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mercoledì 28 giugno 2023

54 - Volatilità nelle Opzioni: Guida completa alla Volatilità Storica ed Implicita

La volatilità è un concetto chiave nel mondo delle opzioni e uno dei fattori più importanti da considerare per i trader. Essa rappresenta la misura delle fluttuazioni dei prezzi degli strumenti finanziari nel tempo. La volatilità può essere suddivisa in due categorie principali: volatilità storica e volatilità implicita. In questo articolo, esploreremo la differenza tra le due e spiegheremo come calcolare entrambe per prendere decisioni informate nel trading di opzioni.

Volatilità Storica

Come abbiamo visto in un a volatilità storica è una misura retrospettiva delle fluttuazioni dei prezzi di un asset finanziario nel corso del tempo. Per calcolare la volatilità storica, è necessario disporre di un set di dati storici dei prezzi. Il calcolo della volatilità storica coinvolge diversi passaggi, ma una delle formule più comuni utilizzate è la deviazione standard dei rendimenti giornalieri. La deviazione standard misura quanto i prezzi degli asset si discostano dalla loro media. Maggiore è la deviazione standard, maggiore è la volatilità storica dell'asset.

Volatilità Implicita

La volatilità implicita è una misura delle aspettative future del mercato riguardo alla volatilità di un asset sottostante. Essa viene spesso espressa come una percentuale e rappresenta la volatilità "imposta" dal mercato sul prezzo delle opzioni. La volatilità implicita può essere influenzata da diversi fattori, come eventi economici, notizie di mercato o annunci societari. Per calcolare la volatilità implicita, vengono utilizzati i prezzi delle opzioni negoziate sul mercato. Esistono modelli matematici complessi, come il modello Black-Scholes, che consentono di stimare la volatilità implicita.

Calcolo della Volatilità Storica:

Per calcolare la volatilità storica, segui questi passaggi:

  1. Raccogli un set di dati storici dei prezzi dell'asset.
  2. Calcola i rendimenti giornalieri sottraendo il prezzo di chiusura del giorno precedente dal prezzo di chiusura del giorno corrente e dividendo il risultato per il prezzo di chiusura del giorno precedente.
  3. Calcola la deviazione standard dei rendimenti giornalieri per l'intero periodo di osservazione.
  4. Moltiplica la deviazione standard per la radice quadrata del numero di giorni di trading in un anno per ottenere la volatilità storica annuale.

Calcolo della Volatilità Implicita:

Calcolare la volatilità implicita è un processo più complesso che coinvolge l'utilizzo di modelli matematici come il modello Black-Scholes. Tuttavia, esistono diverse piattaforme di trading che forniscono la volatilità implicita stimata per le opzioni negoziate sul mercato. Queste stime sono spesso disponibili come "greeks" nelle opzioni, come ad esempio la gamma, la delta e la vega.

La volatilità implicita può essere calcolata inversamente utilizzando il modello Black-Scholes. Invece di stimare il prezzo delle opzioni sulla base di una volatilità implicita data, è possibile utilizzare il prezzo delle opzioni e retrocedere per ottenere una stima della volatilità implicita. Ciò può essere fatto mediante l'uso di metodi di approssimazione numerica come il metodo di Newton-Raphson o l'uso di fogli di calcolo con funzioni specifiche per il calcolo della volatilità implicita.

L'importanza della volatilità nelle opzioni è dovuta al fatto che le opzioni sono influenzate dalla variazione dei prezzi dell'asset sottostante. Una maggiore volatilità aumenta la probabilità che l'opzione raggiunga il suo prezzo di esercizio e, quindi, può aumentare il suo valore. Al contrario, una volatilità ridotta può ridurre il valore delle opzioni. Comprendere e monitorare sia la volatilità storica che quella implicita può aiutare i trader a prendere decisioni informate sul trading di opzioni.

In conclusione, la volatilità nelle opzioni è un fattore cruciale da considerare per i trader. La volatilità storica rappresenta le fluttuazioni passate dei prezzi dell'asset, mentre la volatilità implicita riflette le aspettative future del mercato. Il calcolo di entrambe le volatilità richiede l'utilizzo di formule e metodi specifici. Monitorare e comprendere la volatilità può fornire agli operatori una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità legate alle opzioni e può aiutare a prendere decisioni di trading più informate.

venerdì 26 maggio 2023

51 - Trading e Volatilità

Il trading e la volatilità sono strettamente correlati e giocano un ruolo fondamentale nell'ambiente finanziario. La volatilità dei mercati rappresenta la misura delle fluttuazioni dei prezzi degli strumenti finanziari nel tempo. Per i trader, la volatilità offre opportunità di profitto, ma può anche comportare rischi significativi. Vediamo come la volatilità influisce sul trading e quali strategie possono essere utilizzate per affrontarla.

