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venerdì 27 marzo 2020

20. Come trovare i migliori titoli da dividendi - Step 2 (parte 1)




Step 2 – La tana del Bianconiglio





Abbiamo
visto come un buon metodo per individuare i migliori titoli da dividendi sia
quello di partire dall’osservazione della realtà e del mondo che ci circonda
andando a vedere quali sono i prodotti, i brand, le Aziende ed in ultima
analisi le Società che più incontriamo nella vita di tutti i giorni e poi scegliere
quelle tra queste sono più adatte al raggiungimento degli obiettivi.





A questo
punto dell’esercizio dovremo essere riusciti a scremare la lista iniziale, ma
dovrebbero residuare comunque diverse decine di Società che conosciamo e che,
almeno potenzialmente, possono essere prese in considerazione come investimento.
Un numero sempre troppo grande da analizzare. È necessario quindi ricorrere ad
un secondo criterio di screening, in un approccio quali-quantitativo rivolto a
saggiare non solo l’idoneità in astratto di una determinata società ma anche la
sua concreta capacità di mantenere determinati standard per il lungo periodo.





Ricordiamoci
infatti che investire in una società per i dividendi è un qualcosa di più simile
all’iniziare una relazione di lungo periodo, un matrimonio, che ad una cosa occasionale.
Prima di sposarci quindi, dobbiamo quindi essere sicuri di selezionare solo quei
titoli che mantengano la promessa di dividendo crescente in eterno necessaria a
tenerci soddisfatti (ed innamorati) per un periodo di tempo quanto più lungo
possibile.





Dovranno essere quindi presi in considerazione alcuni valori
quali:


A.    DIVIDEND PAYOUT RATIO:


è uno degli indici più importanti per valutare la
sostenibilità del dividendo di una determinata Società nel medio/breve periodo.


Il Pay Out Ratio, rappresentando la percentuale di
utili distribuita agli azionisti sotto forma di dividendi,  può essere facilmente calcolato secondo una
delle seguenti due formule:




oppure






 Il Pay Out Ratio è un indicatore di distribuzione,
e serve a dirci quanto, fatti 100 i profitti, viene distribuito agli azionisti
sotto forma di dividendi.


Generalmente esso ha pertanto un valore inferiore a 100
% in quanto una parte di utili viene fisiologicamente reinvestita nel processo
produttivo per finanziare la crescita futura; talvolta però può assumere anche
valori superiori a 100% quando, in presenza di bassi utili, la Società decide
di attingere alle riserve di utili accantonate per il pagamento dei dividendi
onde evitare di tagliare o non distribuire il dividendo. Va da se che quest’ultimo
caso è quanto di più lontano possiamo immaginare dalla sostenibilità che
andiamo a ricercare, un pay out superiore al 100% significa distribuire soldi
che, nell’anno, non si sono guadagnati.


Ai nostri fini pertanto è importante che il pay out
di distribuzione sia compreso tra il 55% ed il 65%
. Tassi di pay out più
elevati sono via via più rischiosi e devono essere presi come segnali di
pericolo per degli azionisti di lungo periodo soprattutto se il trend di medio
termine è ascendente. Le uniche eccezioni alla regola di cui sopra sono le
utilities e i REIT che, per modello di business caratterizzato da una crescita
molto lenta e da investimenti molto pesanti ma di lunghissimo periodo, hanno
fisiologicamente pay out superiori anche all’85%.





Il rapporto tra dividendi distribuiti e utili è anche un
parametro indicativo della politica societaria: tanto più è elevato
quanto più viene perseguita una politica di remunerazione degli azionisti; tanto
più è ridotto quanto più si persegue una politica rivolta all’autofinanziamento.





Dall’analisi del Pay Out Ratio vediamo infatti che, generalmente, le
società più giovani e ad elevato tasso di crescita hanno un pay out più basso, poiché
per finanziare la crescita sono costrette ad investire una parte di utile maggiore
per evitare un eccessivo ricorso all'apporto di nuovo capitale a titolo di
debito (comportando un aumento del grado di leverage) o a titolo di capitale
rischio. Viceversa, società operanti in settori considerati "maturi"
presentano un più alto valore di Pay Out Ratio e possono permettersi di distribuire
come dividendi una quota maggiore di dividendi.


