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mercoledì 28 giugno 2023

54 - Volatilità nelle Opzioni: Guida completa alla Volatilità Storica ed Implicita

La volatilità è un concetto chiave nel mondo delle opzioni e uno dei fattori più importanti da considerare per i trader. Essa rappresenta la misura delle fluttuazioni dei prezzi degli strumenti finanziari nel tempo. La volatilità può essere suddivisa in due categorie principali: volatilità storica e volatilità implicita. In questo articolo, esploreremo la differenza tra le due e spiegheremo come calcolare entrambe per prendere decisioni informate nel trading di opzioni.

Volatilità Storica

Come abbiamo visto in un a volatilità storica è una misura retrospettiva delle fluttuazioni dei prezzi di un asset finanziario nel corso del tempo. Per calcolare la volatilità storica, è necessario disporre di un set di dati storici dei prezzi. Il calcolo della volatilità storica coinvolge diversi passaggi, ma una delle formule più comuni utilizzate è la deviazione standard dei rendimenti giornalieri. La deviazione standard misura quanto i prezzi degli asset si discostano dalla loro media. Maggiore è la deviazione standard, maggiore è la volatilità storica dell'asset.

Volatilità Implicita

La volatilità implicita è una misura delle aspettative future del mercato riguardo alla volatilità di un asset sottostante. Essa viene spesso espressa come una percentuale e rappresenta la volatilità "imposta" dal mercato sul prezzo delle opzioni. La volatilità implicita può essere influenzata da diversi fattori, come eventi economici, notizie di mercato o annunci societari. Per calcolare la volatilità implicita, vengono utilizzati i prezzi delle opzioni negoziate sul mercato. Esistono modelli matematici complessi, come il modello Black-Scholes, che consentono di stimare la volatilità implicita.

Calcolo della Volatilità Storica:

Per calcolare la volatilità storica, segui questi passaggi:

  1. Raccogli un set di dati storici dei prezzi dell'asset.
  2. Calcola i rendimenti giornalieri sottraendo il prezzo di chiusura del giorno precedente dal prezzo di chiusura del giorno corrente e dividendo il risultato per il prezzo di chiusura del giorno precedente.
  3. Calcola la deviazione standard dei rendimenti giornalieri per l'intero periodo di osservazione.
  4. Moltiplica la deviazione standard per la radice quadrata del numero di giorni di trading in un anno per ottenere la volatilità storica annuale.

Calcolo della Volatilità Implicita:

Calcolare la volatilità implicita è un processo più complesso che coinvolge l'utilizzo di modelli matematici come il modello Black-Scholes. Tuttavia, esistono diverse piattaforme di trading che forniscono la volatilità implicita stimata per le opzioni negoziate sul mercato. Queste stime sono spesso disponibili come "greeks" nelle opzioni, come ad esempio la gamma, la delta e la vega.

La volatilità implicita può essere calcolata inversamente utilizzando il modello Black-Scholes. Invece di stimare il prezzo delle opzioni sulla base di una volatilità implicita data, è possibile utilizzare il prezzo delle opzioni e retrocedere per ottenere una stima della volatilità implicita. Ciò può essere fatto mediante l'uso di metodi di approssimazione numerica come il metodo di Newton-Raphson o l'uso di fogli di calcolo con funzioni specifiche per il calcolo della volatilità implicita.

L'importanza della volatilità nelle opzioni è dovuta al fatto che le opzioni sono influenzate dalla variazione dei prezzi dell'asset sottostante. Una maggiore volatilità aumenta la probabilità che l'opzione raggiunga il suo prezzo di esercizio e, quindi, può aumentare il suo valore. Al contrario, una volatilità ridotta può ridurre il valore delle opzioni. Comprendere e monitorare sia la volatilità storica che quella implicita può aiutare i trader a prendere decisioni informate sul trading di opzioni.

In conclusione, la volatilità nelle opzioni è un fattore cruciale da considerare per i trader. La volatilità storica rappresenta le fluttuazioni passate dei prezzi dell'asset, mentre la volatilità implicita riflette le aspettative future del mercato. Il calcolo di entrambe le volatilità richiede l'utilizzo di formule e metodi specifici. Monitorare e comprendere la volatilità può fornire agli operatori una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità legate alle opzioni e può aiutare a prendere decisioni di trading più informate.

mercoledì 31 maggio 2023

53 - Covered Call e titoli a Dividendi: una strategia per aumentare i rendimenti

Se possiedi delle azioni che pagano dei dividendi e vuoi incrementare il tuo flusso di cassa, una strategia che puoi utilizzare è quella delle covered call. Si tratta di vendere delle opzioni call sulle azioni che hai in portafoglio, ricevendo un premio che si aggiunge ai dividendi. In questo modo, puoi ottenere un rendimento maggiore rispetto al solo possesso delle azioni, ma devi anche essere consapevole dei rischi e delle meccaniche di questa operazione.

Cos'è una covered call?

Una covered call è una strategia che consiste nel vendere una opzione call su un'azione che si possiede già. Un'opzione call è un contratto che dà il diritto (ma non l'obbligo) all'acquirente di comprare l'azione sottostante a un prezzo prestabilito (detto strike) entro una data di scadenza. Il venditore dell'opzione, invece, ha l'obbligo di consegnare l'azione se l'acquirente esercita il suo diritto. In cambio, il venditore riceve un premio, che è il prezzo dell'opzione.

La strategia della covered call si chiama così perché il venditore dell'opzione ha già le azioni in portafoglio, quindi è "coperto" nel caso in cui debba consegnarle. Se non avesse le azioni, si troverebbe in una situazione di rischio illimitato, perché dovrebbe comprare le azioni sul mercato a un prezzo potenzialmente molto più alto dello strike.

Perché vendere una covered call?

Il motivo principale per vendere una covered call è quello di aumentare il rendimento del proprio portafoglio. Infatti, il premio ricevuto dalla vendita dell'opzione si aggiunge al dividendo pagato dall'azione sottostante, generando un flusso di cassa extra. Inoltre, la vendita dell'opzione riduce il costo medio delle azioni possedute, aumentando il margine di profitto in caso di vendita.

Un altro motivo per vendere una covered call è quello di proteggere il proprio portafoglio da eventuali ribassi del mercato. Infatti, il premio ricevuto dalla vendita dell'opzione funge da cuscinetto contro le perdite potenziali derivanti da una diminuzione del prezzo dell'azione sottostante. In altre parole, la vendita dell'opzione abbassa il punto di pareggio del portafoglio.

Quali sono i rischi di una covered call?

La vendita di una covered call comporta anche dei rischi che devono essere valutati attentamente prima di applicare questa strategia. Il primo rischio è quello di limitare il potenziale di guadagno del portafoglio. Infatti, se il prezzo dell'azione sottostante sale sopra lo strike dell'opzione, il venditore sarà obbligato a consegnare le azioni all'acquirente, perdendo la possibilità di beneficiare dell'aumento del prezzo. In altre parole, la vendita dell'opzione impone un tetto al profitto del portafoglio.

Un altro rischio è quello di dover pagare delle commissioni per la vendita dell'opzione e per la consegna delle azioni. Queste commissioni possono erodere il premio ricevuto e ridurre il rendimento effettivo della strategia. Inoltre, la vendita dell'opzione può avere delle implicazioni fiscali, a seconda della legislazione vigente nel paese in cui si opera.

Come scegliere lo strike e la scadenza di una covered call?

Per applicare efficacemente la strategia della covered call, bisogna scegliere con cura lo strike e la scadenza dell'opzione da vendere. Questi due parametri influenzano infatti il premio ricevuto e il rischio assunto dal venditore.

In generale, uno strike più alto corrisponde a un premio più basso e a un maggior potenziale di guadagno dal rialzo del prezzo dell'azione sottostante. Al contrario, uno strike più basso corrisponde a un premio più alto e a un minor potenziale di guadagno dal rialzo del prezzo dell'azione sottostante.

Per quanto riguarda la scadenza, in generale una scadenza più lunga corrisponde a un premio più alto e a un maggior rischio di dover consegnare le azioni. Al contrario, una scadenza più breve corrisponde a un premio più basso e a un minor rischio di dover consegnare le azioni.

La scelta dello strike e della scadenza dipende quindi dalle aspettative e dalla tolleranza al rischio del venditore. Se si vuole ottenere un rendimento elevato e si è disposti a cedere le azioni in caso di forte rialzo del prezzo, si può optare per uno strike basso e una scadenza lunga. Se invece si vuole mantenere la possibilità di beneficiare del rialzo del prezzo e si è disposti a ricevere un rendimento inferiore, si può optare per uno strike alto e una scadenza breve.

Esempio pratico di covered call

Per illustrare meglio il funzionamento della strategia della covered call, facciamo un esempio pratico. 

Supponiamo che tu abbia in portafoglio 100 azioni Globalx Nasdaq100 Covered Call Ucits Etf (QYLD), un ETF che replica l'indice Nasdaq 100 e che applica la strategia della covered call sulle sue componenti. Questo ETF paga dei dividendi mensili con una cedola annua attorno al 10%. Al momento della scrittura (30 maggio 2023), l'ETF ha un prezzo di 14,944 euro per azione.