La volatilità può essere un'arma a doppio taglio per i trader. Da un lato, una maggiore volatilità può fornire maggiori opportunità di profitto. I movimenti dei prezzi più ampi possono creare possibilità di trading più frequenti e potenzialmente più redditizie. I trader che cercano di trarre profitto dalla volatilità possono adottare strategie come il day trading o il trading su eventi specifici, come annunci di guadagni o notizie economiche importanti, che possono generare rapidi cambiamenti dei prezzi.

D'altra parte, la volatilità può anche comportare rischi significativi. Fluttuazioni dei prezzi più ampie possono portare a perdite più consistenti se le previsioni di mercato sono errate o se le posizioni vengono mantenute per un periodo di tempo prolungato senza un adeguato controllo del rischio. I trader devono essere consapevoli dei rischi associati alla volatilità e adottare adeguate strategie di gestione del rischio, come l'utilizzo di stop loss e il dimensionamento appropriato delle posizioni.

Esistono anche diverse strategie specifiche che i trader possono utilizzare per affrontare la volatilità:

  • Breakout trading: Questa strategia coinvolge l'identificazione di livelli chiave di supporto e resistenza e l'apertura di posizioni quando il prezzo supera tali livelli. I trader di breakout cercano di trarre profitto dai movimenti dei prezzi che si verificano dopo una fase di consolidamento o quando un livello significativo viene superato.
  • Trading di opzioni: Le opzioni possono offrire ai trader una maggiore flessibilità nella gestione della volatilità. Ad esempio, l'acquisto di opzioni call o put può consentire ai trader di trarre profitto dai movimenti dei prezzi al rialzo o al ribasso, rispettivamente, con un rischio limitato al premio pagato per l'opzione.
  • Scalping: Il trading di scalp consiste nell'apertura e nella chiusura rapida di posizioni per trarre profitto da piccole fluttuazioni dei prezzi. Questa strategia sfrutta la volatilità a breve termine e richiede una rapida esecuzione delle operazioni.
  • Trading di trend: I trader di tendenza cercano di trarre profitto dai movimenti dei prezzi a lungo termine. Questa strategia coinvolge l'identificazione di trend di mercato e l'apertura di posizioni in linea con la direzione del trend dominante. La volatilità può influenzare la durata e l'intensità dei trend, quindi i trader di tendenza devono essere consapevoli dei rischi associati a una volatilità eccessiva o inaspettata
Nel trading, è importante adottare un approccio disciplinato e avere una solida strategia di gestione del rischio per affrontare la volatilità. Alcuni consigli utili includono:
  • Imposta stop loss: Utilizza ordini di stop loss per limitare le perdite in caso di movimenti avversi dei prezzi. Questo ti consente di proteggere il tuo capitale e limitare il rischio di grandi perdite in caso di improvvisi cambiamenti di mercato.
  • Diversifica il portafoglio: Non mettere tutte le uova in un solo cesto. Distribuisci il tuo capitale su diversi strumenti finanziari, settori o mercati per ridurre l'esposizione a una singola asset class o a movimenti specifici del mercato. La diversificazione può aiutare a mitigare l'impatto della volatilità su un singolo asset o una singola posizione.
  • Adatta la tua strategia alla volatilità: La volatilità può variare nel tempo. Adatta la tua strategia di trading alle condizioni di mercato correnti. In periodi di alta volatilità, potresti preferire strategie più conservative o utilizzare strumenti di copertura per ridurre il rischio. In periodi di bassa volatilità, potresti considerare strategie che sfruttano piccoli movimenti dei prezzi.
  • Mantieni una mentalità equilibrata: La volatilità può essere emotivamente impegnativa per i trader. Mantieni la calma e prendi decisioni razionali basate sui dati e sulla tua strategia. Evita di lasciarti trascinare dalle emozioni e di prendere decisioni impulsivamente.
In conclusione, la volatilità è una caratteristica intrinseca dei mercati finanziari e può offrire sia opportunità che rischi per i trader. Con una corretta gestione del rischio e una strategia ben definita, è possibile affrontare la volatilità e sfruttarne i vantaggi. Mantieni la disciplina, adatta la tua strategia alle condizioni di mercato e cerca sempre di proteggere il tuo capitale.

mercoledì 24 maggio 2023

50 - La Volatilità di portafoglio

Nel mondo degli investimenti, la volatilità di portafoglio svolge un ruolo cruciale nella gestione del rischio. Mentre nel post precedente abbiamo esplorato la volatilità e la varianza riferiti a singole azioni, a questo punto, però, come investitori è altrettanto importante comprendere come la volatilità si estenda al livello del portafoglio. In questo articolo, esamineremo la volatilità di portafoglio, il suo significato e come può essere gestita per ottenere un bilancio appropriato tra rischio e rendimento. Scopriremo anche alcune strategie per diversificare il portafoglio e ridurre la volatilità complessiva.