18. Episodio IV - Una Nuova Speranza

Hope, ovvero la Speranza dell’interesse composito.


Nell’intero universo di internet, non credo esista un solo blog sull’indipendenza finanziaria che non abbia al suo interno almeno un post relativo agli effetti dell’interesse composto, ed alla loro importanza per il raggiungimento degli obbiettivi di lungo periodo di ogni investitore.

Ciò nonostante, continuo a parlare con moltissimi investitori alle prime armi che non conoscono (o volutamente ignorano) i prodigiosi effetti di lungo periodo dell’interesse composto e quindi continuano ad ignorarne i suoi effetti ed a compiere i soliti errori lasciando sul piatto grandi guadagni.

Molti mi chiedono per quale motivo all’interno dei titoli pagatori di dividendi mi ostini a prediligere titoli come i dividend aristocrats che spesso hanno payouts veramente miseri a dispetto di titoli che offrono una cedola molto più interessante sin dal primo momento, magari anche nell’ordine del 8/10%.

Domande del genere che si ripetono con cadenza almeno settimanale mi fanno pensare che sia  giunto il momento di affrontare il tema dell’interesse composto, un tema di speranza, anche all’interno del mio diario di bordo.

La risposta alla domanda, per certi versi banale, è che essendo io un investitore orientato ad ottenere un cashflow costante e crescente dai miei investimenti, anche a scapito di un minore apprezzamento del mio capitale, non ho una vera scelta; l’interesse composto è l’unico strumento (che conosco) in grado di raddoppiare il cash flow da investimenti senza aumentare il capitale per il semplice effetto del trascorrere del tempo.

Sembra magia, ma l’interesse composto altro non è che l’effetto pratico di una semplice matematica applicata.

Cominciamopoi con le basi.

Mentre l’interesse semplice (quello delle obbligazioni o dei titoli a dividendo “fisso” per capisci) non cambia l’ammontare degli interessi che si ricevono, i titoli a dividendo “crescente” come i Dividend Aristocrats offrono dividendi che si rivalutano anno per anno. I grafici seguenti, elaborati utilizzando
dati reali, riassumono e spiegano in maniera grafica il concetto dietro all'interesse composto.



Sia a livello di cash flow (in maniera più rapida) che a livello di rendimento cumulato (in questo caso un po’ più lentamente) nel lungo periodo puntare su titoli a dividendo crescente comporta un vantaggio grande vantaggio in termini economici. E la cosa bella dell’investire in dividendi è che il vantaggio dell’interesse composto, tanto più aumenta tanto più trascorrono gli anni, in maniera quasi esponenziale.

Allungando l’orizzonte temporale da 15 a 30 o addirittura a 40 anni (come per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro, i grafici diventano ancora più impressionanti anche se meno significativi per la maggior parte di noi).




Inoltre, ma questo vale anche per l’interesse semplice, avere un approccio di investimento orientato al flusso cedolare anziché al solo apprezzamento del capitale, porta con se un ulteriore vantaggio.

Alla rivalutazione del capitale (estranea questa ai titolari di obbligazioni non indicizzate), infatti, si affianca comunque la possibilità di applicare un effetto moltiplicatore simile all'interesse composto anche ai rendimenti mediante il reinvestimento sistematico di questi ultimi in ulteriori quote di capitale. In questa maniera, infatti, anche i dividendi percepiti comincerebbero a produrre dividendi che si rivaluteranno nel tempo e produrranno a loro volta altri dividendi senza necessità di apportare nuovo ed ulteriore capitale fresco.

L’effetto dell’interesse composito sui dividendi è un vero e proprio effetto valanga che renderà il raggiungimento dei nostri obbiettivi finanziari sempre più vicino e sempre più certo!

Ora, i più attenti di voi avranno notato come le curve dei due grafici si intersecano solo dopo un certo numero di anni. Questo perché l’effetto moltiplicatore dell’interesse composto ha bisogno di tempo per manifestare i suoi effetti. Ma sebbene questo non sia un metodo per diventare (forse) ricchi subito, questo è un metodo per diventare ricchi piano piano ma sicuramente.

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