Supponiamo che tu voglia aumentare il tuo rendimento vendendo delle opzioni call sull'ETF con scadenza giugno 2023 e strike 15 euro. Il premio per queste opzioni è di 0,15 euro per azione. Vendendo quindi 1 contratto (che corrisponde a 100 azioni), riceverai 15 euro (0,15 x 100) come premio.

A questo punto ci sono tre possibili scenari alla scadenza dell'opzione:

  • Scenario 1: il prezzo dell'ETF rimane sotto lo strike (15 euro). In questo caso l'opzione scade senza valore e tu mantieni le tue 100 azioni QYLD e i relativi dividendi. Il tuo rendimento sarà dato dal premio ricevuto (15 euro) più i dividendi incassati (circa 12 euro) diviso per il costo delle azioni (1494 euro), ovvero circa l'1,8% in un mese.
  • Scenario 2: il prezzo dell'ETF sale sopra lo strike (15 euro). In questo caso l'acquirente dell'opzione eserciterà il suo diritto e tu dovrai consegnargli le tue 100 azioni QYLD al prezzo di 15 euro per azione. Il tuo rendimento sarà dato dalla differenza tra lo strike e il costo delle azioni (15 - 14,944 = 0,056 euro per azione) più il premio ricevuto (0,15 euro per azione) più i dividendi incassati (circa 0,12 euro per azione), ovvero circa il 2% in un mese.
  • Scenario 3: il prezzo dell'ETF sale molto sopra lo strike (ad esempio 16 euro). In questo caso l'esito è lo stesso dello scenario 2: dovrai consegnare le tue 100 azioni QYLD al prezzo di 15 euro per azione. Tuttavia, in questo scenario avrai perso la possibilità di beneficiare del forte rialzo del prezzo dell'ETF. Il tuo rendimento sarà dato dalla differenza tra lo strike e il costo delle azioni (15 - 14,944 = 0,056 euro per azione) più il premio ricevuto (0,15 euro per azione) più i dividendi incassati (circa 0,12 euro per azione), ovvero circa il 2% in un mese.
È importante notare che questo esempio è puramente illustrativo e i risultati possono variare in base alle condizioni di mercato effettive. La strategia della covered call può offrire un'opportunità interessante per aumentare i rendimenti, ma è necessario valutare attentamente i rischi e adattare la strategia alle proprie esigenze e aspettative.

In conclusione, la strategia della covered call può essere una scelta appropriata per gli investitori che desiderano incrementare il flusso di cassa generato dalle azioni con dividendi. Vendere opzioni call sulle azioni in portafoglio può generare un premio aggiuntivo che si somma ai dividendi, offrendo un rendimento complessivo più elevato. Tuttavia, è fondamentale comprendere i rischi associati a questa strategia e scegliere con cura lo strike e la scadenza delle opzioni per adattarli alle proprie aspettative e tolleranza al rischio.

venerdì 26 maggio 2023

51 - Trading e Volatilità

Il trading e la volatilità sono strettamente correlati e giocano un ruolo fondamentale nell'ambiente finanziario. La volatilità dei mercati rappresenta la misura delle fluttuazioni dei prezzi degli strumenti finanziari nel tempo. Per i trader, la volatilità offre opportunità di profitto, ma può anche comportare rischi significativi. Vediamo come la volatilità influisce sul trading e quali strategie possono essere utilizzate per affrontarla.

La volatilità può essere un'arma a doppio taglio per i trader. Da un lato, una maggiore volatilità può fornire maggiori opportunità di profitto. I movimenti dei prezzi più ampi possono creare possibilità di trading più frequenti e potenzialmente più redditizie. I trader che cercano di trarre profitto dalla volatilità possono adottare strategie come il day trading o il trading su eventi specifici, come annunci di guadagni o notizie economiche importanti, che possono generare rapidi cambiamenti dei prezzi.

D'altra parte, la volatilità può anche comportare rischi significativi. Fluttuazioni dei prezzi più ampie possono portare a perdite più consistenti se le previsioni di mercato sono errate o se le posizioni vengono mantenute per un periodo di tempo prolungato senza un adeguato controllo del rischio. I trader devono essere consapevoli dei rischi associati alla volatilità e adottare adeguate strategie di gestione del rischio, come l'utilizzo di stop loss e il dimensionamento appropriato delle posizioni.

Esistono anche diverse strategie specifiche che i trader possono utilizzare per affrontare la volatilità:

  • Breakout trading: Questa strategia coinvolge l'identificazione di livelli chiave di supporto e resistenza e l'apertura di posizioni quando il prezzo supera tali livelli. I trader di breakout cercano di trarre profitto dai movimenti dei prezzi che si verificano dopo una fase di consolidamento o quando un livello significativo viene superato.
  • Trading di opzioni: Le opzioni possono offrire ai trader una maggiore flessibilità nella gestione della volatilità. Ad esempio, l'acquisto di opzioni call o put può consentire ai trader di trarre profitto dai movimenti dei prezzi al rialzo o al ribasso, rispettivamente, con un rischio limitato al premio pagato per l'opzione.
  • Scalping: Il trading di scalp consiste nell'apertura e nella chiusura rapida di posizioni per trarre profitto da piccole fluttuazioni dei prezzi. Questa strategia sfrutta la volatilità a breve termine e richiede una rapida esecuzione delle operazioni.
  • Trading di trend: I trader di tendenza cercano di trarre profitto dai movimenti dei prezzi a lungo termine. Questa strategia coinvolge l'identificazione di trend di mercato e l'apertura di posizioni in linea con la direzione del trend dominante. La volatilità può influenzare la durata e l'intensità dei trend, quindi i trader di tendenza devono essere consapevoli dei rischi associati a una volatilità eccessiva o inaspettata
Nel trading, è importante adottare un approccio disciplinato e avere una solida strategia di gestione del rischio per affrontare la volatilità. Alcuni consigli utili includono:
  • Imposta stop loss: Utilizza ordini di stop loss per limitare le perdite in caso di movimenti avversi dei prezzi. Questo ti consente di proteggere il tuo capitale e limitare il rischio di grandi perdite in caso di improvvisi cambiamenti di mercato.
  • Diversifica il portafoglio: Non mettere tutte le uova in un solo cesto. Distribuisci il tuo capitale su diversi strumenti finanziari, settori o mercati per ridurre l'esposizione a una singola asset class o a movimenti specifici del mercato. La diversificazione può aiutare a mitigare l'impatto della volatilità su un singolo asset o una singola posizione.
  • Adatta la tua strategia alla volatilità: La volatilità può variare nel tempo. Adatta la tua strategia di trading alle condizioni di mercato correnti. In periodi di alta volatilità, potresti preferire strategie più conservative o utilizzare strumenti di copertura per ridurre il rischio. In periodi di bassa volatilità, potresti considerare strategie che sfruttano piccoli movimenti dei prezzi.
  • Mantieni una mentalità equilibrata: La volatilità può essere emotivamente impegnativa per i trader. Mantieni la calma e prendi decisioni razionali basate sui dati e sulla tua strategia. Evita di lasciarti trascinare dalle emozioni e di prendere decisioni impulsivamente.
In conclusione, la volatilità è una caratteristica intrinseca dei mercati finanziari e può offrire sia opportunità che rischi per i trader. Con una corretta gestione del rischio e una strategia ben definita, è possibile affrontare la volatilità e sfruttarne i vantaggi. Mantieni la disciplina, adatta la tua strategia alle condizioni di mercato e cerca sempre di proteggere il tuo capitale.

lunedì 15 maggio 2023

46 - Opzioni su titoli che pagano dividendi

Nell'affrontare la valutazione di opzioni emesse su titoli azionari, è fondamentale considerare l'impatto dei dividendi.

Back to Basic - Che cos'è un dividendo e come funziona?

Certamente sappiamo già che i dividendi sono una porzione dei profitti che vengono regolarmente distribuiti ai possessori di titoli azionari. Ma come funziona?

Durante la fase di dichiarazione, che precede di solito di alcuni giorni o settimane il pagamento effettivo, le società annunciano:

  1. la loro intenzione di distribuire i dividendi
  2. l'importo del dividendo che intendono distribuire
  3. la data ex-dividendo, che indica il momento a partire dal quale il titolo azionario comincerà ad essere negoziato senza il diritto al dividendo. 
  4. la data effettiva di pagamento che, di norma, segue di alcuni giorni la data ex-dividendo.
Tra la data ex-dividendo e la data di pagamento vi è la fare di registrazione, durante la quale vengono ufficialmente identificati i possessori di titoli che avranno diritto al dividendo. Solo i proprietari dei titoli registrati hanno il diritto di incassare il dividendo. 

In Italia, i dividendi vengono distribuiti per lo più una volta all'anno, mentre in altri paesi possono essere distribuiti più volte durante l'anno; alcuni titoli distribuiscono dividendi mensilmente.

Che effetto hanno i dividendi sulle opzioni?

Cosa succede se acquistiamo o vendiamo opzioni su titoli che, prima della data di esercizio, hanno in programma di pagare uno (o più) dividendi? Mentre le opzioni sono protette da eventi come stock split, che rappresentano la suddivisione proporzionale dei titoli azionari (ad esempio da un titolo del valore di 160 vengono creati due titoli del valore di 80 ciascuno), e dagli stock dividend, che prevedono la concessione di nuove azioni ai possessori di azioni esistenti. In altre parole, qualora ciò avvenisse, intervengono meccanismi automatici a tutela del possessori delle opzioni.  Tuttavia, le opzioni non sono protette dai dividendi in denaro, il che significa che il pagamento di un dividendo in denaro non influisce sui termini contrattuali delle opzioni. 