La volatilità di portafoglio

La volatilità di portafoglio si riferisce alla misura della variazione dei rendimenti complessivi di un portafoglio di investimenti nel tempo. A differenza della volatilità delle singole azioni, che misura la variazione dei prezzi di un singolo titolo, la volatilità di portafoglio tiene conto delle correlazioni e delle interazioni tra gli strumenti finanziari all'interno di un portafoglio. Questo fornisce una valutazione più accurata del rischio complessivo dell'intero portafoglio.

Supponiamo ad esempio di avere un portafoglio che comprende azioni di diverse società, obbligazioni e un fondo comune di investimento immobiliare. Ogni componente del portafoglio ha la propria volatilità individuale. Tuttavia, quando vengono combinati, le correlazioni tra gli strumenti possono influenzare la volatilità complessiva del portafoglio.

Ad esempio, se le azioni di società A e società B sono altamente correlate, il loro prezzo può muoversi in modo simile. Ciò potrebbe aumentare la volatilità del portafoglio se entrambe le azioni subiscono fluttuazioni significative. D'altra parte, se le obbligazioni nel portafoglio hanno una bassa correlazione con le azioni, possono offrire una certa stabilità e ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.

La Correlazione

La correlazione tra le diverse asset class svolge un ruolo fondamentale nella gestione della volatilità di portafoglio. La correlazione misura la relazione statistica tra due asset class e può variare da -1 a +1.

  • Correlazione positiva: Se due asset class hanno una correlazione positiva, significa che tendono a muoversi nella stessa direzione. Ad esempio, le azioni e i titoli ad alto rendimento possono avere una correlazione positiva perché entrambi sono influenzati dagli stessi fattori di mercato, come le condizioni economiche generali. Quando le azioni salgono, è probabile che anche i titoli ad alto rendimento si apprezzino, aumentando la volatilità complessiva del portafoglio.
  • Correlazione negativa: Se due asset class hanno una correlazione negativa, significa che tendono a muoversi in direzioni opposte. Ad esempio, le obbligazioni di qualità elevata e gli asset rifugio, come l'oro, possono avere una correlazione negativa con le azioni. Durante periodi di turbolenza dei mercati azionari, gli investitori spesso cercano sicurezza nelle obbligazioni o nell'oro, che possono agire come un'assicurazione contro la volatilità del mercato.
  • Correlazione neutra o scarsa: Alcune asset class possono avere una correlazione neutra o scarsa tra loro, il che significa che non vi è una relazione significativa tra i loro movimenti di prezzo. Ad esempio, le obbligazioni di qualità elevata possono avere una correlazione neutra con i mercati azionari. Questo può essere utile per la riduzione della volatilità di portafoglio, poiché l'inclusione di asset con correlazione neutra può contribuire a mitigare il rischio complessivo.

L'utilizzo di asset class con correlazione negativa o neutra può essere una strategia efficace per diversificare il portafoglio e ridurre la volatilità. In questo modo, quando una parte del portafoglio subisce una performance negativa, l'altra parte può compensare le perdite o mantenere una certa stabilità.

Ad esempio, un investitore potrebbe allocare parte del suo portafoglio in azioni e parte in obbligazioni di qualità elevata. Durante periodi di forti cali dei mercati azionari, le obbligazioni possono agire come un'ammortizzatore per le perdite, riducendo la volatilità complessiva del portafoglio. D'altra parte, quando i mercati azionari sono in crescita, le azioni possono fornire un'opportunità di rendimento più elevato, bilanciando il portafoglio.

La comprensione della correlazione tra le varie asset class è essenziale per costruire un portafoglio ben diversificato e gestire la volatilità complessiva. Effettuare un'analisi approfondita della correlazione storica e monitorare regolarmente le dinamiche di correlazione può aiutare gli investitori a prendere decisioni più informate nella gestione del rischio del portafoglio.

Gestione della volatilità di portafoglio

La gestione della volatilità di portafoglio è essenziale per creare un portafoglio bilanciato che offra un'adeguata combinazione di rischio e rendimento e non può prescindere da una adeguata comprensione del grado di correlazione tra i vari elementi presenti nel portafoglio. Ecco alcune strategie comuni utilizzate per gestire la volatilità di portafoglio:

  • Diversificazione: Una delle principali strategie per ridurre la volatilità di portafoglio è la diversificazione. Investire in una varietà di asset classes, settori e geografie può aiutare a ridurre il rischio complessivo del portafoglio. Quando un'area del mercato è sotto pressione, altre aree possono compensare le perdite.
  • Asset allocation: L'allocazione degli asset è un processo di bilanciamento degli investimenti tra azioni, obbligazioni, liquidità e altri strumenti finanziari che tiene conto degli obiettivi di rischio e rendimento dell'investitore. Una corretta allocazione degli asset può aiutare a ridurre la volatilità di portafoglio distribuendo il capitale in modo equilibrato tra diverse classi di attività che hanno diversi profili di rischio e rendimento.
  • Uso di strumenti di copertura (hedging): Gli strumenti di copertura, come i contratti futures o le opzioni, possono essere utilizzati per mitigare il rischio di fluttuazione dei prezzi. Ad esempio, un investitore può acquistare contratti futures per proteggere il proprio portafoglio dalle perdite in caso di una significativa correzione di mercato.
  • Riequilibrio periodico: È importante monitorare regolarmente il portafoglio e riequilibrarlo se necessario. Ciò implica vendere o acquistare determinati asset per riportare l'allocazione agli obiettivi prefissati. Il riequilibrio periodico può aiutare a mantenere una volatilità di portafoglio controllata nel tempo.

Effetti della volatilità sui rendimenti

La volatilità può avere effetti significativi sui rendimenti degli investimenti a breve, medio e lungo termine. Vediamo come la volatilità può influenzare i diversi orizzonti temporali:

  • Rendimenti a breve termine: A breve termine, la volatilità può causare fluttuazioni significative dei prezzi degli asset. I movimenti di mercato improvvisi e la volatilità possono creare opportunità per i trader a breve termine di trarre profitto dalle oscillazioni dei prezzi. Tuttavia, la volatilità può anche portare a perdite se le previsioni di mercato sono errate. Gli investitori a breve termine devono monitorare attentamente la volatilità e adottare strategie che si adattino alle condizioni di mercato.
  • Rendimenti a medio termine: A medio termine, la volatilità può avere un impatto sia positivo che negativo sui rendimenti degli investimenti. Se la volatilità è elevata, potrebbe esserci una maggiore probabilità di fluttuazioni significative dei prezzi, che potrebbero portare a perdite. Tuttavia, la volatilità può anche creare opportunità di acquisto per gli investitori che cercano di capitalizzare su azioni o asset sottostanti che sono sopravvalutati o sottovalutati. Gli investitori a medio termine dovrebbero adottare un approccio bilanciato, considerando sia i rischi che le opportunità che la volatilità può presentare.
  • Rendimenti a lungo termine: A lungo termine, la volatilità può essere attenuata e i rendimenti tendono a essere meno influenzati dalle fluttuazioni di breve periodo. Nel corso di molti anni, i mercati finanziari tendono a mostrare una tendenza al rialzo generale nonostante la volatilità a breve termine. Gli investitori a lungo termine possono trarre vantaggio dalla volatilità attraverso l'effetto della mediazione: l'acquisto di asset a prezzi più bassi durante periodi di volatilità può portare a rendimenti superiori nel lungo periodo quando i prezzi si riprendono. La chiave è avere una visione a lungo termine e una strategia di investimento solida che tenga conto della volatilità come parte integrante del processo di investimento.
È importante comunque sottolineare che gli effetti della volatilità possono variare a seconda del tipo di asset o classe di attività considerata, nonché delle condizioni specifiche di mercato. Gli investitori devono valutare attentamente i propri obiettivi, la tolleranza al rischio e l'orizzonte temporale per adottare una strategia di investimento appropriata che tenga conto degli effetti della volatilità sui rendimenti.

lunedì 22 maggio 2023

49 - La Volatilità e la Varianza

La volatilità delle azioni e la varianza sono due concetti strettamente correlati. La varianza è un'altra misura statistica utilizzata per valutare la dispersione dei dati rispetto alla loro media. La volatilità è semplicemente la radice quadrata della varianza.

Volatilità

La volatilità delle azioni è un concetto fondamentale nel mondo degli investimenti e del trading. Rappresenta la misura della variazione dei prezzi delle azioni nel tempo e riflette l'incertezza e il rischio associati a un particolare titolo o a un mercato nel suo complesso. In altre parole, la volatilità indica quanto velocemente e in che misura il prezzo di un'azione può fluttuare.

Come Misurare la Volatilità passo passo

Ci sono diversi metodi per misurare la volatilità, ma il più comune è l'utilizzo della deviazione standard dei rendimenti giornalieri o dei rendimenti storici.

La deviazione standard è una misura statistica che indica quanto i dati si discostano dalla media. Applicata ai rendimenti delle azioni, la deviazione standard misura l'ampiezza delle fluttuazioni dei prezzi rispetto alla loro media nel tempo. Una deviazione standard più alta indica una maggiore volatilità, mentre una deviazione standard più bassa indica una volatilità ridotta.

Per calcolare la volatilità mensile di un qualsiasi titolo, è necessario avere a disposizione un set di dati storici che contenga i prezzi di chiusura delle azioni per ogni giorno lavorativo del mese preso in considerazione. 

