire il
proprio stipendio o la propria pensione. Se questo è l’obbiettivo di lungo periodo,
allora è certamente possibile implementare un semplice piano di investimenti
che ha una forte probabilità di raggiungerlo. Se invece si vuole cercare di individuare
la prossima IPO che farà il 100% in una settimana , beh anche questo è
possibile ma sinceramente io non so come farlo (e se lo sapessi, perdonatemi,
non ve lo direi comunque).


Gli ingredienti della
Strategia



Come ogni distillato che si rispetti anche questa strategia d’investimento
ha una ricetta segreta fatta di ingredienti (i principi, e il capitale)
e procedure (le tecniche, i processi e metodi) oltre a predisporre l’esistenza
di un cuoco (l’investitore) che, se disciplinato, dopo aver fatto un po’ di pratica
non deve nemmeno essere troppo bravo.


La strategia di cui vi parlerò è per persone a cui piace risparmiare
per costruire, persone cottimiste che comprendono che la forza del tempo,
abbinata all’inevitabile progresso che l’umanità compie anno dopo anno,
sono sufficienti ai nostri scopi se sapientemente incanalate.


Lo idea che mi ha portato a delineare questa strategia è
quella di percorrere la strada più semplice meno rischiosa per arrivare ad
avere rendimenti di lungo periodo sicuri senza esser costretti a rimanere
costantemente attaccati al terminale o a pormi domande senza possibilità di
risposta.


È una strategia per certi versi semplice e già
seguita per decenni
da molti dei nostri padri (per i più fortunati di noi
nonni), recentemente finita nel dimenticatoio a scapito di più aggressive e,
apparentemente, performanti strategie di investimento, ma che non ha mai perso
di validità poiché basata su principi e processi solidi e pluri-rodati
il cui pregio più grande è quello di, oltre a far crescere il capitale, far dormire
bene la notte l’investitore.


Mediante l’adozione di questa strategia e, soprattutto, l’implementazione
dei processi e dei metodi in essa descritti, per essere chiari, il valore del
portafoglio di investimenti continua ad oscillare su e giù, nessuno può
garantire il contrario, indipendentemente dagli espedienti che possono essere
messi mettere in atto, ma la discesa ci preoccuperà meno perché ci sarà chiaro
il motivo del declino e le ragioni che porteranno al rimbalzo.


Funzionerà inoltre come paracadute emotivo, sapere cosa
succede, perché succede e cosa viene dopo, fornisce all’investitore un ancora
ed un porto sicuro per i momenti più bui nei quali, altrimenti, si rischia di
mettere in essere comportanti oltre che dannosi enormemente controproducenti
per il raggiungimento dei propri obbiettivi.


Gli ingredienti operativi saranno:


·      
Azioni,
italiane ed estere, caratterizzate da alcuni elementi


·      
Opzioni, su
titoli principalmente americani ma anche domestici ed UE.


I processi:


·      
Detenzione
simil cassettista di alcuni titoli azionari secondo regole ben precise


·      
Vendita
di opzioni PUT e, in minor misura, opzioni CALL, esclusivamente
su azioni ed ETF.


Il mix delle due cose riesce a garantire un cash flow
positivo pari che può essere usato sia per incrementare il proprio patrimonio e
le rendite future che prelevato e speso.


15. Le Opzioni – Introduzione (Parte 2)




Abbiamo visto come le Opzioni possano essere classificate come






















TIPO OPZIONE


VENDITORE


ACQUIRENTE


OPZIONE PUT


Soggiace all’obbligo di acquistare ad una certa data un certo
quantitativo di un determinato asset dietro il pagamento di un prezzo.


Acquista il diritto di vendere alla data di scadenza un certo
quantitativo di un determinato asset dietro il pagamento di un prezzo.


OPZIONE CALL


Soggiace all’obbligo di consegnare ad una certa data un certo
quantitativo di un determinato asset dietro il pagamento di un prezzo.


Acquista il diritto di comprare alla data di scadenza un certo
quantitativo di un determinato asset dietro il pagamento di un prezzo.






Come già la parola stessa “opzione”
dovrebbe suggerisci, è importante avere bene in mente che il compratore di una
opzione, sia essa put o call, è il detentore di un diritto e non un obbligo. A
scadenza egli potrà decidere se esercitare tale diritto, sulla base di una
semplice analisi di convenienza. Se gli converrà, eserciterà, altrimenti lo lascerà
scadere.


Questa è la differenza chiave
tra futures e opzioni
. Mentre in un contratto future le parti sono poi
obbligate a procedere all’esecuzione del contratto, in un contratto di opzione
l’esecuzione è un qualcosa di meramente eventuale, che anzi più spesso che no,
non viene mai in essere. Questa differenza comporta anche la conseguenza che mentre
non costa nulla (escluse le commissioni ovviamente) entrare in un contratto di
future, una parte essenziale del contratto di opzione è quella del pagamento
di un prezzo
(chiamato premio) dal compratore al venditore in cambio dell’assoggettamento
di quest’ultimo all’obbligo di vendere o comprare su semplice richiesta del compratore.
Tale diritto potestativo del compratore, però, ha una data di scadenza.


Alcune semplici proprietà delle
opzioni (che poi analizzeremo in modo più tecnico più avanti):


Il comportamento dei premi si
muove secondo una logica diversa a seconda che lo guardiamo da un punto di vista
statico o da un punto vi vista dinamico.


Il premio che deve essere pagato
dal compratore ad venditore per un contratto ad un determinato strike e
scadenza si muove secondo le logiche riassunte nelle seguenti tabelle:


Variazione del premio al
variare dello strike price:















Traducendo, da un punto di vista
statico:


·       
il premio di una put sarà tanto più alto quanto
più alto sarà lo strike price che scegliamo, mentre sarà tanto più basso quanto
più basso sarà lo strike price che scegliamo.


·       
Il premio di una call sarà tanto più alto quanto
più basso lo strike price e tanto più basso quanto più alto lo strike price.


Variazione del premio al
variare del prezzo del sottostante:












Traducendo da un punto di vista
dinamico:


Il valore del premio da
riconoscere al venditore (writer) di opzione varierà


·       
Per le opzioni PUT ad un determinato strike aumenterà
al diminuire del prezzo del sottostante mentre diminuirà all’aumentare dello
stesso.


·       
Per le opzioni CALL diminuirà al diminuire del
prezzo del sottostante ed aumenterà all’aumentare dello stesso.





Effetto del tempo sul premio


Le opzioni hanno una data di
scadenza e sono quindi un esempio perfetto di wasting assetts.












Traducendo, maggiore sarà il
contenuto di tempo ricompreso all’interno del contratto, maggiore sarà il premio
riconosciuto al venditore, indifferentemente che il contratto sia relativo a opzioni
PUT o opzioni CALL.


Il passare del tempo, quindi,
avvantaggia il venditore che, per il semplice effetto del trascorrere dei
giorni può vedere il prezzo del suo short diminuire e quindi, se le altre
condizioni non sono variate, ricomprare con un profitto.


Questa che sembra una cosa da
poco, in realtà racchiude in se il segreto per guadagnare cifre anche
importanti con le opzioni.


55 - Opzioni e Volatilità - 505 Scarsa Volatilità

Il problema di troppo poca volatilità, cosa c'è dietro La vendita di opzioni è una strategia di investimento che può essere molto reddit...