Quindi, qualora una Società deciderà di pagare un dividendo è evidente che ciò influenzerà il prezzo dell'azione sottostante e, conseguentemente, il valore dell'opzione corrispondente. Spesso, ma non sempre, questo è già considerato nel prezzo di acquisto o vendita, il che significa che sia il pagamento effettivo del dividendo che le aspettative ad esso legate possono influire sul valore del premio di un'opzione. Tuttavia, se è vero che il dividendo è già incluso nel valore del premio, è altrettanto vero che una sorpresa in termini di taglio o aumento del dividendo rispetto alla politica dei dividendi esistente può determinare una variazione nel prezzo.

Ma andiamo con ordine.

Note operative conseguenti all'effetto della dichiarazione del dividendo sulle opzioni

Anzitutto è importante considerare che il pagamento dei dividendi può influire sul prezzo delle azioni sottostanti e quindi sull'andamento del prezzo delle opzioni corrispondenti. Infatti spesso si osserva che alla data ex-dividendo il prezzo del titolo azionario diminuisce all'incirca dell'importo del dividendo. È importante notare che, per evitare opportunità di arbitraggio, la riduzione del prezzo del titolo azionario dopo lo stacco del dividendo dovrebbe corrispondere all'ammontare netto del dividendo.

Inoltre, strategicamente:

Opzioni americane: Le opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento prima della data di scadenza. Se detieni un'opzione call americana su un'azione che paga dividendi, potresti decidere di esercitarla prima della data di pagamento del dividendo per beneficiare del flusso di cassa. Al contrario, se detieni un'opzione put americana su un'azione che paga dividendi, potresti scegliere di esercitarla prima del pagamento del dividendo per evitare di incorrere nella perdita dovuta alla diminuzione del prezzo dell'azione causata dal pagamento del dividendo.

Opzioni europee: Le opzioni europee possono essere esercitate solo alla data di scadenza. Ciò significa che non puoi esercitare l'opzione prima del pagamento del dividendo. Tuttavia, anche in questo caso il prezzo dell'opzione potrebbe essere influenzato dalle aspettative di pagamento del dividendo, poiché il mercato tiene conto di tali informazioni nel determinare il prezzo dell'opzione.

Di norma, le opzioni sugli indici azionari sono di tipo europeo; quelle sui singoli titoli azionari sono di norma di tipo americano. 

Effetto dei Dividendi sulle Opzioni CALL

Anzitutto nel caso di un’opzione CALL lo stacco di un dividendo comporta una diminuzione del valore dell’opzione. È quindi evidente che non e mai conveniente esercitare anticipatamente un’opzione CALL emessa su un titolo azionario che non paga dividendi

Nel caso invece di un'opzione CALL emessa su un titolo azionario che paga dividendi durante la vita dell’opzione, l’esercizio anticipato di una call americana può essere conveniente solo immediatamente prima di una data di stacco dei dividendi e solo se

  • l'opzione è ITM (in the money) ed il valore del portafoglio che si ottiene in seguito all’incasso del dividendo supera il valore dell’opzione non esercitata

e se

  • l’ammontare del dividendo è superiore all’interesse che si percepisce sulle somme necessarie per l'acquisto del sottostante

Infatti con l’esercizio anticipato dell'opzione call incasseremo il dividendo ma dovremo versare il controvalore per l'acquisto andando a perdere gli interessi che sarebbero maturati da quel momento fino alla scadenza.

Effetto dei Dividendi sulle Opzioni PUT

Anzitutto nel caso di un’opzione PUT si deve invece considerare che lo stacco di un dividendo comporta un incremento del valore dell’opzione.
Relativamente alla facoltà di esercizio anticipato di un’opzione PUT, il possessore si trova quindi di fronte alla situazione di dover scegliere tra:
  • non esercita l’opzione e quindi perde l’interesse derivante dall’esercizio
  • esercita l'opzione e quindi non trae profitto dal fatto che la put si incrementa di valore in seguito allo stacco di un dividendo
La scelta tra uno e l'altro scenario deriverà dalla condizione in cui si trova il detentore. 
Ad esempio se avesse acquistato l'opzione PUT per proteggere una posizione, potrebbe decidere di non esercitare l'opzione PUT per incassare il dividendo.

domenica 14 maggio 2023

45 - Differenze tra premi delle opzioni e dividendi

 

Benvenuti in questo articolo che vi fornirà una panoramica generale sulle opzioni e sui dividendi e spiegherà la differenza tra le due tipologie di investimento.

Le opzioni sono strumenti finanziari derivati che danno al titolare il diritto, ma non l'obbligo, di comprare o vendere un asset sottostante ad un prezzo prestabilito entro una data di scadenza. Le opzioni possono essere utilizzate per speculare sulle fluttuazioni di prezzo di un'azione, per coprire le perdite in caso di calo di valore dell'asset sottostante o per generare reddito supplementare attraverso la vendita di opzioni.

I dividendi, invece, sono una parte dei profitti di un'azienda che viene distribuita ai suoi azionisti sotto forma di pagamenti in denaro o in azioni. I dividendi sono spesso utilizzati come strumento per generare reddito passivo a lungo termine e sono particolarmente popolari tra gli investitori che cercano stabilità e crescita del valore a lungo termine.

La differenza principale tra le due tipologie di investimento è che le opzioni sono strumenti finanziari derivati che si basano sul prezzo di un asset sottostante, mentre i dividendi sono una parte dei profitti di un'azienda che viene distribuita agli azionisti. Inoltre, mentre le opzioni possono essere utilizzate per speculare sulle fluttuazioni di prezzo di un'azione, i dividendi sono spesso utilizzati come strumento per generare reddito passivo a lungo termine.

Le opzioni e i dividendi sono entrambi strumenti finanziari che possono essere utilizzati per raggiungere obiettivi di investimento diversi. Le opzioni, ad esempio, possono essere utilizzate per speculare sui movimenti di prezzo a breve termine di un'azione, sfruttando l'effetto leva per aumentare i profitti potenziali. D'altra parte, i dividendi possono offrire un flusso costante di reddito a lungo termine, che può essere particolarmente interessante per gli investitori in cerca di stabilità e protezione dal rischio di mercato.

È importante notare che, sebbene le opzioni siano spesso utilizzate per generare profitti a breve termine, esse comportano anche un rischio elevato e possono portare a perdite significative. D'altra parte, i dividendi possono fornire una fonte affidabile di reddito passivo a lungo termine, ma possono anche essere soggetti a fluttuazioni in base alle prestazioni dell'azienda emittente.

Inoltre, la scelta tra opzioni e dividendi dipende dalle esigenze e dagli obiettivi di ogni investitore. Ad esempio, un investitore che cerca di proteggersi dalle fluttuazioni di prezzo delle azioni sottostanti potrebbe preferire le opzioni come strumento di copertura, mentre un investitore che cerca un reddito costante a lungo termine potrebbe preferire i dividendi.

In sintesi, le opzioni e i dividendi sono strumenti finanziari che offrono prospettive diverse agli investitori, in base alle loro esigenze e obiettivi. È importante comprendere le differenze tra le due tipologie di investimento e valutare attentamente i rischi e i benefici prima di decidere quale strategia adottare.

 Introduzione alle opzioni e ai dividendi

Le opzioni e i dividendi sono due tipologie di investimento molto diffuse. L'obiettivo di questo post è fornire una panoramica generale sulle opzioni e sui dividendi e spiegare le differenze tra le due tipologie di investimento.

Le opzioni sono contratti che danno all'acquirente il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere un bene a un prezzo determinato, entro una data stabilita. I dividendi, invece, sono una parte dei profitti di un'azienda distribuiti ai propri azionisti.

Il principale vantaggio delle opzioni è che permettono di investire con un capitale limitato, perché il prezzo dell'opzione è molto inferiore rispetto al prezzo dell'azione sottostante. Inoltre, le opzioni offrono un elevato potenziale di guadagno.

I dividendi, invece, offrono un flusso di reddito costante e affidabile ai propri investitori, grazie alla distribuzione periodica dei profitti dell'azienda.

In definitiva, la scelta tra opzioni e dividendi dipende dall'obiettivo di investimento dell'investitore e dal suo livello di rischio. Le opzioni sono più rischiose, ma offrono un elevato potenziale di guadagno, mentre i dividendi sono più sicuri, ma offrono rendimenti inferiori.

Come investire in opzioni

In questo post, verranno illustrati i concetti di base delle opzioni e verrà spiegato come investire in opzioni, con esempi pratici.

Le opzioni sono strumenti complessi che richiedono una buona conoscenza degli aspetti tecnici e delle strategie di investimento. La prima cosa da fare quando si vuole investire in opzioni è capire come funzionano. Le opzioni si dividono in due categorie: call e put. Le opzioni call danno il diritto di acquistare un'azione a un prezzo prestabilito entro una data stabilita, mentre le opzioni put danno il diritto di vendere un'azione a un prezzo prestabilito entro una data stabilita.