Ecco i passaggi per calcolare la volatilità mensile:

  1. Calcolare i rendimenti giornalieri: Calcola la variazione percentuale tra il prezzo di chiusura di ogni giorno e il prezzo di chiusura del giorno precedente. Ad esempio, supponiamo di avere i seguenti rendimenti giornalieri per il mese di maggio.
    Ad esempio .
        1 maggio: +1%
        2 maggio: -0.5%
        3 maggio: +0.8%
        ...
        31 maggio: +0.2%

  2. Calcolare la media dei rendimenti giornalieri: Somma tutti i rendimenti giornalieri e dividi per il numero totale di giorni lavorativi nel mese.

    Ad esempio, supponiamo che ci siano stati 22 giorni lavorativi a maggio e la somma dei rendimenti giornalieri sia 5%. Quindi, la media dei rendimenti giornalieri sarà 5% / 22 = 0.2273% (arrotondato a quattro decimali)

  3. Calcolare le differenze tra i rendimenti giornalieri e la media: Sottrai la media dei rendimenti giornalieri da ciascun rendimento giornaliero e registra le differenze.
    Continuando nel nostro esempio:
        Differenza 1 maggio: +0.7727% (= 1% - 0.2273%)
        Differenza 2 maggio: -0.7273% (= -0.5% - 0.2273%)
        Differenza 3 maggio: +0.5727% (= 0.8% - 0.2273%)
        ...
        Differenza 31 maggio: -0.0273% (= 0.2% - 0.2273%)

  4. Calcolare il quadrato delle differenze: Eleva al quadrato ciascuna delle differenze calcolate al punto precedente.
    Sempre continuando nel nostro esempio:
        Quadrato della differenza 1 maggio: 0.59719729% (= 0.7727%^2)
        Quadrato della differenza 2 maggio: 0.53030329% (= -0.7273%^2)
        Quadrato della differenza 3 maggio: 0.32798729% (= 0.5727%^2)
        ...
        Quadrato della differenza 31 maggio: 0.00074329% (= -0.0273%^2)

  5. Calcolare la media dei quadrati delle differenze: Somma tutti i quadrati delle differenze e dividi per il numero totale di giorni lavorativi nel mese.

        Somma dei quadrati delle differenze = 2.87654906%
        Media dei quadrati delle differenze = 0.13075314% (arrotondato a otto decimali)

  6. Calcolare la volatilità mensile: Prendi la radice quadrata della media dei quadrati delle differenze calcolata al punto precedente. Questo valore rappresenterà la volatilità mensile del titolo scelto.

    Radice quadrata della media dei quadrati delle differenze = √0.13075314% ≈ 0.3617% (arrotondato a quattro decimali)

    Concludendo il nostro esempio, quindi, possiamo dire che la volatilità mensile del nostro titolo per il mese preso in considerazione è approssimativamente del 0.3617%. Ciò indica che, in media, ci si può aspettare che i prezzi fluttuino di circa lo 0.3617% al mese. Maggiore è la volatilità, maggiore è la probabilità di fluttuazioni significative dei prezzi delle azioni nel periodo considerato.

È importante notare che il calcolo della volatilità si basa sui dati storici e rappresenta una stima della volatilità futura delle azioni. Tuttavia, le condizioni di mercato possono cambiare nel tempo e influenzare la volatilità effettiva delle azioni. Pertanto, è sempre consigliabile prendere in considerazione anche altri fattori e utilizzare più strumenti di analisi per valutare il rischio e prendere decisioni di investimento informate.

Varianza

Mentre la deviazione standard viene comunemente utilizzata per misurare la volatilità delle azioni, la varianza fornisce una misura più dettagliata della dispersione dei dati rispetto alla media, rispetto alla deviazione standard. La varianza tiene conto di tutte le differenze individuali dai dati di riferimento e le eleva al quadrato, permettendo di valutare quanto i dati si discostano dalla media in modo più accurato.

Tuttavia, la varianza può essere più difficile da interpretare perché è espressa in unità di misura quadratiche rispetto ai dati originali. Pertanto, la deviazione standard, che è la radice quadrata della varianza, viene spesso utilizzata perché ritorna ai valori originali e fornisce una misura più intuitiva della volatilità.

Quindi, mentre la varianza offre una misura più dettagliata della dispersione, la deviazione standard (che è la radice quadrata della varianza) è più comunemente utilizzata per valutare e confrontare la volatilità delle azioni e dei mercati. La varianza rappresenta la media dei quadrati delle differenze tra i dati e la loro media. Un valore di varianza più elevato indica una maggiore dispersione dei dati e, di conseguenza, una volatilità più alta.

Per calcolare la varianza dei rendimenti delle azioni, è necessario elevare al quadrato le differenze tra i rendimenti giornalieri e la loro media, quindi calcolare la media di questi quadrati. Successivamente, è possibile ottenere la volatilità prendendo la radice quadrata della varianza.

