Rimane ora un terzo
ed ultimo ambito di distinzione quello relativo al contesto.
Abbiamo visto
che il pensiero strategico è caratterizzato dal volgere uno sguardo al futuro e,
più importante, fuori dalla nostra sfera individuale, al macro contesto
ambientale in cui ci troviamo e troveremo a vivere e ad operare.
MACRO AMBIENTE | Si compone della struttura economica, politica, sociale, legale e tecnologica entro cui ci troviamo ad operare. |
Tale caratteristica
è quella centrale poiché, come possiamo facilmente immaginare, il macro
ambiente come sopra definito è quello dagli effetti più ampi e generali sui
nostri risultati di lungo periodo e quello per l’approcciarsi al quale l’utilizzo
della tattica trova uno spazio ed un’utilità estremamente limitati.
Infatti gli
effetti che il Macro ambiente può avere su di noi e sulla nostra strategia
possono essere i più ampi, per non andare troppo lontano nel tempo basta guardare
a quello che sta succedendo nel mondo con il COVID 19, o a quanto successo per
effetto della crisi 2007/2011. Ma senza andare a scomodare eventi così
disastrosi che, per fortuna, sono piuttosto rari (da cui la definizione di “cigni
neri”), anche fattori fisiologici come il tasso di inflazione, l’andamento
dei tassi di cambio, la fase di ciclo economico (espansivo o recessivo)
in cui ci troviamo ad operare hanno effetti che non possono essere trascurati.
Fortunatamente questi sono tutti fenomeni abbastanza prevedibili (o meglio, pur
restando fenomeni imprevedibili hanno andamenti non completamente irrazionali,
per lo meno nei paesi industrializzati).
Vi sono poi,
invece, tutta una serie di fenomeni imprevedibili, quali l’introduzione di
nuove tecnologie, pensiamo all’introduzione dell’Iphone ed alla fine di
Nokia, colosso mondiale della telefonia che, per incapacità nell’adattarsi al
cambiamento è passato da essere uno dei maggiori e più apprezzati produttori di
telefonia mobile all’abbandono totale del settore, oppur pensiamo al cambiamento
dei gusti dei consumatori che sta duramente colpendo i produttori di “canned
& processed” food in questi anni (General Mills, Khraft Heinz, Campbel
Soup tra tutti) in favore di cibi più moderni e salutari.
L’essenza e la
ragion d’essere di ogni strategia è appunto quella di fornire un supporto ed
una guida per far fronte all’incertezza, provando a gestire (anziché subire)
questi e gli altri fattori legati all’inevitabile
cambiamento di contesto che il semplice passare del tempo porta con se.
A riguardo può
compiere scelte (allocazione assets, focus su determinate aziende) o prepararsi
ad utilizzare tattiche diverse (tramite l’implementazione di routine del tipo “IF…THEN”,
non il pensare a cosa fare, ma implementare ora le routine). Qualunque cosa
accada però, non possiamo fingere di dimenticare che ciascuno di questi
fattori con l’ampiamento dell’orizzonte temporale diviene sempre meno
prevedibile.
Ecco che
appare quindi la terza distinzione, discendente appunto dal diverso contesto a
cui si riferiscono: mentre le tattiche operano a livello particolare, in contesti
definiti, le tematiche tipiche della strategia operano in contesti caratterizzati
da un alto livello di incertezza.
Contesto | Tattica | Strategia |
Incerto | X | |
Certo | X |
Ne consegue
che mentre certe soluzioni operative possono essere ripetute allo stesso modo
avendo semplicemente cura di verificare il ripetersi dei presupposti, ad
esempio rollando secondo determinati criteri le PUT che non vogliamo farci
assegnare, le soluzioni individuate a livello di strategia, che per definizione
hanno ad oggetto contesti in continuo mutamento e scarsamente prevedibili hanno
bisogno di un continuo apporto creativo.
Soluzione | Tattica | Strategia |
Ripetibile | X | |
Contestuale | X |
Se questo è
vero, è pur vero che mentre le decisioni operative possono essere anche diverse
centinaia al giorno (come nei giorni di scadenza), quelle strategiche devono potersi
contare sulle dita di una mano ogni anni.
Soluzione | Tattica | Strategia |
Dati | Quantitativi, esatti | Qualitativi o Quantitativi imprecisi |
Problemi | Determinati | Indeterminati |
Avere una
strategia, essere capaci di pensare in modo strategico è essenziale per passare
da una gestione reattiva delle proprie risorse ed investimenti (accade questo
faccio questo) ad una proattiva (temo accadrà questo, adotto queste
contromisure). Tale switch è necessario perché, come COVID ci ha insegnato, quando
un problema avente implicazioni strategiche insorge, spesso è troppo tardi per porvi
rimedio adottando soluzioni operative. E’ nostra responsabilità, quindi, cercare
di porci sempre un passo avanti rispetto alle sfide che il futuro ci riserva
per non farci cogliere impreparati ma anzi essere in grado per sfruttarle quali
opportunità.
Per concludere, la differenza fondamentale tra pensiero tattico e pensiero strategico, tra gestione operativa e gestione strategica, risiede proprio nel non perdere tempo a pensare quale decisione prenderò domani, ma assumere oggi le decisioni necessarie per far sì che domani mi trovi esattamente nella situazione in cui voglio trovarmi E’ nostra responsabilità, quindi, cercare di porci sempre un passo avanti rispetto alle sfide che il futuro ci riserva per non farci cogliere impreparati ma anzi essere in grado per sfruttarle quali opportunità.

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