Per investire in opzioni, è necessario disporre di un conto di trading con un broker specializzato. È importante scegliere un broker affidabile e con una buona reputazione sul mercato.

Una delle strategie più utilizzate dagli investitori è quella di utilizzare le opzioni per coprire le proprie posizioni di mercato, in modo da ridurre il rischio di perdita. Inoltre, le opzioni possono essere utilizzate per generare reddito attraverso la vendita di opzioni call o put.

Per investire in opzioni, è importante avere una buona comprensione degli aspetti tecnici, delle strategie di investimento e dei rischi associati. Si consiglia di investire solo una piccola parte del proprio capitale in opzioni e di utilizzare sempre la gestione del rischio per limitare le perdite.

Come investire in dividendi

In questo post, verranno illustrati le strategie di investimento in dividendi e verrà spiegato come scegliere le azioni giuste per un portafoglio di dividendi.

Investire in dividendi è una strategia di investimento popolare tra gli investitori a lungo termine che cercano una fonte di reddito costante e affidabile. In questo post, esploreremo come investire in dividendi e come scegliere le giuste azioni per il tuo portafoglio.

Per prima cosa, è importante capire cos'è un dividendo. Un dividendo è una porzione dei profitti di un'azienda che viene distribuita ai suoi azionisti. Le società possono scegliere di pagare i dividendi su base regolare, ad esempio ogni trimestre, o sporadicamente. Il rendimento dei dividendi è espresso come percentuale del prezzo delle azioni. Ad esempio, se un'azione costa $ 100 e paga un dividendo annuale di $ 4, il rendimento dei dividendi sarebbe del 4%.

Quando si sceglie un'azione per il proprio portafoglio di dividendi, ci sono diversi fattori da considerare. In primo luogo, è importante guardare il rendimento dei dividendi. Mentre un alto rendimento dei dividendi può sembrare allettante, potrebbe anche indicare un'azienda in difficoltà finanziarie o che sta pagando un dividendo non sostenibile. Una buona regola generale è cercare un rendimento dei dividendi tra il 2% e il 6%.

In secondo luogo, è importante guardare alla crescita dei dividendi. Un'azienda che ha un track record di incremento dei dividendi negli anni precedenti potrebbe essere un'ottima scelta per gli investitori a lungo termine. Ad esempio, la società di bevande Coca-Cola ha aumentato i suoi dividendi per 59 anni consecutivi.

In terzo luogo, è importante guardare ai fondamentali dell'azienda. Una società con una forte posizione finanziaria e un modello di business solido avrà maggiori probabilità di mantenere i suoi dividendi nel tempo. Inoltre, guardare ai settori in cui l'azienda opera può anche essere un fattore importante da considerare.

Una volta che hai selezionato le azioni per il tuo portafoglio di dividendi, è importante monitorarle regolarmente. Le società possono ridurre o eliminare i dividendi in qualsiasi momento e quindi è importante stare attenti ai segnali di avvertimento, come una diminuzione dei profitti o un aumento del debito dell'azienda.

Ci sono diverse strategie che gli investitori possono utilizzare per costruire un portafoglio di dividendi diversificato. Una delle strategie più comuni è quella di utilizzare fondi negoziati in borsa (ETF) che investono in un ampio spettro di azioni che pagano dividendi. Questo aiuta a ridurre il rischio e aumentare la diversificazione del portafoglio.

In definitiva, investire in dividendi può essere una strategia di investimento attraente per gli investitori a lungo termine che cercano una fonte di reddito costante e affidabile. Tuttavia, come con qualsiasi forma di investimento, è importante fare le proprie ricerche e comprendere i rischi e le potenziali ricompense prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Infine, è importante tenere d'occhio la performance delle azioni scelte. Anche se un'azione paga un dividendo allettante, potrebbe non essere un investimento saggio se il prezzo delle azioni sta diminuendo costantemente. Per questo motivo, è importante monitorare l'andamento delle azioni scelte e, se necessario, apportare modifiche al portafoglio di dividendi per garantire un'efficace gestione del rischio.

 Conclusione

In conclusione, le opzioni e i dividendi sono due tipologie di investimento che offrono prospettive diverse agli investitori. Le opzioni sono uno strumento flessibile che può essere utilizzato per speculare, coprire le perdite o generare reddito supplementare, mentre i dividendi sono uno strumento per generare reddito passivo a lungo termine e sono particolarmente popolari tra gli investitori che cercano stabilità e crescita del valore a lungo termine. Tuttavia, è importante ricordare che ogni investimento comporta rischi e che la scelta delle azioni giuste richiede tempo e ricerca. Scegliere le azioni giuste (per dividendi o le opzioni) richiede una valutazione attenta e accurata delle performance delle aziende, nonché una comprensione dei fattori che influenzano il pagamento dei dividendi. Seguendo i consigli di questo post, i lettori potranno fare scelte informate e costruire un portafoglio di dividendi sano e redditizio.

 

 

sabato 13 maggio 2023

44 - Le differenze tra opzioni PUT e CALL

Se sei nuovo al mondo delle opzioni, può sembrare complicato capire le differenze tra le opzioni call e put. Ma non preoccuparti, in questo post ti spiegherò tutto ciò che devi sapere per capire queste due tipologie di opzioni.

Un'altra differenza importante da considerare quando si investe in opzioni è la differenza tra opzioni europee e americane. Le opzioni europee possono essere esercitate solo alla scadenza dell'opzione, mentre le opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento prima della scadenza. Questo significa che le opzioni americane offrono una maggiore flessibilità per l'acquirente, ma di solito hanno un premio più elevato rispetto alle opzioni europee. Tuttavia, la scelta tra opzioni europee e americane dipende dal tuo obiettivo di investimento e dalla tua strategia.

Le opzioni call e put sono entrambe contratti tra acquirente e venditore che danno all'acquirente il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere un'azione ad un prezzo stabilito (il prezzo di esercizio o "strike price") entro una data prestabilita. Le opzioni call e put sono le due tipologie principali di opzioni e ogni opzione può essere utilizzata in modo diverso a seconda delle strategie di investimento.

L'opzione call dà all'acquirente il diritto di acquistare un'azione al prezzo di esercizio, mentre l'opzione put dà all'acquirente il diritto di vendere un'azione al prezzo di esercizio. Ecco alcune differenze chiave tra le due tipologie di opzioni:

Opzioni Call

Un'opzione call dà al proprietario il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare un'azione sottostante ad un prezzo stabilito (noto come prezzo di esercizio o strike price) entro una data specifica (nota come data di scadenza). Il titolare di un'opzione call ha il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare l'asset sottostante, il che significa che può scegliere di esercitare l'opzione se il prezzo dell'asset sottostante è superiore al prezzo di esercizio al momento della scadenza dell'opzione. In altre parole, quando acquisti un'opzione call, sei fondamentalmente scommettendo sull'aumento del prezzo dell'azione sottostante.

Ad esempio, supponiamo che l'azione di Apple sia attualmente a $ 100. Puoi acquistare un'opzione call per Apple ad un prezzo di esercizio di $ 110 e una data di scadenza di tre mesi. Ciò significa che hai il diritto di acquistare l'azione di Apple a $ 110 entro la data di scadenza. Se l'azione di Apple sale a $ 120 entro la data di scadenza, puoi esercitare il tuo diritto e acquistare l'azione a $ 110. In questo caso, avresti realizzato un profitto di $ 10 per azione.

In caso contrario, se l'azione di Apple rimane a $ 100 o scende entro la data di scadenza, la tua opzione call diventa inutile e perdi il costo dell'opzione.

Opzioni Put

Un'opzione put dà al proprietario il diritto, ma non l'obbligo, di vendere un'azione sottostante ad un prezzo stabilito entro una data specifica. Il titolare di un'opzione put ha il diritto, ma non l'obbligo, di vendere l'asset sottostante, il che significa che può scegliere di esercitare l'opzione se il prezzo dell'asset sottostante è inferiore al prezzo di esercizio al momento della scadenza dell'opzione. In altre parole, quando acquisti un'opzione put, sei fondamentalmente scommettendo sulla diminuzione del prezzo dell'azione sottostante.

Ad esempio, supponiamo che l'azione di Tesla sia attualmente a $ 800. Puoi acquistare un'opzione put per Tesla ad un prezzo di esercizio di $ 750 e una data di scadenza di tre mesi. Ciò significa che hai il diritto di vendere l'azione di Tesla a $ 750 entro la data di scadenza. Se l'azione di Tesla scende a $ 700 entro la data di scadenza, puoi esercitare il tuo diritto e vendere l'azione a $ 750. In questo caso, avresti realizzato un profitto di $ 50 per azione.

In caso contrario, se l'azione di Tesla rimane a $ 800 o aumenta entro la data di scadenza, la tua opzione put diventa inutile e perdi il costo dell'opzione.

In entrambi i casi, comunque ed a prescindere dall’esito, il venditore dell'opzione (detto anche "scrittore" o “writer” in inglese) incassa il premio dell'opzione, ovvero il prezzo pagato dall'acquirente per acquistare il diritto di esercitare l'opzione.

