Sicuramente la parte più difficile dell’imparare a risparmiare è quella di
cambiare la propria relazione con i soldi. A livello concettuale ho sempre
saputo di dover spendere meno di quello che guadagnavo, ma mano a mano che
progredivo con la mia vita mi sono sempre più reso conto come il money
management non fosse solo una questione di matematica, quanto piuttosto qualcosa
di legato alla parte più intima di noi, al conoscere noi stessi, molto più
vicino al costruire una disciplina interiore ed imparare a vedere i soldi in
modo nuovo che alla contabilità da ragionieri.
Ecco il primo di alcuni trucchi che ho imparato e che, dopo averli
applicati personalmente, mi sento di consigliare:
L’importanza di trovare il giusto blend tra breve termine e lungo
termine nel fissare i propri obbiettivi finanziari.
Una delle frasi più citate (e fraintese) di J. M. Keynes è quella
che nel lungo periodo siamo tutti morti. Sebbene le interpretazioni
proposte online spesso oscillino da quella più lapalissiana a quelle più
orientate allo YOLO (“you only live once”) spesso senza soluzione di
continuità, anche le persone più ostinate non possono non riconoscere come,
nonostante il risparmiare per i tempi bui sia la cosa più giusta da fare,
spesso non sia la più facile e comunque certamente non è la più piacevole o,
soprattutto, quello più motivante.
E sappiamo quanto la motivazione sia importante mantenere vivo il focus e raggiungere
un qualsiasi obbiettivo che ci siamo prefissati.
Un escamotage utile può essere quello di spezzare gli obbiettivi di
lunghissimo periodo (come quello di garantirsi una rendita complementare per vivere
confortevolmente gli anni del pensionamento) in spezzoni più brevi
raggiungibili in un numero di anni limitato, due o al massimo tre. In questo
caso l’importante, oltre a non dimenticare come gli obbiettivi debbano essere
specifici sia nella determinatezza (cosa voglio raggiungere) che nell’elemento
temporale (quando voglio raggiungerlo), è collegare agli obbiettivi un aspetto emotivo
e motivazionale.
Risparmiare per permettersi qualcosa nella fase finale della propria vita, per
quanto importante, è infatti infinitamente meno motivante che risparmiare per
permettersi il regalo alla moglie per l’anniversari, la vacanza in estate, la macchina
nuova, o la casa in campagna.
Per costruire l’abitudine al risparmio necessaria, dobbiamo abituarci
a ragionare da risparmiatori, e per farlo dobbiamo essere emotivamente coinvolti
nella scelta di risparmiare e del perché si risparmia.
Dobbiamo uscire dalla mentalità del risparmio come punizione e
maturare la consapevolezza che risparmiare è uno dei modi migliori per
diventare padroni della nostra vita. Pensare al risparmio come ad un male
necessario è una struttura di pensiero da eliminare quanto prima nel nostro
percorso verso la libertà finanziaria.
In questo senso imparare a costruire il giusto blend tra obbiettivi
di breve e lungo periodo è importante ed essenziale.
Sebbene la scelta più razionale sia quella di rimandare al più tardi possibile
la gratificazione, non dobbiamo dimenticarci che non siamo econs
ma esseri umani con pensieri ed emozioni e che senza la giusta motivazione, la
giusta disciplina e le giuste routine, nessun obbiettivo può essere raggiunto.
Fermiamoci quindi a pensare alle cose che più desideriamo per noi durante
le nostre giornate e non vergogniamoci di inserirle nella lista dei nostri
obbiettivi per i quali stiamo risparmiando. Facciamone una lista e cerchiamo di
estrapolarne qualcosa, che cosa ci motiva di più? Quali sono i nostri
obbiettivi? E utilizziamo questa nuova consapevolezza per progettare la nostra
vita ed il nostro percorso di risparmiatori di piccoli e grandi obbiettivi che
aiutino a tenere viva la fiamma della motivazione.
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