Mentre la varianza può essere utile per l'analisi approfondita della volatilità, la deviazione standard è più comunemente utilizzata perché è espressa nella stessa unità di misura dei dati originali, facilitando l'interpretazione e il confronto tra diverse azioni o mercati.

Ad esempio:

supponiamo di confrontare due azioni: Azione A e Azione B. La volatilità dell'Azione A è espressa da una deviazione standard del 10%, mentre la volatilità dell'Azione B è di 15%. Possiamo concludere che l'Azione B è più volatile dell'Azione A perché ha una deviazione standard più alto; allo stesso modo, se confrontiamo le varianze delle stesse due azioni, potremmo trovare una varianza dell'Azione A pari a 100 e una varianza dell'Azione B pari a 225. La varianza dell'Azione B è maggiore, indicando una maggiore dispersione dei dati rispetto alla media rispetto all'Azione A.

In sostanza, la volatilità delle azioni e la varianza forniscono informazioni importanti agli investitori per valutare il rischio associato a un'azione o a un mercato. La volatilità misurata dalla deviazione standard è più comunemente utilizzata per valutare e confrontare la volatilità tra diverse azioni, mentre la varianza offre una misura più approfondita della dispersione dei dati rispetto alla media. Entrambi i concetti sono utili per prendere decisioni di investimento informate e gestire il rischio.

giovedì 26 gennaio 2023

40. Opzioni ed Earnings 101

Le opzioni sono strumenti finanziari che danno agli investitori la possibilità di acquistare o vendere un'azione a un prezzo prestabilito in una data futura. Ci sono due tipi principali di opzioni: opzioni call e opzioni put. Un'opzione call dà al proprietario il diritto di acquistare un'azione a un prezzo prestabilito, mentre un'opzione put dà al proprietario il diritto di vendere un'azione a un prezzo prestabilito.

Una earnings call è una conference call in cui la gestione di un'azienda presenta i risultati finanziari trimestrali agli analisti e agli investitori. Durante un earnings call, gli analisti hanno la possibilità di porre domande alla gestione sui risultati e sugli obiettivi futuri dell'azienda. Gli utili sono spesso considerati un indicatore chiave della performance di un'azienda e possono avere un impatto significativo sul prezzo delle azioni. Il periodo degli earnings è sempre un momento di incertezza per il mercato, pertanto è importante essere informati e preparati per gestire al meglio gli investimenti.

Durante il periodo degli earnings, le azioni di una società possono essere soggette a un aumento della volatilità, noto come "volatility spike". Questo può essere causato dall'incertezza riguardo ai risultati finanziari della società o dalla reazione del mercato alle notizie. La volatilità del mercato può però aumentare significativamente anche durante un earnings call, poiché gli investitori reagiscono ai risultati finanziari presentati ed alle prospettive della gestionein tempo reale. Ciò può creare opportunità per i trader che utilizzano le opzioni (che, ricordiamo, sono contratti finanziari che danno al possessore il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere un attivo sottostante a un certo prezzo entro un certo periodo di tempo).

Durante il periodo degli earnings gli investitori che utilizzano le opzioni per coprire il rischio potrebbero voler:

  1. acquistare opzioni call temendo un rialzo del prezzo del titolo mentre detengono una posizione short
  2. acquistare opzioni put  temendo invece un ribasso e proteggere una posizione già in portafoglio

mentre li investitori che utilizzano le opzioni per guadagnare puntando in modo direzionale potrebbero voler:

  1. acquistare opzioni call, questa può rivelarsi una strategia redditizia se il prezzo delle azioni aumenta dopo la pubblicazione dei risultati.
  2. acquistare opzioni put, questa può rivelarsi una strategia redditizia se il prezzo delle azioni diminuisce dopo la pubblicazione dei risultati.

Straddle

I trader più evoluti possono anche utilizzare una strategia nota come straddle, in cui acquistano sia un'opzione call che un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e la stessa data di scadenza. Questa strategia può essere redditizia se il prezzo delle azioni subisce una significativa volatilità in entrambe le direzioni dopo la pubblicazione dei risultati. Infatti la strategia di trading opzioni "straddle" nasce per essere utilizzata proprio per trarre profitto da questa volatilità. La straddle consiste nell'acquisto sia di un'opzione "call" che di un'opzione "put" sullo stesso titolo azionario, entrambe con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. In questo modo, il trader è in grado di trarre profitto sia dalla crescita del prezzo delle azioni che dalla loro diminuzione. 