Scegliere tra un'opzione call e un'opzione put

Ma come scegliere tra un'opzione call e un'opzione put? Dipende dalla tua previsione sul prezzo dell'azione sottostante. Infatti, se pensi che il prezzo dell'azione aumenterà, potresti considerare l'acquisto di un'opzione call. Se invece pensi che il prezzo dell'azione diminuirà, potresti considerare l'acquisto di un'opzione put. Infatti, riepilogando:

  • Opzioni call: l'acquirente di un'opzione call spera che il prezzo dell'azione sottostante aumenti in modo significativo. Infatti in questo caso l'acquirente può acquistare l'azione al prezzo di esercizio e venderla a un prezzo più elevato, guadagnando la differenza tra il prezzo di esercizio e il prezzo di vendita. Se il prezzo dell'azione sottostante non aumenta, l'acquirente può scegliere di non esercitare l'opzione e perdere solo il costo dell'opzione stessa.
  • Opzioni put: l'acquirente di un'opzione put spera che il prezzo dell'azione sottostante diminuisca. In questo caso, l'acquirente può vendere l'azione al prezzo di esercizio e acquistarla a un prezzo più basso, guadagnando la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto. Se il prezzo dell'azione sottostante non diminuisce, l'acquirente può scegliere di non esercitare l'opzione e perdere solo il costo dell'opzione stessa.

Quali sono le principali differenze tra le opzioni call e le opzioni put?

La principale differenza tra le opzioni call e le opzioni put è che le opzioni call forniscono all'acquirente il diritto di acquistare l'azione sottostante a un prezzo prestabilito, mentre le opzioni put forniscono all'acquirente il diritto di vendere l'azione sottostante a un prezzo prestabilito. In altre parole, le opzioni call offrono la possibilità di acquistare l'azione in un momento futuro ad un prezzo previsto come conveniente, mentre le opzioni put offrono la possibilità di vendere l'azione in un momento futuro ad un prezzo previsto come conveniente.

In conclusione, la comprensione delle differenze tra le opzioni call e le opzioni put è essenziale per investire nel mercato delle opzioni in modo efficace. Ora abbiamo appena iniziato e gettato le basi per quella che, si spera, si rivelerà una base solida per capire come funzionano queste due tipologie di opzioni e perché gli investitori le utilizzano. È importante comunque ricordare che le opzioni sono strumenti complessi e potenzialmente rischiosi. Prima di investire in opzioni, è essenziale capire i rischi associati e valutare attentamente la tua strategia di investimento. La determinazione di un prezzo profittevole, chiave di ogni strategia, per le opzioni call e put richiede un'analisi approfondita che sarà trattata in post futuri. Quindi, continua a seguirci per maggiori approfondimenti su come fare trading di opzioni in modo efficace.

lunedì 20 febbraio 2023

29 - Catturare i Dividendi con le Opzioni

Se è quello che vi state chiedendo, sì è possibile "catturare" i dividendi con opzioni la risposta è si, in vari modi. 

Covered Call

La strategia più semplice consiste nel possedere azioni di un'azienda e contemporaneamente vendere opzioni call su quelle stesse azioni. Quando si vende un'opzione call, si riceve un premio in denaro per concedere all'acquirente delle opzioni il diritto di acquistare le azioni al prezzo di esercizio (strike price) stabilito entro una data stabilita. Il diritto non è un obbligo per il compratore, ma se viene esercitato, il venditore dell'opzione call è obbligato a vendere le azioni al prezzo di esercizio. Tuttavia, se l'azione non viene esercitata, il venditore mantiene le azioni e il premio in denaro ricevuto per la vendita dell'opzione call. Inoltre, quando si possiedono azioni, si è in grado di percepire i dividendi pagati dalle società. Pertanto, utilizzando questa strategia con le opzioni call, è possibile catturare i dividendi e contemporaneamente generare reddito dalla vendita delle opzioni call.

Per esempio, immaginiamo di possedere 100 azioni di un'azienda XYZ che paga un dividendo annuale del 3%. Il valore delle azioni è di $50 al momento. Il prossimo pagamento dei dividendi è previsto tra 3 mesi. In questa situazione, potremmo decidere di utilizzare la strategia di copertura con le opzioni call vendendo opzioni call con strike price di $55 e scadenza tra 3 mesi. In questo caso, potremmo ricevere un premio in denaro per la vendita delle opzioni call, ad esempio $2 per azione. Questo significa che per 100 azioni avremmo ricevuto $200. Nel frattempo, continueremo a percepire i dividendi di $3 per azione, per un totale di $300. Se alla scadenza delle opzioni call, il prezzo delle azioni è rimasto sotto $55, le opzioni non verranno esercitate e noi manterremo le azioni e i premi in denaro ricevuti per la vendita delle opzioni call. In questo caso, avremmo guadagnato $200 dalle opzioni call e $300 dai dividendi, per un totale di $500.

Tuttavia, è importante notare che la copertura con le opzioni call possa anche limitare i potenziali guadagni in caso di aumento del prezzo delle azioni, poiché l'azione deve essere venduta al prezzo di esercizio stabilito nell'opzione call (effetto di selezione inversa sul portafoglio). Inoltre, la vendita di opzioni call comporta anche il rischio di perdere i dividendi in caso di esercizio dell'opzione call prima della data di pagamento dei dividendi.

Se invece il prezzo delle azioni è salito sopra $55 alla scadenza delle opzioni call, le opzioni verranno esercitate e noi saremo obbligati a vendere le azioni al prezzo di esercizio di $55. In questo caso, avremmo guadagnato $200 dalle opzioni call e $300 dai dividendi, per un totale di $500, ma non avremmo partecipato al rialzo del prezzo delle azioni.

È quindi importante notare che questa strategia non è priva di rischi e che la scelta dello strike price, del premio e della scadenza deve essere fatta in modo accurato e secondo una strategia ben precisa. Ad esempio per gestire il rischio nell'utilizzo della strategia di copertura con le opzioni call per catturare i dividendi, ci sono diverse accortezze che possono essere adottate:

  • Una delle principali è la diversificazione del portafoglio. Investire in diverse aziende e settori diversifica il rischio, riducendo contemporaneamente anche l'impatto di una eventuale perdita su una singola posizione.
  • Un'altra tecnica per gestire il rischio è quella di utilizzare le opzioni call con strike price più alto rispetto al prezzo attuale delle azioni. In questo modo, anche in caso di aumento del prezzo delle azioni, si avrà la possibilità di vendere le azioni al prezzo di esercizio delle opzioni.
  • Inoltre, è importante tenere sempre d'occhio la scadenza delle opzioni. Se la scadenza è troppo lontana, c'è il rischio che il prezzo delle azioni cambi in modo significativo prima della scadenza delle opzioni e quindi si potrebbe perdere l'opportunità di catturare i dividendi.

È importante sottolineare che nessuna di queste tecniche è priva di rischi e che la scelta deve essere fatta in base alle proprie esigenze e al proprio profilo di rischio. Inoltre, è sempre necessario tenere conto delle commissioni del broker e delle tasse sui profitti.

Straddle

La strategia di "straddle" è una diversa strategia di opzioni che, pur nascendo per proteggere il proprio portafoglio da determinati rischi, può essere utilizzata anche per catturare i dividendi mentre si protegge il proprio portafoglio dalle fluttuazioni del mercato. La straddle consiste nell'acquisto contemporaneo di un'opzione call e di un'opzione put con lo stesso strike price e scadenza di un titolo già in portafoglio.
Come avremo modo di vedere, la strategia consente di catturare in modo indiretto i dividendi giocando sul

Per utilizzare questa strategia per catturare i dividendi, un investitore acquisterebbe sia un'opzione call che un'opzione put sull'azione che si aspetta paghi un dividendo. In questo modo, l'investitore può catturare i dividendi sia se l'azione sale che se scende.

Se l'azione sale, l'investitore può esercitare l'opzione call e vendere le azioni al prezzo di esercizio, catturando il delta dovuto ai dividendi. Se l'azione scende, l'investitore può esercitare l'opzione put e vendere le azioni in suo portafoglio al prezzo di esercizio, catturando ancora il delta dovuto al pagamento dei dividendi.

Tuttavia, è importante notare che questa strategia comporta un costo maggiore rispetto ad altre, in quanto si acquistano entrambe le opzioni call e put, quindi è importante valutare se il guadagno previsto sui dividendi sia sufficiente a coprire i costi.



lunedì 30 gennaio 2023

27. Mitigare i rischi: strategie efficaci per generare rendimenti elevati - Parte 1 (Bear Put Spread)

Come già sappiamo, la vendita allo scoperto di opzioni put è una strategia di trading che può generare rendimenti elevati, ma comporta anche significativi rischi: un famoso studio sui rendimenti della vendita allo scoperto di opzioni put, infatti, ha mostrato un rendimento medio della strategia del 7,5% all'anno. Certo, a riguardo c'è da dire che il rendimento atteso può variare in base alle condizioni del mercato e alle scelte di investimento specifiche, ma sono sempre ottimi risultati a fronte di rischi che, tutto sommato, possono essere gestiti.

La buona notizia è, infatti, che ci sono diverse strategie efficaci per mitigare questi rischi ed ottenere un rendimento atteso positivo. Una delle principali strategie per mitigare i rischi è l'utilizzo dell'hedging. L'hedging consiste nell'acquisto di un'opzione put o di un'altra attività (ad esempio 50 azioni del sottostante) per coprire il rischio associato alla vendita allo scoperto di una o più opzioni put. In questo modo, in caso di perdita sulle opzione put vendute, il guadagno sull'hedge può compensare (o addirittura - in rari casi - superare) la perdita.

