sabato 21 marzo 2020

12. Cogito Ergo Sum – Tattica e Strategia (Parte 1)




Quello che mi ha sempre stupito
del tanto famoso quanto abusato motto cartesiano “Cogito Ergo Sum” è
come riesca a riassumere in sole tre parole sia quello che distingue gli uomini
dagli animali sia gli uomini tra loro. Come è la capacità di pensare che ci
distingue dagli animali, così sono i nostri pensieri che, determinando il
nostro carattere ed il nostro agire nel mondo ci rendono quello che siamo e ci
distinguono da chi non siamo.






Ecco pur nella vastità dei modi
di pensare che possiamo immaginare anche solo guardandoci attorno, credo sia opportuno
per chiunque voglia progredire in qualunque campo soffermarsi un attimo a
pensare sulla distinzione tra pensiero strategico e pensiero tattico (od
operativo).


Entrambe l parole, Strategia
e Tattica derivano dall’antico greco.


Lo Strategos (στρατηγός) nell’antica
Grecia era un'alta carica delle gerarchie militari dell'antica Grecia corrispondente
all'odierno o 
generale che guidava gli eserciti in guerra; la strategia, insomma,
era l’arte dello Stratego, l’arte del Generale, l’arte della guerra.
Di
converso il sostantivo taktikos (τακτικός) il cui significato letterale
era adatto ad ordinare, disporre, seppure anch’esso fosse usato in ambito
bellico era legato alla tecnica con cui si persegue un risultato parziale
mediante l'utilizzo di certi mezzi in un certo momento e in un certo luogo; la
buona tattica era quella cosa che ti faceva vincere la battaglia mentre la
strategia aveva un respiro più ampio: riguardava l'intera gestione delle
risorse al fine di vincere la .


Con questa premessa in mente, è
chiaro come ai nostri fini la prima debba precedere tanto logicamente quanto
temporalmente la seconda poiché l’obbiettivo di una buona strategia di risparmio
e di investimento è quello di farci trovare al posto giusto al momento giusto
con le risorse giuste di modo che possiamo compiere le giuste scelte tattiche.













Strategia


Tattica


Principi


Processi, Metodi







Non cadiamo però nell’errore di
pensare che uno sia più importante o meno necessario dell’altro. Entrambi i
livelli, quello strategico e quello tattico/operativo, sono decisivi per il
successo di qualsiasi operazione.


Anche le problematiche operative,
come il sottovalutare la momentanea illiquidità di un investimento, possono portare
gravi pregiudizi e imperigliare anche la migliore strategia. Entrambi i livelli
devono viaggiare accanto in modo armonico, favorire troppo uno a scapito dell’altro
rischia di creare un grave disequilibrio nell’esecuzione, e rendere il progredire
del piano simile ad un uomo con una gamba più lunga ed una più corta che cerca
di salire una lunga scalinata.


Il primo passo è quindi quello di
imparare a distinguere quelle situazioni che necessitano una riflessione
strategica da quelle che, invece, devono essere risolte sul piano tattico
operativo
.


1.      Una
prima distinzione che possiamo fare è quella relativa all’orizzonte temporale.























Timeframe


Tattica


Strategia


Breve Termine


X





Lungo Termine





X







I problemi legati
alla gestione operativa nascono all’improvviso e, spesso, devono essere fronteggiati
nell’immediato, pensiamo ad una margin call del nostro broker a seguito
del crollo di un titolo o indice verso cui avevamo venduto un cospicuo
quantitativo di PUT non cash secured. Ci eravamo posizionati non a due ma a tre
deviazioni standard (prolungando il timeframe) proprio per evitare questo
scenario, eppure eccolo qui. Che fare?





La gestione
strategica, di converso, è per definizione qualcosa collegata ad un approccio e
ad obbiettivi di lungo periodo, legata alla crescita e sopravvivenza del nostro
patrimonio mediante l’adattamento all’ambiente circostante. L’orizzonte
temporale, salvo sporadici casi, non è mai l’immediato, ma si proietta al
futuro spesso per anni. Logicamente la lunghezza temporale dipenderà dalla
natura della decisione stessa, oltre che dal tasso di variabilità dell’ambiente.


Ad esempio se
per la decisione di un particolare bilanciamento del portafoglio di
investimenti (ad esempio 60 % azioni e  40
% obbligazioni) possiamo tranquillamente parlare di anni, l’adozione di una
strategia orientata ai dividendi growth deve essere implementata per almeno diversi
lustri senza poterci tornarci sopra affinché dia i suoi frutti.


























Timeframe


Visione


Analisi


Azione


Impatto


Breve Termine


Chiara


Veloce


Istantanea


Immediato


Lungo Termine


Sfocata


Approfondita e ripetuta nel tempo


Monitorata periodicamente


Di lungo periodo







Ovviamente le
decisioni di livello strategico, pur avendo orizzonti temporali solitamente
lunghi non sono scritte nella pietra e devono essere revisionate periodicamente
poiché maggiore è l’orizzonte temporale minore è il dettaglio con cui possiamo
fare delle previsioni ed ancora minore è il grado di affidabilità delle stesse.


2.     
Una seconda distinzione è quella relativa alla
magnitudine e soprattutto all’ampiezza degli effetti:























Effetti


Tattica


Strategia


Parziali


X





Generali





X







Se immaginiamo
una riforma complessiva del sistema fiscale paese, con importanti conseguenze
in tema di tassazione delle rendite finanziarie sarà necessario un ripensamento
complessivo della strategia di investimento. Di converso se pensiamo a dati
trimestrali deludenti o al taglio di un dividendo, sicuramente gli strumenti
che adotteremo rientrano nell’ambito del pensiero tattico operativo.


Generalizzando,
mentre alcune problematiche necessitano di un focus (estremamente) limitato per
essere risolte, altre necessitano comunque di mantenere una visione d’insieme
per non creare sbilanciamenti complessivi. Per quest’ultime, dunque, è ancora
una volta necessario fare ricorso al pensiero strategico, a riadattare o
addirittura compiere nuovamente quelle valutazioni d’insieme e di contesto poste
alla base della nostra grande strategia d’investimento.


Il pensiero
strategico, da questo punto vi vista, richiede la capacità di analizzare le
varie componenti del proprio patrimonio anche, e soprattutto, nelle loro interrelazioni
ed il contesto per ridefinire il percorso.









































Focus


Tattica


Strategia


Parziale


X





Generale





X


Interrelazione delle singole parti





X


Contesto Esterno





X


Interrelazione del Contesto sulle singole parti





X







Da questo
punto di vista il pensiero strategico altro non è che il costante adattamento
del proprio patrimonio ai cambiamenti della sua composizione (evitare
sbilanciamenti, evitare concentrazione di rischi
) ed ai cambiamenti del
mondo circostante.




Un altro
ambito che richiede l’adozione di un modo di pensare Strategico è quello relativo
al costo opportunità delle singole scelte. Nonostante La scelta dello
strumento X rispetto allo strumento Y sia squisitamente una scelta tattica (che
dovrebbe basarsi sulla convinzione che il titolo X sia quello in rado di
raggiungere i nostri obbiettivi in tempi più ristetti e con meno rischi), in
realtà dobbiamo sempre tenere a mente che il patrimonio investito non è
composto da tante singole isole, ma è in realtà un ecosistema profondamente interconnesso
sì che la decisione di preferire X ad Y deve essere valutata non solo in
relazione ai diversi profili di rendimento e rischio ama anche, e soprattutto a
come tali profili impattano sul rendimento e sul profilo di rischio dell’intero
portafoglio.







- Continua -


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