Un esempio di come utilizzare la strategia di straddle durante il periodo degli earnings potrebbe essere il seguente: Supponiamo che un trader voglia investire in azioni di una società XYZ che sta per rilasciare i suoi risultati trimestrali. Il trader potrebbe acquistare contemporaneamente un'opzione call con un prezzo di esercizio di $50 e un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. Se i risultati trimestrali della società XYZ superano le aspettative e il prezzo delle azioni aumenta a $55, l'opzione call diventa in-the-money e il trader può esercitarla per farsi assegnare le azioni a $50 e rivenderle a $55, realizzando un profitto. Se i risultati trimestrali della società XYZ non soddisfano le aspettative e il prezzo delle azioni scende a $45, l'opzione put diventa in-the-money e il trader può esercitarla per vendere le azioni a $50 aprendo così una posizione short e ricomprarle subito dopo a $45 e lucrando la differenza.

Tuttavia, è importante notare che questa strategia comporta anche un maggiore rischio rispetto ad altre strategie di trading e deve essere utilizzata con cautela e dietro attenta valutazione. Il rischio principale delle strategie di straddle è che il prezzo delle azioni non si muova abbastanza in una direzione o nell'altra per generare un profitto, continuando l'esempio precedente:

I risultati trimestrali della società XYZ non superano né sottoperformano le aspettative e il prezzo delle azioni rimane stabile a $50. In questo caso, entrambe le opzioni call e put diventano fuori dal denaro e il trader non può esercitarle per generare un profitto. Inoltre, il trader perde l'importo investito nelle opzioni call e put.

In questo caso, il trader potrebbe perdere l'importo investito nelle opzioni call e put. 

Per ridurre il rischio, alcuni trader utilizzano tecniche come il "rolling" delle opzioni, che consiste nell'estendere la scadenza delle opzioni o nel modificare il prezzo di esercizio per adattarsi alle condizioni del mercato. 

Strangle

I trader più evoluti possono infine utilizzare una strategia di trading nota come "strangle" può essere utilizzata per trarre profitto dall'aumento della volatilità durante il periodo degli earnings. Una strangle consiste nell'acquisto sia di un'opzione "call" che di un'opzione "put" sullo stesso titolo azionario, ma con prezzi di esercizio differenti. In questo modo, il trader è in grado di trarre profitto sia dalla crescita del prezzo delle azioni che dalla loro diminuzione, anche se in misura minore rispetto al straddle.

Per esempio, un trader potrebbe acquistare un'opzione call con un prezzo di esercizio di $55 e un'opzione put con un prezzo di esercizio di $45 su un titolo azionario con un prezzo attuale di $50. Se il prezzo delle azioni aumenta a $60 durante il periodo degli earnings, l'opzione call diventa in-the-money e il trader può esercitarla per acquistare le azioni a $55 e rivenderle a $60, realizzando un profitto. Se invece il prezzo delle azioni scende a $40, l'opzione put diventa in-the-money e il trader può esercitarla per vendere le azioni a $45, evitando una perdita maggiore.

Pur non essendo direzionale, anche la strategia Straddle presenta dei rischi.
Continuando l'esempio precedente, un esempio di come la strategia di straddle possa non funzionare durante il periodo degli earnings potrebbe essere il seguente:

Supponiamo che un trader voglia investire in azioni di una società XYZ che sta per rilasciare i suoi risultati trimestrali. Il trader decide di utilizzare la strategia di straddle e acquista contemporaneamente un'opzione call con un prezzo di esercizio di $50 e un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. I risultati trimestrali della società XYZ non superano né sottoperformano le aspettative e il prezzo delle azioni rimane stabile a $50. In questo caso, entrambe le opzioni call e put diventano fuori dal denaro e il trader non può esercitarle per generare un profitto. Inoltre, il trader perde l'importo investito nelle opzioni call e put.

Questo esempio mostra come la strategia di straddle possa essere rischiosa, soprattutto se non si verificano gli attesi movimenti significativi del prezzo delle azioni. 

giovedì 26 settembre 2019

8. Altria & Co. - Note di Strategia




A volte sembra che il mercato segua con attenzione i miei acquisti e si coordini per sabotarli.


Titoli fino al giorno prima solidissimi, con fondamentali apparentemente inattaccabili e P/E ad una cifra che, inesorabilmente, vengono affondati da ondate di vendite apparentemente inspiegabili, annunci di fusioni e/o acquisizioni inaspettate e successive smentite dopo giorni di titoli di giornale da incubo...


...mancano solo l'invasione delle cavallette e la pioggia di rane e siamo a posto.






Purtroppo a volte tutto questo accade insieme, come in questi giorni con un titolo come Altria, capace di perdere quasi il 20 % in un mese.





Prima si inizia a parlare di una fusione con la sua vecchia gemella di Philip Morris International, poi Juul, di cui ha comprato il 35% per un 13 miliardi (!!!) di dollari solo un anno fa, viene attenzionata da FDA & Co. per una serie di problematiche, tra cui pratiche commerciali scorrette (ingannevoli) e presunta nocività dei suoi prodotti, gli stessi prodotti che, nel giro di pochi giorni, vengono eliminati dal mercato Cinese, banditi dal mercato Indiano e grandemente limitati su quello US.