In generale, è importante utilizzare un adeguato rapporto di copertura per minimizzare il rischio. 

  • 2:1, dove per ogni 2 contratti di opzione put venduti, si acquista 1 contratto di opzione put di copertura.
  • 3:2, dove per ogni 3 contratti di opzione put venduti, si acquista 2 contratti di opzione put di copertura.
  • 1:1, dove per ogni contratto di opzione put venduto, si acquista un contratto di opzione put di copertura.

Il rapporto di copertura ideale dipende dalle tue preferenze di rischio e dalla tua situazione finanziaria. In generale, più alto è il rapporto di copertura, maggiore è la protezione contro le perdite potenziali, maggiore è la quantità di capitale necessaria per acquistare l'opzione put di copertura e minore sarà il profitto atteso dall'operazione. In generale, è importante valutare la tua situazione finanziaria e le tue preferenze di rischio per determinare il rapporto di copertura più appropriato per te.

Bear put spread

La strategia di "bear put spread" consiste nella vendita di opzioni put ad un determinato strike price e l'acquisto di una o più opzioni put sul medesimo sottostante ma ad uno strike price inferiore. In questo modo, il trader può limitare il potenziale profitto, ma allo stesso tempo ridurre il rischio associato alla vendita allo scoperto di opzioni put. Solitamente è una tecnica utilizzata per generare profitti in un mercato in rialzo o laterale.

La strategia funziona vendendo, ad esempio, una opzione put con strike a 50 e contemporaneamente comprando opzione put con strike a 47.  Il profitto atteso è limitato e sarà massimo se il prezzo dell'attività sottostante sale o si mantiene sopra il livello dello strike superiore (50) mentre al livello di strike inferiore (47) sarà dove registreremo la perdita massima pari alla differenza tra il premio incassato per l'opzione put venduta, il premio pagato per l'opzione put comprata e la differenza tra i due strike. È quindi chiaro come la differenza tra i due strike possa influire sul potenziale profitto e sul rischio associato alla strategia, in generale, un delta più stretto (ad esempio 50:47) offre meno potenziale profitto ma anche meno rischio, mentre un delta più ampio (ad esempio 50:40) offre più potenziale profitto ma anche maggiore rischio.


giovedì 26 gennaio 2023

40. Opzioni ed Earnings 101

Le opzioni sono strumenti finanziari che danno agli investitori la possibilità di acquistare o vendere un'azione a un prezzo prestabilito in una data futura. Ci sono due tipi principali di opzioni: opzioni call e opzioni put. Un'opzione call dà al proprietario il diritto di acquistare un'azione a un prezzo prestabilito, mentre un'opzione put dà al proprietario il diritto di vendere un'azione a un prezzo prestabilito.

Una earnings call è una conference call in cui la gestione di un'azienda presenta i risultati finanziari trimestrali agli analisti e agli investitori. Durante un earnings call, gli analisti hanno la possibilità di porre domande alla gestione sui risultati e sugli obiettivi futuri dell'azienda. Gli utili sono spesso considerati un indicatore chiave della performance di un'azienda e possono avere un impatto significativo sul prezzo delle azioni. Il periodo degli earnings è sempre un momento di incertezza per il mercato, pertanto è importante essere informati e preparati per gestire al meglio gli investimenti.

Durante il periodo degli earnings, le azioni di una società possono essere soggette a un aumento della volatilità, noto come "volatility spike". Questo può essere causato dall'incertezza riguardo ai risultati finanziari della società o dalla reazione del mercato alle notizie. La volatilità del mercato può però aumentare significativamente anche durante un earnings call, poiché gli investitori reagiscono ai risultati finanziari presentati ed alle prospettive della gestionein tempo reale. Ciò può creare opportunità per i trader che utilizzano le opzioni (che, ricordiamo, sono contratti finanziari che danno al possessore il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere un attivo sottostante a un certo prezzo entro un certo periodo di tempo).

Durante il periodo degli earnings gli investitori che utilizzano le opzioni per coprire il rischio potrebbero voler:

  1. acquistare opzioni call temendo un rialzo del prezzo del titolo mentre detengono una posizione short
  2. acquistare opzioni put  temendo invece un ribasso e proteggere una posizione già in portafoglio

mentre li investitori che utilizzano le opzioni per guadagnare puntando in modo direzionale potrebbero voler:

  1. acquistare opzioni call, questa può rivelarsi una strategia redditizia se il prezzo delle azioni aumenta dopo la pubblicazione dei risultati.
  2. acquistare opzioni put, questa può rivelarsi una strategia redditizia se il prezzo delle azioni diminuisce dopo la pubblicazione dei risultati.

Straddle

I trader più evoluti possono anche utilizzare una strategia nota come straddle, in cui acquistano sia un'opzione call che un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e la stessa data di scadenza. Questa strategia può essere redditizia se il prezzo delle azioni subisce una significativa volatilità in entrambe le direzioni dopo la pubblicazione dei risultati. Infatti la strategia di trading opzioni "straddle" nasce per essere utilizzata proprio per trarre profitto da questa volatilità. La straddle consiste nell'acquisto sia di un'opzione "call" che di un'opzione "put" sullo stesso titolo azionario, entrambe con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. In questo modo, il trader è in grado di trarre profitto sia dalla crescita del prezzo delle azioni che dalla loro diminuzione. 

Un esempio di come utilizzare la strategia di straddle durante il periodo degli earnings potrebbe essere il seguente: Supponiamo che un trader voglia investire in azioni di una società XYZ che sta per rilasciare i suoi risultati trimestrali. Il trader potrebbe acquistare contemporaneamente un'opzione call con un prezzo di esercizio di $50 e un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. Se i risultati trimestrali della società XYZ superano le aspettative e il prezzo delle azioni aumenta a $55, l'opzione call diventa in-the-money e il trader può esercitarla per farsi assegnare le azioni a $50 e rivenderle a $55, realizzando un profitto. Se i risultati trimestrali della società XYZ non soddisfano le aspettative e il prezzo delle azioni scende a $45, l'opzione put diventa in-the-money e il trader può esercitarla per vendere le azioni a $50 aprendo così una posizione short e ricomprarle subito dopo a $45 e lucrando la differenza.

Tuttavia, è importante notare che questa strategia comporta anche un maggiore rischio rispetto ad altre strategie di trading e deve essere utilizzata con cautela e dietro attenta valutazione. Il rischio principale delle strategie di straddle è che il prezzo delle azioni non si muova abbastanza in una direzione o nell'altra per generare un profitto, continuando l'esempio precedente:

I risultati trimestrali della società XYZ non superano né sottoperformano le aspettative e il prezzo delle azioni rimane stabile a $50. In questo caso, entrambe le opzioni call e put diventano fuori dal denaro e il trader non può esercitarle per generare un profitto. Inoltre, il trader perde l'importo investito nelle opzioni call e put.

In questo caso, il trader potrebbe perdere l'importo investito nelle opzioni call e put. 

Per ridurre il rischio, alcuni trader utilizzano tecniche come il "rolling" delle opzioni, che consiste nell'estendere la scadenza delle opzioni o nel modificare il prezzo di esercizio per adattarsi alle condizioni del mercato. 

Strangle

I trader più evoluti possono infine utilizzare una strategia di trading nota come "strangle" può essere utilizzata per trarre profitto dall'aumento della volatilità durante il periodo degli earnings. Una strangle consiste nell'acquisto sia di un'opzione "call" che di un'opzione "put" sullo stesso titolo azionario, ma con prezzi di esercizio differenti. In questo modo, il trader è in grado di trarre profitto sia dalla crescita del prezzo delle azioni che dalla loro diminuzione, anche se in misura minore rispetto al straddle.

Per esempio, un trader potrebbe acquistare un'opzione call con un prezzo di esercizio di $55 e un'opzione put con un prezzo di esercizio di $45 su un titolo azionario con un prezzo attuale di $50. Se il prezzo delle azioni aumenta a $60 durante il periodo degli earnings, l'opzione call diventa in-the-money e il trader può esercitarla per acquistare le azioni a $55 e rivenderle a $60, realizzando un profitto. Se invece il prezzo delle azioni scende a $40, l'opzione put diventa in-the-money e il trader può esercitarla per vendere le azioni a $45, evitando una perdita maggiore.

Pur non essendo direzionale, anche la strategia Straddle presenta dei rischi.
Continuando l'esempio precedente, un esempio di come la strategia di straddle possa non funzionare durante il periodo degli earnings potrebbe essere il seguente:

Supponiamo che un trader voglia investire in azioni di una società XYZ che sta per rilasciare i suoi risultati trimestrali. Il trader decide di utilizzare la strategia di straddle e acquista contemporaneamente un'opzione call con un prezzo di esercizio di $50 e un'opzione put con lo stesso prezzo di esercizio e scadenza. I risultati trimestrali della società XYZ non superano né sottoperformano le aspettative e il prezzo delle azioni rimane stabile a $50. In questo caso, entrambe le opzioni call e put diventano fuori dal denaro e il trader non può esercitarle per generare un profitto. Inoltre, il trader perde l'importo investito nelle opzioni call e put.

Questo esempio mostra come la strategia di straddle possa essere rischiosa, soprattutto se non si verificano gli attesi movimenti significativi del prezzo delle azioni. 

sabato 21 gennaio 2023

38. Le greche 101 - Parte 1

Non è possibile lavorare con le opzioni senza prima comprendere cosa sono e come funzionano le greche.

Le greche sono un insieme di misure utilizzate per valutare il rischio di un'opzione. Tra le opzioni greche più comuni troviamo delta, gamma, vega e theta. Delta misura la sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto ai cambiamenti del prezzo del sottostante, gamma misura la sensibilità del delta rispetto ai cambiamenti del prezzo del sottostante, vega misura la sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto ai cambiamenti della volatilità del sottostante e theta misura la sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto al tempo che manca alla scadenza. Comprendere e utilizzare correttamente le opzioni greche può aiutare a gestire il rischio e a ottenere un maggiore rendimento dalle opzioni.

Delta

La greca delta è una misura utilizzata per valutare il rischio di un'opzione. Essa misura la sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto ai cambiamenti del prezzo del sottostante. Se il delta di un'opzione è 0,5, significa che per ogni dollaro di aumento del prezzo del sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà di 50 centesimi. Delta può anche essere utilizzato per determinare la probabilità che un'opzione finisca in the money alla scadenza. In generale, quanto più vicino è delta a 1 o -1, maggiore è la probabilità che l'opzione finisca in the money. In questo senso la delta può essere uno strumento molto utile per la gestione del rischio delle opzioni.

Delta può assumere valori positivi o negativi a seconda del tipo di opzione.

  • Un'opzione call avrà sempre un delta positivo (range 0 - 1), il che significa che se il prezzo del sottostante aumenta, anche il prezzo dell'opzione call aumenterà e se il prezzo del sottostante diminuisce, anche il prezzo dell'opzione call diminuirà.
  • Un'opzione put avrà sempre un delta negativo (range 0 - 1), il che significa che se il prezzo del sottostante aumenta, il prezzo dell'opzione put diminuirà e se il prezzo del sottostante diminuisce, il prezzo dell'opzione put aumenterà.

Si capisce quindi che la delta può assumere valori compresi tra -1 e 1. Delta pari a 1 o -1 significa che l'opzione è perfettamente sensibile al prezzo del sottostante, mentre delta pari a 0 significa che l'opzione non è sensibile al prezzo del sottostante.

Gamma

La greca gamma è una misura utilizzata per valutare il rischio di un'opzione. Essa misura la sensibilità del delta dell'opzione rispetto ai cambiamenti del prezzo del sottostante. Gamma indica quanto cambierà la delta dell'opzione per un cambiamento specifico del prezzo del sottostante. Una gamma positiva indica che il delta dell'opzione aumenterà se il prezzo del sottostante aumenta e diminuirà se il prezzo del sottostante diminuisce. Gamma può essere utilizzata per determinare il rischio di un'opzione e per aiutare a gestire il rischio del portafoglio opzioni. Una gamma maggiore significa un rischio maggiore, quindi è importante tenere conto della gamma quando si utilizzano le opzioni nella gestione del rischio.

In generale, la gamma di un'opzione call è positiva mentre quella di un'opzione put è negativa. Gamma può assumere valori compresi tra 0 e 1. Gamma pari a 0 significa che l'opzione non è sensibile al cambiamento del prezzo del sottostante, mentre gamma pari a 1 significa che l'opzione è perfettamente sensibile al cambiamento del prezzo del sottostante. Raramente gamma può anche assumere valori maggiori di 1, soprattutto per opzioni con scadenza breve e con prezzo del sottostante molto volatile. Come regola generale, le opzioni con strike price più lontano dal prezzo corrente del sottostante, con scadenza più lunga e con sottostante meno volatile, hanno una gamma più bassa.

le opzioni put hanno una gamma negativa, perché la loro delta diminuisce quando il prezzo del sottostante aumenta e aumenta quando il prezzo del sottostante diminuisce.

Per fare un esempio, consideriamo un'opzione put sull'azione XYZ con strike price di $50 e scadenza tra 3 mesi. Il prezzo corrente dell'azione XYZ è di $55. La gamma di questa opzione put è negativa, ad esempio -0.05. Ciò significa che se il prezzo dell'azione XYZ aumenta di $1, il delta dell'opzione put diminuirà di 0.05, cioè se prima aveva un delta di -0.3, dopo l'aumento del prezzo del sottostante diventa -0.25. Il contrario accade se il prezzo del sottostante diminuisce.

In generale, una gamma negativa indica che il valore delta dell'opzione diminuirà con l'aumento del prezzo del sottostante e aumenterà con la diminuzione del prezzo del sottostante. Ciò può essere utile per le strategie di copertura del rischio, dove una gamma negativa può aiutare a compensare l'aumento del rischio del portafoglio.

Vega

La greca vega è una misura utilizzata per valutare il rischio di un'opzione. Essa misura la sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto ai cambiamenti della volatilità del sottostante. Vega è espressa in termini di quanto il prezzo dell'opzione cambierà per un aumento dell'1% della volatilità del sottostante.

Un'opzione con una vega alta è più sensibile alla volatilità del sottostante rispetto ad un'opzione con una vega bassa. Vega può essere utilizzata per determinare il rischio di un'opzione e per aiutare a gestire il rischio del portafoglio opzioni.

Per esempio, se un'opzione ha una vega di 0.2, significa che se la volatilità del sottostante aumenta dell'1%, il prezzo dell'opzione aumenterà di 0.2.

Per fare un esempio pratico, consideriamo un'opzione call sull'indice S&P500 con scadenza tra 6 mesi. La volatilità implicita del mercato è del 15%. La vega di questa opzione call è di 0.25. Ciò significa che se la volatilità implicita del mercato aumenta dell'1% (da 15% a 16%), il prezzo dell'opzione call aumenterà di 0.25.

Vega è molto utile per capire l'impatto della volatilità sul prezzo delle opzioni e per adattare la propria strategia di trading in base all'evoluzione della volatilità.

In generale possiamo dire che un'opzione con una scadenza più lunga, un strike price più lontano dal prezzo corrente del sottostante e con sottostante meno volatile, avrà una vega più bassa rispetto ad un'opzione con una scadenza più breve, un strike price più vicino al prezzo corrente del sottostante e con sottostante più volatile.

Theta

La greca theta è una misura utilizzata per valutare il rischio di un'opzione. Essa misura la sensibilità del prezzo dell'opzione rispetto al tempo che manca alla scadenza. Theta indica quanto il prezzo dell'opzione cambierà per un giorno in meno alla scadenza.
Theta può essere utilizzata per determinare il rischio di un'opzione e per aiutare a gestire il rischio del portafoglio opzioni. In generale, quanto più vicina è la scadenza, tanto più alto è il valore di Theta.

Per esempio, se un'opzione ha una theta di -0.2, significa che se tutto il resto rimane costante, il prezzo dell'opzione diminuirà di 0.2 se passa un giorno in meno alla scadenza.

È facile capire quindi che Theta è molto utile per capire l'impatto del tempo sull'opzione e per adattare la propria strategia di trading in base alla scadenza dell'opzione, infatti se una strategia di trading prevede di mantenere l'opzione per un lungo periodo, è importante tenere conto dell'effetto del tempo, ovvero della theta, per evitare che il prezzo dell'opzione scenda troppo in prossimità della scadenza.

La greca theta si muove nel tempo in modo inverso alla scadenza dell'opzione. Ciò significa che quanto più si avvicina la scadenza dell'opzione, tanto più alto sarà il valore di theta.
In generale, per le opzioni in the money, ovvero quelle che hanno un valore intrinseco, la theta aumenterà man mano che si avvicina la scadenza perché il valore intrinseco dell'opzione diminuisce man mano che si avvicina la scadenza. Per le opzioni out of the money, ovvero quelle che non hanno valore intrinseco, la theta rimarrà costante o diminuirà leggermente man mano che si avvicina la scadenza.

Per fare un esempio pratico, consideriamo un'opzione call sull'azione XYZ con strike price di $50 e scadenza tra 3 mesi. Il prezzo corrente dell'azione XYZ è di $55. La theta di questa opzione call è -0.2. Ciò significa che se tutto il resto rimane costante, il prezzo dell'opzione call diminuirà di 0.2 se passa un giorno in meno alla scadenza. Se la scadenza dell'opzione fosse stata di 6 mesi, la theta sarebbe stata inferiore, perché l'effetto del tempo sull'opzione sarebbe stato minore.

In generale, il valore di theta dipende dal tipo di opzione, dalla scadenza e dal prezzo del sottostante.

Vendere Theta

Importante per noi è la strategia di "vendere theta", anche conosciuta come "vendere tempo". Questa strategia implica la vendita di opzioni con scadenza imminente per trarre profitto dall'effetto del tempo sull'opzione.
Se, come per ogni cosa, il momento migliore per vendere theta dipende dalle condizioni del mercato e dalle aspettative sull'evoluzione del prezzo del sottostante, in generale possiamo dire che vendere theta è più proficuo quando le condizioni del mercato sono stabili e non ci si aspetta grandi variazioni nel prezzo del sottostante. In questo caso, il valore dell'opzione diminuirà principalmente a causa dell'effetto del tempo, consentendo di trarre profitto dalla vendita dell'opzione.
Generalmente, più si avvicina la scadenza dell'opzione, più alto sarà il valore di theta, quindi più proficuo sarà vendere theta.
Tuttavia, è importante tenere presente che vendere theta comporta anche un rischio, ovvero che il prezzo del sottostante si muova in modo inaspettato e l'opzione acquistata diventi in the money, causando una perdita.