Se già stare calmi, seduti, è difficile, immaginare che dietro tutto questo non ci sia una regia volta a farci impazzire lo è ancora di più.





Scherzi a parte, situazioni di questo genere ci aiutano ad apprezzare, sempre di più, l'operare con opzioni su scadenze corte (riducendo il rischio di finire ITM) e sempre coperti.





A volte per dormire tranquilli, staccare le mani dalla tastiera è la cosa migliore da fare...


...purtroppo, come spesso si  sente dire, nemo propheta patria sua, e nel tentativo di limitare le perdite teoriche sono finito assegnato per 300 Altria anzichè 0, e aumentato l'esposizione potenziale di altre 500.



Monitoriamo da vicino la situazione che sembra passare dal grigio al nero.





venerdì 23 agosto 2019

6. Il Rischio





Il concetto di rischio è, per molti versi, evanescente e si presta a molteplici definizioni, soprattutto in ambito finanziario.


Mentre molte persone lo apprezzano in termini di volatilità e quindi considerano più rischiosi quei titoli che hanno ampie oscillazioni e meno rischiosi quelli dall'andamento più regolare io mi permetto di dissentire.


Questo perché da un lato ho dalla mia parte un orizzonte temporale medio lungo (e sono consapevole che i risultati si devono misurare alla fine e non all'inizio) e dall'altro sono oramai abituato ad operare con strumenti finanziari quali le opzioni (e quindi a "vendere volatilità"). Per me il rischio, quello vero, è quello della perdita permanente del capitale il resto è solo rumore.





Nelle mie analisi utilizzo varie categorie di rischio:





Anzitutto nel valutare SE investire:


1. Rischio Mercato.




E' impossibile da evitare per definizione se non rimanendo fuori dal mercato. 


Anche il più prudente degli investitori che partecipa comprando un ETF con tutti i titoli del mercato ne è vulnerabile.


Grandi avvenimenti improvvisi ed imprevisti (i famosi Cigni Neri di Taleb), shock di mercato di grande entità (il fallimento di Lehman Brothers) travolgono tutto e tutti. L'unico modo per restarne immuni è restare fuori dal mercato (e a volte neanche quello basta...).


2. Rischio Individuale (Fondamentale e di Valutazione)



Il Rischio individuale è il rischio relativo al singolo emittente.


E' il rischio che viene ridotto dalla diversificazione.





Guardiamo a quanto è accaduto al titolo di Pacific Gas and Electric Company (NYSE:PCG), costretta a richiedere la bancarotta a seguito degli incendi in Florida del 2018.





Per proteggersi da questo tipo di rischio è quindi utile diversificare adeguatamente il proprio portafoglio e, soprattuto praticare la propria due diligence in sede di acquisto dei vari titoli andando ad analizzare i fondamentali della Società.

Una sfumatura importante del rischio fondamentale e quello della valutazione.

Al momento dell'acquisto del titolo corriamo il rischio non solo di comprare una parte di una società che domani potrebbe fallire (e quindi arrivare a valere zero), ma anche, più spesso, quello di pagare un buon titolo troppo rispetto al valore reale del business sottostante.

Anche se quest'ultimo scenario potrebbe sembrarci meno grave, dobbiamo considerare le conseguenze che esso porta con se. Infatti se paghiamo 60 euro per un titolo la cui corretta valutazione sarebbe 50 euro non solo l'investimento è più rischioso rispetto ad averlo pagato 40 euro, ma anche i profitti che possiamo aspettarcene sono decisamente inferiori sia in valore assoluto che in termini percentuali. In sostanza pagando troppo, rischiamo di più per guadagnare di meno.


3. Rischio Illiquidità.




E' un rischio legato all'investitore.

Mai investire soldi che non si è disposti a perdere e mai essere 100% investiti, in caso di bisogno si sarebbe costretti a liquidare posizioni in perdita o a rinunciare a cogliere opportunità interessanti.


Gestione del rischio.



Un'adeguata diversificazione unita ad una attenta pianificazione finanziaria tendono entrambe a ridurre i rischi che, comunque, sono inevitabili.


L'operatività con le opzioni può aiutare a ridurre il rischio, in particolare la continua vendita di covered call OTM a breve scadenza aiuta a generare un cash flow costante che, aumentando le redditività dei propri investimenti ne riduce contemporaneamente il rischio.





55 - Opzioni e Volatilità - 505 Scarsa Volatilità

Il problema di troppo poca volatilità, cosa c'è dietro La vendita di opzioni è una strategia di investimento che può essere molto reddit...