Le strategie di vendita Theta sfruttano il fenomeno del time decay.
Il fattore time decay, noto anche come effetto del tempo, è la diminuzione del valore di un'opzione man mano che si avvicina la scadenza. Ciò accade perché l'opzione ha un valore intrinseco (valore "in the money") e un valore temporale (valore "out of the money"). Il valore intrinseco è legato al prezzo del sottostante e al prezzo strike dell'opzione, mentre il valore temporale dipende dalla volatilità e dal tempo che manca alla scadenza.

Il fattore time decay è causato dalla perdita del valore temporale dell'opzione man mano che si avvicina la scadenza. Più si avvicina la scadenza, meno tempo c'è perché il prezzo del sottostante si muova in modo favorevole all'opzione, il che fa diminuire il valore temporale dell'opzione.

Per esempio, se un'opzione call con strike price di $50 ha una scadenza tra 3 mesi e il prezzo corrente del sottostante è di $55, l'opzione ha un valore intrinseco di $5 (poiché l'opzione è in the money) e un valore temporale legato alla volatilità e al tempo che manca alla scadenza.
Man mano che si avvicina la scadenza, il valore temporale dell'opzione diminuirà, poiché c'è meno tempo perché il prezzo del sottostante si muova in modo favorevole all'opzione.
Alla scadenza, l'opzione avrà solo il valore intrinseco, ovvero quello legato al prezzo del sottostante e al prezzo strike dell'opzione.

In generale, il time decay è un fattore importante da considerare quando si utilizzano le opzioni nella gestione del rischio, sia per la vendita che per l'acquisto di opzioni. È importante tenere conto del tempo che manca alla scadenza per valutare il rischio e adattare la propria strategia di trading in base alle condizioni del mercato e alle proprie aspettative.

giovedì 30 luglio 2020

25 - Guida Alle Opzioni - L'Open Interest

Guida Alle Opzioni - L'Open Interest




A differenza dei titoli azionari che esistono in un numero di “pezzi”
tendenzialmente stabile nel tempo, non vi è né una misura prestabilita né
un numero massimo o minimo di contratti di opzione che possono esistere
per qualsiasi sottostante; il numero di contratti di opzione attivi
contemporaneamente per ciascun sottostante, infatti, tende a fluttuare
seguendo la domanda del contratto stesso. Banalizzando, il numero di
contratti di opzione attivo per un determinato sottostante (c.d.
open interest) corrisponde semplicemente al numero di contratti
aperti e non chiusi per quel determinato sottostante a quel determinato
prezzo ed a quella determinata scadenza.




Per capire quanto detto poc’anzi vediamo di capire come si forma un
contratto di opzione.




Ogni volta che si compra o si vende un’opzione, con il nostro semplice
ordine possiamo indifferentemente creare una nuova posizione o chiudere
una posizione già esistente.






Per questo motivo, quando si opera con le opzioni è sempre importante
ricordarsi di specificare se intendiamo aprire un nuovo contratto
(utilizzando in luogo del solito “buy” e “sell” le diciture
“buy to open” o “sell to open”) o chiudere una posizione già esistente
(utilizzando in luogo del solito “buy” e “sell” le diciture “buy to close”
o “sell to close”).




Non dobbiamo mai dimenticare che le opzioni sono infatti “wasting assets”, ovvero beni con una scadenza il cui valore decresce (o tende a
decrescere) all’avvicinarsi della “expiration date” in conseguenza
del continuo ridursi della vita residua questo per effetto del fatto che,
alla scadenza, la componente di premio relativa alla vita residua (a.k.a.
time value) diventa in ogni caso zero.




Il valore di un’opzione può essere scomposto in due componenti:





  1. il valore intrinseco: pari al valore che avrebbe il derivato nel caso in cui fosse chiuso
    immediatamente;



  2. il valore estrinseco (premio): pari alla differenza tra il prezzo dell'opzione e il suo valore
    intrinseco. La componente del prezzo detta premio è certamente quella ai
    nostri fini più interessante, rappresenta quanto un investitore è
    disposto a pagare in aggiunta al valore intrinseco per una data opzione,
    e dipende da vari fattori, quali la vita residua dell'opzione, la
    volatilità dell'attività sottostante, il tasso di interesse risk free e
    gli eventuali dividendi distribuiti dall'attività sottostante nel
    periodo di vita residua.











Quando un'opzione ha valore intrinseco positivo l’opzione è detta "in the
money" (ITM); le opzioni "at the money" (ATM) e "out of the money" (OTM) hanno entrambe valore intrinseco nullo e pertanto il loro prezzo
equivale, sostanzialmente, al premio (Valore Estrinseco).



Ad esempio comprando
un’opzione Call con strike price a 82 euro verso un sottostante che, al
momento, sta scambiando a 82,75 euro ad un prezzo di 2,45 euro avremo la
seguente scomposizione:



·      
Valore Intrinseco:
0,75 euro



·      
Valore Estrinseco
(premio): 1,70 euro



Diversamente
qualora il sottostante scambiasse a 83 euro la scomposizione sarebbe:



·      
Valore Intrinseco:
0 euro



·      
Valore Estrinseco
(premio): 2,45 euro



Mentre il valore
intrinseco varia al variare del prezzo dell’opzione rispetto al sottostante, il
valore estrinseco si riduce man mano che l'opzione si riduce la sua vita
residua arrivando alla scadenza a zero.



Riprendendo
l’esempio di poc’anzi la situazione che avremmo è la seguente:


Se è ragionevole
per un investitore pagare 2,45 euro per il diritto di acquistare 100 azioni ad
un prezzo pari dell’attuale nella probabilità che a scadenza il sottostante
quoti sopra 85.75 e quindi si faccia un profitto, tale probabilità diminuisce
mano a mano che ci avviciniamo alla scadenza, scendendo allo 0% una volta
raggiuntala.



Ciò nonostante le
opzioni non nascono come delle bombe ad orologeria che vengono scambiate fino
all’ultimo momento per poi esplodere in mano a chiunque sia il malcapitato ultimo
possessore. O almeno non nascono solo per questo.



A riguardo, per
non rimanere incastrati nel quadro micro, una metrica che ci viene in soccorso
è, sicuramente, Open Interest (Contratti Aperti in italiano) che,
se correttamente compreso, ci aiuta a non perdere di vista il quadro d’insieme
di ciascuna posizione.



L’Open Interest
altro non è che la misura di quanti contratti per una determinata opzione sono
aperti, o meglio il n
umero di contratti di
opzione acquistati/venduti dagli operatori e non ancora rivenduti/riacquistati,
in un dato istante temporale.



Come abbiamo visto,
infatti, per ciascun sottostante ed ogni data scadenza e prezzo di esercizio, l'operazione
di acquisto o di vendita di un’opzione da parte di un soggetto che precedentemente
non lo aveva rispettivamente venduto o acquistato incrementa il numero di
contratti aperti di un'unità, mentre l'operazione di vendita o acquisto di un’opzione
su una data scadenza da parte di un soggetto che precedentemente lo aveva
acquistato o venduto riduce il numero di contratti aperti di un'unità.



A mercato quindi le
posizioni aperte sono costituite dal numero di operazioni di acquisto/vendita a
termine che non sono state chiuse dagli investitori con operazioni di segno
contrario.



Questa operazione
non avviene momento per momento ma solo una volta per giornata di
contrattazione, ogni mattina viene riportato l’Open Interest per il giorno
precedente. Questo può essere relativo o a tutti i contratti aperti per singolo
sottostante oppure può essere misurato per tipo di opzione (call o put) per
ogni strike price e per ciascuna scadenza.



Un elevato Open
Interest
per un determinato contratto significa che molte persone sono
interessate a scambiare quel contratto. E’ però un indicatore non direzionale, infatti
per ogni persona che compra ve ne è una che vende e non è possibile, a priori,
sapere chi delle due ha ragione: chi vende e chi compra il medesimo contratto,
infatti, hanno interessi tra loro confliggenti.



Ciò premesso
rimane indubbio che, rappresentando l'Open Interest il numero di contratti opzioni
aperti in uno preciso momento, ciò ci può fornire un’indicazione precisa sull’operatività
degli altri partecipanti al mercato in forma aggregata derivandone in modo
diretto se sta entrando o uscendo denaro dal mercato.


Da ciò deriva che, se registriamo un'Open Interest crescente
durante la fase di un qualsiasi trend, dovremmo interpretarlo come un segnale
di forza del trend stesso, mentre un Open Interest in calo potrebbe rappresentare
un segnale di indecisione e di probabile inversione del trend in corso; infatti
quando un trend vede di colpo diminuire l'Open Interest, è molto probabile che
quel trend stia per esaurirsi.



Oltre a ciò il vantaggio
più grande che possiamo ricavare da un indicatore come l’Open Interest è
la liquidità del contratto sottostante. Open Interest particolarmente
elevati significa maggiore liquidità e quindi spread bid/ask minori.





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